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Scommesse sul cricket 2026: da quota 1,90 il bookmaker trattiene il 5,3 %

Updated Ottobre 2026
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30 Ottobre 2026 — Verifica delle concessioni sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS).

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

Un mercato a due esiti fatto di due quote identiche da 1,90 non premia nessuno dei due lati allo stesso modo. Chi punta 100 € su quella coppia ne riceve 190 se indovina e zero se sbaglia, e in mezzo c’è una terza parte che non rischia nulla: il concessionario, che su ogni 100 € raccolti si tiene poco più di cinque euro prima ancora che l’evento cominci. Questo è il margine, e da qui parte tutta la faccenda del cricket.

Il cricket, in Italia, arriva su una piattaforma che concede la raccolta di scommesse sportive a quota fissa, autorizza il palinsesto evento per evento e non tassa il vincitore: la somma netta entra nel conto di gioco e non finisce in nessuna dichiarazione. Da qui in avanti il costo non è il prelievo fiscale. Il costo è quello che sta nelle regole dell’offerta — un over che nessuno spiega, una quota che sembra generosa perché il mercato dietro è più largo di quanto sembri, un limite di deposito che il giocatore ha scelto in fretta durante la registrazione e che poi vale per tutti i prodotti, cricket compreso.

Indice dei contenuti
  1. Il cricket, spiegato per chi non l’ha mai visto
  2. calendar
  3. Su quali eventi si accetta una giocata, e chi lo decide
  4. panorami
  5. Le condizioni di gioco di ogni marchio
  6. La concessione ADM: che cos’è, e cosa vuol dire per il giocatore italiano
  7. Gioco responsabile e strumenti di tutela
  8. Domande frequenti sulle scommesse sul cricket

Il cricket, spiegato per chi non l’ha mai visto

Prima di guardare una quota, conviene sapere cosa si sta quotando. Undici giocatori per squadra, e tre formati internazionali che non si assomigliano per niente: i Test match, i One Day International (ODI) e il Twenty20 (T20). Durata e struttura cambiano, e cambia con loro il modo in cui il mercato ragiona.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

Un Test match arriva fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale e non più di due per squadra, almeno novanta over al giorno. Un incontro che nessuna delle due squadre riesce a vincere è un pareggio, e vale come tale nelle giocate sull’esito finale. Il tempo, qui, è una variabile del gioco e non un dettaglio logistico: cinque giorni di cricket sono cinque giorni di mercato aperto.

L’ODI stringe tutto in una giornata: ogni squadra batte per 50 over fissi, e se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un pareggio. Il T20 comprime ancora: massimo 20 over per squadra, cioè 120 lanci regolari, con un lanciatore che non può superare i quattro over e un incontro in parità che si decide con un super over. Chi scommette sul T20 sta scommettendo su circa tre ore di gioco, e su un finale che può allungarsi di una manciata di palle.

Il governo della disciplina è dell’International Cricket Council, con dodici membri effettivi che hanno lo status di Test; il World Test Championship ha cominciato la sua stagione inaugurale nel 2019. Un formato che vive di cicli lunghi, quindi, mentre il mercato italiano lo tratta con la logica delle sere singole.

calendar

Il calendario internazionale ha il suo appuntamento recente più pesante nell’ICC Men’s T20 World Cup 2026, disputata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026 e organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con 20 squadre al via. L’India l’ha vinta battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale, una finale decisa da un margine che nelle scommesse sull’esito si legge come una partita mai in discussione, e che nelle scommesse sul margine di vittoria si legge come una sola casella indovinata su molte.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

Per un bookmaker italiano quel torneo è stato un blocco di eventi con date fisse in anticipo: un mese di partite note, orari noti, squadre note. È la condizione migliore in cui lavorare con il cricket, perché il palinsesto si costruisce senza sorprese e la quota si muove su un mercato che tutti leggono. Fuori da quelle finestre — e ce ne sono poche — il cricket vive di tour bilaterali e campionati nazionali che il giocatore italiano fatica a seguire in diretta.

La domanda pratica non è quali tornei offrano i concessionari, ma su quali eventi possano legalmente accettare una giocata. Quella risposta è nel palinsesto, e il palinsesto è approvato evento per evento da ADM: nessun operatore decide da solo di aggiungere una partita al proprio programma. Nel settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore — un caso che mostra il meccanismo meglio di qualunque spiegazione: si parte da un evento specifico autorizzato, non da una categoria intera.

