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Scommesse sui cavalli 2026: un margine del 5 % decide quanto vi resta

Updated Ottobre 2026
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Aggiornato al 30 Ottobre 2026; le concessioni citate sono state riscontrate contro l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Le corse in piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con distanze comuni da cinque a dodici furlong (da 1,0 a 2,4 km).

Le corse dei cavalli in Italia vivono dentro due gabbie diverse, e quasi nessuno se ne accorge finché non prova a prelevare. La prima gabbia è quella dell’ippica: chi vuole giocare vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté deve passare da un concessionario che ha in mano quel gioco specifico, e non è detto che sia lo stesso soggetto che vi accetta una multipla sul calcio. La seconda è la concessione a distanza, che in Italia si assegna sito per sito, non marchio per marchio. Vuol dire che dietro un nome familiare può esserci una società che non riconoscete, e che il nome che riconoscete non è la prova di niente.

Il punto è la conseguenza, non l’etichetta. Un operatore con concessione ADM (ex AAMS) vi mette davanti al RUA, alla vigilanza dell’agenzia, a strumenti di limite obbligatori e a un foro italiano se qualcosa va storto. Un marchio .com che accetta giocatori italiani non vi mette davanti a nulla di tutto questo, rischia di essere oscurato e, come scrive la stessa agenzia, espone chi partecipa a una sanzione di carattere penale. Nel mezzo stanno cose piccole e concrete: un margine che si mangia qualche punto di ogni giocata, un requisito di puntata che trasforma un «bonus» in lavoro, una quota minima sotto la quale la giocata non conta.

Indice dei contenuti
  1. La protezione del conto viene prima della convenienza
  2. «Bonus di benvenuto» è la parola più elastica del settore
  3. Consigli, analisi e la disciplina che nessun pronostico sostituisce
  4. Le quote, i formati e i sistemi: leggere un prezzo prima di accettarlo
  5. Calendario, competizioni e dove si gioca l’ippica
  6. La classifica: dieci concessionari, quello che ogni marchio dichiara
  7. La concessione ADM si legge, non si presume
  8. Domande frequenti

La protezione del conto viene prima della convenienza

Chi comincia dal confronto delle quote parte dal posto sbagliato. La prima cosa che un conto ADM vi mette in mano è il controllo su quello che ci finite dentro, e la seconda è il modo per fermarvi senza dover chiudere tutto. Sono strumenti noiosi e sono gli unici che restano quando la serata gira male.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger.

Il limite di deposito si sceglie all’apertura, non dopo

All’apertura del conto di gioco il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e la scelta non è un dettaglio amministrativo. Nelle condizioni che Admiralbet pubblica nelle sue pagine, in fase di registrazione vengono richiesti un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto produce effetto immediato, mentre uno aumentato aspetta sette giorni. Il ritardo è tutto qui: nessun sistema vi impedisce di chiedere più spazio, ma vi costringe a firmarlo con una settimana d’anticipo sul bisogno.

L’ordinamento non lascia la questione alla buona volontà. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore, limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore in base a protocolli approvati da ADM, messaggi automatici sulla durata e sulla spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana e otto ore al giorno. È più di quanto un sito senza concessione vi offrirà mai, perché quelle lettere non gli si applicano.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia (una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline).

Il limite di deposito che ADM fissa nella gara per le concessioni non è un numero pubblico che vi convenga rincorrere. Conta il fatto che il limite lo metti tu, in cifre tue, e che per alzarlo devi aspettare.

L’autoesclusione, e dove smette di funzionare

Il RUA — Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018 — blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale fisiche. Il blocco è la sua forza e la sua unica condizione: vale solo dove c’è una concessione. Un sito privo di concessione non è collegato al registro, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nessuno.

Le forme sono più flessibili di quanto la parola suggerisca. Le condizioni di Admiralbet nominano periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure l’autoesclusione a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o resta indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi pensa che l’unica scelta sia fra due mesi e per sempre si sbaglia di grosso.

Una nota operativa che vale più di tutte le avvertenze: chiedete l’autoesclusione prima di ricaricare, non dopo. La ricarica è immediata, il blocco no.

Dove si chiede aiuto

Le avvertenze sull’attività di gioco di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero è il primo indirizzo utile, prima di qualunque reparto di assistenza commerciale.

L’art. 15, comma 2, D.Lgs. 41/2024 aggiunge un obbligo che pochi giocatori conoscono: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. Quei soldi sono già stati incassati, quindi il materiale esiste; vale la pena leggerlo con la stessa attenzione con cui leggete le condizioni del bonus.

«Bonus di benvenuto» è la parola più elastica del settore

Un bonus di benvenuto è denaro che l’operatore vi accredita, non un regalo: è un anticipo sul volume che gli porterete. Il Decreto Dignità vieta qualunque forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso, ma non vieta che il bonus esista. Da qui nasce la strana situazione di un mercato pieno di promozioni di cui quasi nessuno può parlare: le trovate nelle condizioni dell’operatore, non in uno spot.

Quello che l’operatore può scrivere nel proprio regolamento, però, resta vincolante. E il regolamento è dove il bonus cambia natura.

Requisiti di puntata e quota minima: la parte che nessuno legge

Il termine «requisiti di puntata» o «rigioco» indica quanto dovete giocare perché il credito diventi prelevabile, e nella pratica non esiste un tetto di legge né sui bonus né sui rigiochi: gli importi, i requisiti e le quote minime arrivano dalle condizioni di ciascun operatore. Questo è il punto in cui la parola «gratis» comincia a costare.

Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È un pacchetto legato al deposito, ed è bene dirlo chiaramente: non è un bonus senza deposito. La cifra alta serve a impressionare; il numero che decide è il rigioco che la accompagna, e sta nelle condizioni dell’operatore, non nella prima riga della promozione.

Di natura diversa è il bonus di benvenuto di Sisal. Per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Anche qui un passo di deposito c’è, ma la descrizione non promette un importo così alto e non lega il credito a una percentuale del versamento.

Dei bonus di Goldbet e Betsson la pagina sa meno. L’app Goldbet ricorda che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto; per Betsson le informazioni disponibili coprono il prodotto, non la promozione. Chi confronta le due cose sull’importo pubblicizzato sta confrontando la parte che tutti scrivono in grande.

Cosa significa il rigioco sul saldo, in pratica

Il calcolo del volume richiesto è elementare e vale la pena farlo una volta per tutte. Un bonus da 100 € con requisito di puntata pari a 10 volte richiede 1.000 € di giocate complessive; suddiviso in giocate da 20 €, sono 50 giocate, e contano solo quelle che rispettano la quota minima fissata dall’operatore. La quota minima è il filtro che trasforma il requisito in una trappola per chi gioca prudente: sotto quella soglia la giocata non scala il rigioco, quindi il volume si accumula solo alzando il rischio.

Il costo medio di quel percorso si legge con la stessa aritmetica, applicata al margine del mercato su cui giocate. Una parte del volume se ne va in margine, e quella parte è il prezzo reale dell’offerta. Un requisito di dieci volte su un mercato che trattiene intorno al 5 % costa in media circa il 5 % del volume rigiocato: su 1.000 € di giocate, un ordine di grandezza di 50 €, prima di contare le giocate sotto quota minima che non scalano nulla. È una stima statistica, non un conto garantito, e il risultato dipende dalle quote che scegliete.

La conseguenza pratica è sgradevole ma semplice: un bonus grande con un requisito alto può valere meno di un bonus piccolo con un requisito basso, e il modo per saperlo è moltiplicare, non leggere.

Il bonus non cambia il carattere della concessione

Un credito promozionale non trasforma un conto in qualcosa di diverso da un conto con concessione ADM, e questa è la parte utile. Restano il limite di deposito che avete scelto all’apertura, il RUA, la vigilanza dell’agenzia e le tutele descritte nella sezione sulla protezione del conto. Il bonus è un contratto commerciale aggiunto a un rapporto regolato; chi lo tratta come un motivo per scegliere un sito senza concessione sta scambiando un regalo condizionato con l’unica protezione che conta.

Consigli, analisi e la disciplina che nessun pronostico sostituisce

Nessuno sa chi vince una corsa. Un pronostico è un’opinione con una quota attaccata, e su questo la pagina non ha nulla da vendere: nessun cavallo «sicuro», nessun sistema che batte il banco, nessuna previsione da seguire con denaro vero. Quello che si può insegnare è come si prepara una decisione e come si gestisce il budget mentre la si prende.

Un punto terminologico che confonde molti: la formula «scommessa su due cavalli, uno vincente» non è una giocata singola, è una modalità di copertura. Si paga per due esiti e si incassa su uno solo. Il costo raddoppia, la speranza di piazzamento migliora e la quota per ogni parte scende. Non è una strategia vincente, è una strategia di riduzione della varianza — e va giudicata come tale.