Sotto il calendario internazionale ci sono i formati domestici, e il più noto dei T20, l’Indian Premier League, è quello che genera lo scompenso di orario maggiore con l’Italia: le partite si giocano quando il pubblico italiano è già a letto o quasi. Chi vuole giocare in diretta su quelle partite lo fa a orari scomodi, spesso con il cellulare in mano, ed è una condizione che pesa sulla qualità della decisione più di quanto pesi sulla quota.

I tornei di fine anno e i tour di inizio stagione riempiono i vuoti tra una coppa del mondo e l’altra. Un calendario così fatto premia chi pianifica le giocate con settimane di anticipo e punisce chi cerca il cricket ogni sera: la pagina del palinsesto, sul sito dell’operatore, è il solo posto dove verificare cosa è aperto adesso e cosa sarà aperto domani.

Su quali eventi si accetta una giocata, e chi lo decide

Il punto giuridico più utile per un giocatore è anche il meno intuitivo: la giocata è ammessa soltanto su eventi inseriti nel palinsesto approvato. Il palinsesto è il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM; ADM aggiunge gli eventi uno alla volta. Non esiste quindi un catalogo permanente di cricket garantito a tutti. Esiste una lista che si aggiorna per singola manifestazione, e un bookmaker può averne una parte e non un’altra.

La struttura della concessione spiega perché il cricket non si può pretendere. La concessione si assegna per sito e non per azienda, dura al massimo nove anni senza rinnovo, e art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi offribili a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Quale di questi diritti il singolo concessionario abbia effettivamente attivato è cosa che si legge dal suo sito e dalla sua app, non dall’elenco.

Il decreto di riordino è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni si assegnano per gara pubblica, non sono licenze aperte; la gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi gioca su un sito senza concessione non sta giocando in una variante del sistema: sta giocando fuori dal sistema.

C’è poi il capitolo delle scommesse su eventi simulati, definite dall’art. 2, lett. v) come scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo prodotti al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. Non sono cricket vero, ma occupano una casella del menù e confondono chi cerca partite. Chi vuole cricket reale guarda altrove.

L’ippica merita una riga a parte perché nel diritto sono due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c), con vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté di tipo totalizzatore, che richiedono una concessione propria. Se un marchio accetti online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere; la domanda non riguarda il cricket, ma delimita bene quanto sia frammentato il perimetro delle giocate consentite.

Le quote, e il margine che ci sta dentro

fondamen

Una quota decimale da 1,90 su un mercato a due esiti racconta due cose insieme. La prima è il ritorno: 100 € puntati su 1,90 restituiscono 190 € se l’esito arriva. La seconda, meno visibile, è quanto di quei 100 € il bookmaker considera già suo.

La formula è quella del margine. Per un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90, la quota di ritorno è 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90, cioè circa 0,947; il margine è il complemento, poco più del 5,3 %. Il numero vale per una coppia di quote identiche e non per qualunque mercato a due esiti: spostare una delle due quote cambia la somma dei reciproci e con essa il margine, che si muove in una banda attorno a quel valore. Su quote più basse la forchetta si allarga, su quote più alte si stringe, ed è per questo che il mercato dell’esito finale di un T20 non ha lo stesso margine del mercato sul numero di over.

Il margine è una media, non una tassa per singola giocata. Su una sera chi punta può vincere tutto quello che la quota promette e il concessionario incassare comunque zero da lui; su cento sere, su quel mercato, la quota di ritorno dice quanto torna indietro nel complesso. È la ragione per cui un pareggio in un ODI — un esito che il regolamento prevede esplicitamente — è un buon amico del bookmaker e un cattivo amico di chi copre solo le due vittorie.

panorami

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore sull’argomento della pagina
NetWin n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. App con scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, e centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti; mercati 1X2, combo bet, marcatori, live score
Lottomatica n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. App che copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live
bet365 n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; offerta su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Goldbet n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. App per schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, con bonus di benvenuto alla registrazione dall’app
Planetwin365 n. 16007 — Pwo S.p.a. App sui principali campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e su Champions, Europa e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Betfair n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. App con Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
StarCasinò n. 16026 — Azzurri Limited App per scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
BetFlag n. 16008 — Betflag S.p.a. Apertura del conto con identificazione via SPID e CIE accanto alla registrazione classica; bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €
Eurobet n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale App con palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
William Hill n. 16044 — William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0

Nella colonna di destra c’è una cosa da notare prima di qualunque giudizio: nove operatori su dieci descrivono il proprio sport con il calcio in testa. Il cricket non compare in nessuna di queste righe. Non è una dimenticanza della tabella, è il modo in cui il prodotto viene raccontato dalle stesse aziende che lo offrono: un bookmaker costruisce il menù attorno ai campionati che il pubblico italiano guarda in televisione, e il cricket vive in una sezione che si apre per nome, non per evidenza.

Questo cambia il calcolo del costo in modo concreto. Un giocatore che arriva su uno di questi siti per il cricket non riceve un trattamento dedicato: riceve lo stesso margine che il bookmaker applica al mercato, gli stessi strumenti di limite scelti in registrazione e la stessa struttura di palinsesto approvata da ADM. Il vantaggio che può cercare — un mercato più profondo, un limite di deposito coerente con quanto vuole spendere, un’interfaccia che non nasconda il cricket dietro tre livelli di menù — dipende dall’operatore, non dalla promozione.

Le condizioni di gioco di ogni marchio

NetWin: il catalogo virtuale che riempie le attese

L’app NetWin apre l’elenco con calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, e ci aggiunge centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti. Tra i mercati nominati ci sono 1X2, combo bet, marcatori, con live score a corredo.

Che cosa significa per il costo, in pratica? Che una piattaforma capace di far partire un evento simulato ogni due minuti non ha alcun problema tecnico a quotare un T20, e che il cricket, quando c’è, arriva da un’infrastruttura già usata per altro. La licenza è la concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a.

Il verso di questa scheda è chiaro: un catalogo costruito sulla quantità, dove il cricket è una voce tra molte e non il centro dell’attenzione. Il palinsesto virtuale resta la parte più riconoscibile dell’offerta, e chi cerca un mercato del cricket ricco di varianti trova poco materiale su cui lavorare.

Lottomatica: lo streaming che accorcia la distanza

Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita in diretta. La concessione è la n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la stessa società dietro Goldbet.

Lo streaming è la voce che pesa sulla qualità della decisione più di quanto pesi sull’offerta. Chi guarda una partita sa quando il gioco cambia, e chi non la guarda decide sulla base di un punteggio aggiornato con qualche secondo di ritardo. Sul cricket quella differenza è ancora più larga, perché un over può cambiare un incontro e il tabellone da solo non dice come.

L’app è solida, l’occhio però è calcistico. Il cricket, se compare, compare come evento tra gli altri.

bet365: il partner globale che porta il torneo dentro casa

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La concessione ADM è la n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc.

Il profilo è quello di un operatore che compra visibilità sui grandi tornei internazionali e la porta dentro il prodotto. Nel settembre 2026, quando ADM ha autorizzato la Setka Cup, la stampa di settore ha indicato bet365 come primo partner: la stessa logica applicata a un evento nuovo, autorizzato singolarmente. Nessuna riga del catalogo è dedicata al cricket, ma la struttura per trattare competizioni internazionali di nicchia esiste ed è già stata usata.

La copertura è ampia e la profondità dei mercati sui grandi appuntamenti è il vero argomento a favore. Per il cricket il discount da considerare è l’assenza di menzione: si entra e si verifica, non si presume.

Goldbet: le schedine classiche, senza fronzoli

Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La concessione è la n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a.

La classificazione delle giocate — singola, multipla, sistema — è la parte utile di questa scheda, perché è la grammatica di base che serve anche sul cricket. Una singola su un esito finale e una multipla che mette insieme tre partite hanno costi molto diversi: la prima paga il margine una volta, la seconda moltiplica il margine dei tre mercati dentro un’unica quota.

Sul piano strutturale Goldbet condivide la società con Lottomatica, e questo si sente nella somiglianza dell’impianto. Chi cerca un’interfaccia essenziale la trova; chi cerca una sezione cricket dedicata no.

Planetwin365: la profondità degli sport minori

Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Concessione n. 16007, intestata a Pwo S.p.a.

Più di 20 tipologie di sport è la cifra che rende questa scheda interessante per chi cerca il cricket, perché un catalogo largo ha più probabilità di tenere aperta una voce laterale. Non è una garanzia: è una condizione strutturale, e va verificata sul palinsesto del giorno.

L’impalcatura è europea e ordinata, con il calcio al centro e i risultati in diretta a fare da collante. Chi vuole un sito che non richieda di imparare un’interfaccia nuova si trova bene qui.

Betfair: il punta e banca, dove il margine cambia forma

Betfair Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione è la n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l.

È l’unico nome di questa lista che il diritto italiano riconosce come gioco a sé. Il betting exchange è previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del giocatore o del bookmaker e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e come funzionino le commissioni non è dato sapere.

Per il cricket il modello è il più interessante della lista, perché su un mercato di nicchia il punta e banca può stringere lo spread più di una quota fissa. Il modo in cui il margine si forma, però, cambia: non c’è un bookmaker che costruisce il prezzo, ci sono due lati che si incontrano, e il costo sta nella differenza tra quello che si incassa e quello che si rischia di più.

StarCasinò: un casinò con il bookmaker di lato

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò. Concessione n. 16026, intestata ad Azzurri Limited.

L’ordine con cui l’app descrive sé stessa è la notizia. Prima le slot, poi il Live Casinò, e lo sport come voce accanto. È una concessione che copre il diritto alle scommesse, ma il prodotto intorno è costruito per un pubblico diverso, e un giocatore interessato al cricket si trova in una sezione che non è pensata per lui.

Questo non la rende inutile: rende l’aspettativa più importante del catalogo. Chi si iscrive qui per lo sport ha titolo di attendersi un’offerta completa sulla carta, ma l’esperienza è quella di un casinò con una porta laterale.

BetFlag: il bonus grosso e l’identificazione forte

BetFlag rimanda, per l’apertura del conto, alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Concessione n. 16008, intestata a Betflag S.p.a.

Mille per cento e cinquemila euro di tetto: due numeri che vanno letti insieme al tipo di offerta. È un bonus in denaro, accreditato sul saldo, quindi non è una freebet e non è un rimborso parziale. Quello che il bonus non dice è quanto costerà trasformarlo in prelievo, perché la pagina dell’offerta non riporta requisiti di puntata specifici; quel punto si legge nelle condizioni di gioco del conto, e va letto prima di versare.

La registrazione via SPID o CIE è la seconda cosa che conta. Chi non ha SPID può comunque aprire il conto con la procedura classica, ma deve sapere che senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Un conto aperto in fretta e lasciato a metà è un conto che non paga.

Eurobet: il palinsesto più largo della lista

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv, reality show — e di politica, elezioni comprese. Concessione n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale.

Baseball, scacchi, elezioni: per ampiezza questa è la scheda più larga del gruppo, e un catalogo che arriva fino agli eventi non sportivi ha una probabilità in più di tenere aperta una voce come il cricket. La stessa società gestisce anche altri due siti con concessione, il che conferma un punto che vale la pena ricordare: la concessione è per sito, non per azienda.

La gamma ampia ha un rovescio: un menù enorme rende più difficile trovare quello che serve, e sul cricket l’orientamento pesa più della profondità.

William Hill: la freebet condizionata, letta da vicino

L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Concessione n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc.

Qui c’è da fare un po’ di conti, e il conto non piace. Cinque eventi da mettere dentro una sola giocata significano cinque mercati: se il margine del mercato a due esiti vale poco più del 5 %, cinque mercati incastrati nella stessa quota moltiplicano quel costo cinque volte invece di pagarlo una volta. Poi c’è il tetto: 5 € a settimana, 100 € su tutta la stagione. E poi c’è la quota totale minima 10.0, una soglia che chiede di indovinare cinque eventi insieme il cui prodotto arrivi a quella cifra — cioè, in pratica, di azzeccare cinque partite.

Una freebet da 5 € il cui importo non viene restituito in caso di vincita non vale 5 €: vale quello che rende in media su quel mercato. È denaro reale solo dopo che la multipla è passata, e la multipla è la parte difficile.

La concessione, e cosa dice l’elenco ADM

normati

L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. La lettura va fatta una riga alla volta, perché la concessione è per sito: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e sono tre posizioni distinte sull’elenco.

Un dettaglio dell’elenco conta più di tutti gli altri per questa pagina: non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo l’esistenza di un’offerta di scommesse sportive, che si verifica dal sito e dall’app dell’operatore. E un posto in una tabella come quella di sopra non è una concessione. Gli operatori dichiarano numero di concessione e società nelle proprie condizioni, ed è lì che un lettore trova la coppia da confrontare con l’elenco.

Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non comparivano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Un marchio assente dalle schede di questa pagina non è per questo privo di concessione: l’elenco contiene più operatori di quanti ne stiano in qualunque confronto, e le schede qui sopra sono dieci, non cinquantadue.

Resta il punto che vale anche per chi ha la concessione: il diritto alle scommesse non è un diritto illimitato. Il palinsesto approvato delimita gli eventi, ADM li aggiunge uno alla volta, e certezze su quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il programma non si trovano in nessun elenco pubblico.

Scegliere tra dieci offerte simili

Le differenze che contano non stanno nella quota, che su un mercato di cricket si muove per conto suo. Stanno in tre cose: quanto un operatore ha costruito intorno allo sport, quanto tempo il giocatore passa a cercarlo, e quanto gli costa sbagliare i conti.

Chi gioca poco e vuole una giocata occasionale cerca il sito con il menù più largo — Eurobet, per ampiezza dichiarata, o Planetwin365 con le sue più di 20 tipologie di sport — perché lì la probabilità di trovare una voce laterale è più alta. Chi guarda gli eventi mentre accadono guarda allo streaming, e Lottomatica lo mette al centro della propria offerta. Chi vuole capire il prezzo più che seguire la partita trova in Betfair un modello diverso da tutti gli altri, con il punta e banca. Chi pretende un catalogo di varianti anche su un singolo incontro sta cercando una profondità che nessuna delle dieci schede documenta sul cricket, e farebbe meglio a controllare il palinsesto prima di iscriversi che dopo.

Su un punto sono tutti uguali, ed è quello che costa di più: nessuno dei dieci mette il cricket in vetrina. Non è una colpa grave, è una descrizione del mercato. Il cricket in Italia è un prodotto che si cerca, non un prodotto che si trova.

La concessione ADM: che cos’è, e cosa vuol dire per il giocatore italiano

Il quadro italiano non è un sistema di licenze aperte. Le concessioni si assegnano per gara pubblica, durano al massimo nove anni senza possibilità di rinnovo, e l’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024 fissa i requisiti: società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara, come previsto dall’art. 6, comma 5. Termini della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata, per effetto dell’art. 4, comma 3 e dell’art. 5, comma 3, e anche questo è un’informazione utile al giocatore: le regole che trova al momento dell’iscrizione non cambiano in corsa per volontà dell’operatore.

Che cosa porta, concretamente, una concessione a chi scommette sul cricket? Porta tre cose che altrove non esistono. La prima è la connessione al RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, che blocca l’accesso a tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. La seconda è la vigilanza di ADM e un foro italiano per qualunque controversia. La terza sono gli strumenti obbligatori di limite che il concessionario deve mettere a disposizione.

L’offerta illegale, per contrasto, non porta nessuna delle tre. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è reato, e l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga da una parte l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e dall’altra quello dei siti inibiti: entrambi pubblici, sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che non rispettano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori restano indietro: un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati».

Sul lato del giocatore la regola è più severa di quanto si creda, e ADM la cita direttamente. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, nella lettura che ADM dà il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero», e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Per gli operatori l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Un marchio .com con licenza straniera opera in una zona che questa pagina non descrive nel dettaglio: nessun nome, nessun metodo di deposito, nessun bonus. Il punto è un altro. Una licenza estera non ha alcun valore in Italia, il sito resta esposto al blocco DNS e il giocatore resta esposto alla sanzione che ADM stessa richiama.

La pubblicità vietata e il paradosso dei bonus

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che la fa rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).

C’è poi il curioso effetto pratico che questo divieto produce. Il bonus di benvenuto esiste ed è perfettamente legale; quello che non si può fare è pubblicizzarlo nella forma in cui un tempo lo si pubblicizzava. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione della sanzione minima fissa di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, il cui esito non risulta. Alla data di verifica il divieto è in vigore.

Per il giocatore questo significa una cosa semplice e scomoda: le offerte esistono, ma nessuno può gridarle. Non esiste un tetto di legge al valore di un bonus né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime arrivano dalle condizioni di ciascun operatore. L’unico posto dove leggere il costo reale di un bonus è la pagina dei termini dell’operatore, non la vetrina.

Conti, identità e soldi che si muovono

Il conto di gioco richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID, e Goldbet anche con CIE tramite un fornitore SPID; senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. La soglia d’età è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 indica la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18.

Sui movimenti di denaro c’è un pezzo di quadro che conviene conoscere, perché è pensato per chi vuole tenere le spese separate. I punti vendita ricariche dell’art. 13 sono un registro tenuto da ADM che comprende tabaccai e ricevitorie: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già indicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. A questi si affiancano i canali che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore è nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la questione è aperta e nessuna norma nota indica canali approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.

Il limite ai 100 € settimanali in contanti è il tipo di regola che sembra piccola e non lo è. Per chi ricarica al tabaccaio, cento euro a settimana sono un tetto di spesa a tutti gli effetti, e valgono su tutte le giocate insieme: cricket, calcio e tutto il resto.

Le vincite e il fisco: chi paga, e chi dichiara

Qui la geografia del sito fa tutta la differenza, e non è una differenza da poco.

Presso un concessionario ADM le vincite pagate al giocatore non sono tassate in capo a lui e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È però una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi vuole una risposta certa per la propria posizione consulta un commercialista.

L’imposta che il concessionario versa è l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è confermato: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se gli accrediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri la posizione è l’opposta. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va intesa come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Perché le quote non sono tutte uguali

Sulla carta due operatori che quotano lo stesso esito a 1,90 sono identici. Nella pratica non lo sono, e la ragione sta in ciò che il margine misura su un mercato di nicchia.

Un mercato molto frequentato — l’esito finale di una partita di Serie A — porta dentro di sé moltissime giocate, e il bookmaker può permettersi una forchetta più stretta perché il volume compensa. Un mercato sottile come un T20 della Setka Cup o un ODI di un tour minore riceve poche giocate, e su un volume basso il bookmaker deve proteggersi con un margine più largo. È la ragione per cui la stessa cifra di 5,3 % calcolata su una coppia di quote 1,90 va letta come riferimento, non come misura universale: su un mercato di cricket può essere più alta e, su un appuntamento importante con molto seguito, anche più bassa.

Da questo deriva un consiglio che non è un pronostico. Il costo non si batte cercando la quota migliore su una singola partita: si contiene scegliendo mercati con più giocate, che in genere sono quelli principali, e limitando il numero di giocate che il margine attraversa. Una multipla di cinque eventi paga il margine cinque volte dentro una sola quota, e sui mercati sottili quella moltiplicazione pesa più che sui mercati pieni.

Il cricket, le regole del gioco e le scommesse che vivono di regolamento

Il modo migliore per spiegare perché un regolamento conta nelle scommesse è prendere un pareggio. In un ODI, se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un pareggio. In un Test match lo stesso vale per un incontro che nessuna delle due squadre riesce a vincere. In un T20 la parità si risolve con un super over, quindi il pareggio come esito della giocata non arriva mai: chi punta sull’esito finale del T20 non ha quella casella, chi la punta su un ODI ce l’ha.

Cambiano le caselle disponibili, e cambia quindi il margine. I mercati si costruiscono sul numero di esiti possibili: un mercato a due esiti come «squadra A o squadra B» ha una struttura, un mercato a tre esiti con il pareggio ne ha un’altra, e la somma dei reciproci delle quote non è la stessa. Per questo il calcolo di prima su 1,90 e 1,90 non si trasferisce così com’è a un mercato con tre caselle.

Poi c’è la pioggia, e c’è il metodo Duckworth-Lewis-Stern. Quando un ODI viene condizionato dalla pioggia è di solito quel metodo a stabilire il bersaglio o il risultato, e se si giocano troppo pochi over (di solito 20) l’incontro è dichiarato senza risultato. Un incontro senza risultato non è una sconfitta per nessuna delle due squadre sul campo, ma per chi ha puntato su una delle due può essere una giocata void, e la differenza tra void e persa sta tutta nelle regole del mercato, non nel tabellone. Il giocatore che punta su cricket con una logica da partita di calcio scopre questa cosa nel modo peggiore: guardando un risultato che non era quello che credeva.

Gioco responsabile e strumenti di tutela

Gli strumenti previsti dalla legge sono elencati nell’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024, e sono un pacchetto piuttosto concreto: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti agli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario secondo l’età e il comportamento di gioco del giocatore in base a protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. La figura del limite che ADM stabilisce nella gara di concessione non è nota. Il meccanismo del differimento è quello che vale la pena capire: la fretta di alzare un limite si scontra sempre con una settimana di attesa, e la settimana è il vero strumento protettivo, non il numero scelto.

Si legge nelle condizioni di Admiralbet in una forma molto precisa: in registrazione si chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con il limite ridotto efficace subito e quello aumentato dopo 7 giorni. C’è poi il capitolo delle autoesclusioni, che nelle condizioni di Admiralbet prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono due regimi che convivono, e la data del 2026 segna il passaggio.

Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è il perno di tutto il sistema. Dal 2018 attraversa ogni piattaforma autorizzata in Italia e le sale fisiche, e questo è il vantaggio strutturale più grande che un giocatore italiano ha a disposizione: l’iscrizione vale ovunque si giochi legalmente, non su un solo sito. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, e lì un giocatore autoescluso è di fatto senza protezione. È l’unico caso in cui l’assenza di concessione produce un danno immediato e concreto, oltre a quello giuridico.

Gli operatori aggiungono strumenti propri. bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero è la seconda cosa da scrivere in fondo al foglio, dopo il nome dell’operatore.

Il canale di contatto obbligatorio, almeno cinque giorni a settimana per otto ore, è la parte meno pubblicizzata e più utile per chi ha un problema in corso: non serve a spiegare il gioco, serve a rispondere quando il gioco ha smesso di essere un gioco. Chi ha un dubbio sulla propria spesa non lo porta a un consulente di quote.

Gli operatori devono anche spendere, per l’art. 15, comma 2, lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che dice quanto l’informazione sia trattata come un dovere e non come una cortesia, e non rende meno vero che l’unico limite che funziona è quello che il giocatore sceglie prima di cominciare.

Domande frequenti sulle scommesse sul cricket

Su quali eventi di cricket è possibile giocare presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto preparato dal concessionario e approvato da ADM, che li aggiunge uno alla volta: il palinsesto è il programma di eventi e di tipi di giocata autorizzato, dalla scommessa a quota fissa al betting exchange. Nessun operatore amplia il catalogo da solo, e per questo conviene controllare il programma del giorno prima di puntare.

Come si verifica che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?

Si confrontano due cose. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM riporta cinquanta righe con codice e un sito .it ciascuna, e le condizioni dell’operatore dichiarano numero di concessione e società. La verifica è utile ma non basta a dimostrare l’offerta sportiva: l’elenco non ha una colonna per i giochi, e la scommessa si controlla sul sito.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota decimale. Con 100 € a quota 1,90 il ritorno è di 190 €, cioè 90 € di profitto. In una multipla le quote delle singole partite si moltiplicano tra loro e formano un’unica quota, mentre nel sistema si combinano più giocate e il costo complessivo sale con il numero degli eventi collegati.

Come si legge dalle quote il margine che trattiene il bookmaker?

Si sommano i reciproci di tutte le quote dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di ritorno, e il margine è ciò che resta. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il ritorno è circa il 94,7 % e il margine poco più del 5,3 %, ma il valore si sposta al variare delle quote.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM l’imposta cade sull’operatore, non sul giocatore, che riceve la somma netta e non la dichiara. Su un sito estero o non autorizzato la questione cambia: secondo la risoluzione n. 141/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate le vincite vanno trattate come redditi diversi, e per la propria posizione conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano presso un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile già in registrazione, e alcune condizioni aggiungono limiti giornalieri di ricarica, di spesa e di tempo di gioco. Un limite ridotto vale subito, mentre per alzarne uno servono sette giorni di attesa. La durata dell’autoesclusione segue periodi definiti dagli operatori e la registrazione nel RUA blocca l’accesso a tutte le piattaforme autorizzate.

Scritto dal team di «Registroconcessioni».

Scommesse sul basket 2026, con la concessione ADM che conta
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