Cosa si guarda prima di una corsa

Il primo elemento è la condizione della corsa, perché decide quanta parte del risultato è prevedibile. Nelle corse a handicap a ogni cavallo viene assegnato un peso diverso da portare in base alle proprie capacità; nelle corse a condizioni i cavalli portano lo stesso peso, con abbuoni per i cavalli più giovani e per le femmine. Due strutture diverse, due letture diverse: nell’handicap l’assegnazione dei pesi è il tentativo di pareggiare le forze, nelle corse a condizioni il peso è una variabile nota e il confronto è più diretto.

Il secondo è il numero di partenti, che cambia il valore di ogni quota. Campbell non è un criterio di forma, ma è un moltiplicatore di casualità: più cavalli in pista, più modi di perdere una corsa che avevate letto bene.

Il terzo è il formato della pista. Le corse in piano si corrono direttamente tra due punti lungo una pista rettilinea o ovale; le corse a ostacoli — siepi e steeplechase — in Gran Bretagna e Irlanda si chiamano National Hunt. La distanza conta più di quanto sembri: le corse piane vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con distanze comuni da cinque a dodici furlong (da 1,0 a 2,4 km). Un favorito su una breve distanza ha poco tempo per essere sfortunato; su una distanza lunga il margine di errore si allarga.

Il budget è una decisione, non un residuo

La gestione del budget comincia prima della prima giocata e finisce quando il conto si svuota, non quando la serata è noiosa. Un budget è tale se è una cifra che potete perdere interamente senza cambiare niente della vostra settimana; tutto il resto è denaro preso in prestito da un mese futuro.

Da lì discendono due comportamenti concreti. Il primo è la quota minima delle giocate durante un rigioco, che va scelta sapendo cosa si sta comprando: alzarla per far scalare il requisito significa giocare mercati meno probabili. Il secondo è il limite di deposito scelto all’apertura, che vale come vincolo di sistema e non come promemoria: chi lo imposta a una cifra comoda e poi lo ritocca al rialzo aspetta sette giorni, ed è esattamente il tempo che serve perché l’impulso passi.

La disciplina che funziona è quella noiosa: cifre piccole, giocate poche, e la certezza che il margine del bookmaker lavora contro di voi a ogni giro. Un metodo che ignora il margine non è un metodo, è una speranza con un foglio di calcolo.

Gli strumenti che tengono il conto al posto vostro

Gli avvisi sull’attività di gioco non sono decorazione, e il periodo di pausa è più leggero dell’autoesclusione: chi sente di avere un problema di orari lo usa come freno temporaneo, senza perdere l’accesso al conto. Le tutele del conto con concessione ADM restano dietro a ogni giocata, anche quando l’analisi della corsa è andata storta.

Le quote, i formati e i sistemi: leggere un prezzo prima di accettarlo

Una quota non è una promessa, è un prezzo. Contiene il giudizio dell’operatore sul risultato e, dentro quel giudizio, la sua provvigione. Sapere leggerla è l’unica competenza che rende confrontabili due operatori diversi.

Il formato è decimale — 1,85, 2,40, 10,00 — e in Italia si scrive con la virgola. Un bookmaker può mostrare anche la forma frazionaria o americana, ma il decimale è quello su cui si fanno i conti e quello su cui si confrontano le offerte. Chi non ha mai convertito una quota frazionaria non ha perso nulla: la conversione la fa il sito.

Quanto si incassa: puntata, quota, ritorno

Il ritorno di una giocata vincente si ottiene moltiplicando la puntata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Dieci euro a quota 1,90 pagano 19 €, cioè 9 € di guadagno. Niente di più: non esistono commissioni nascoste nella singola, esistono prezzi peggiori e basta.

Un esempio svolto con una struttura diversa aiuta a capire dove si annida il costo. Una scommessa each-way da 10 sterline su un cavallo a quota 10-1 con piazzamento a 1/4 su 3 posti costa 20 sterline, restituisce 110 sterline per la parte vincente e 35 sterline per la parte piazzato, 145 sterline in totale se vince. Il costo raddoppiato non è un dettaglio: una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, quindi la puntata è doppia. Chi guarda solo il ritorno totale si perde metà dell’operazione.

Il margine nascosto in una coppia di quote

Il margine del bookmaker è la parte che trattiene su una posta ripartita su tutti gli esiti di un mercato. Si legge così: si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti; quello che avanza fino a uno è la quota di puntate che il mercato restituisce, e il resto è il margine. Su un mercato illustrativo a due esiti, con entrambe le quote a 1,90, la somma degli inversi è circa 1,0526, quindi il mercato restituisce all’incirca il 95 % e trattiene all’incirca il 5 %. La risultante è una banda, non una cifra precisa: dipende dalle due quote scelte e da quante volte quel mercato è ricaricato con prezzi diversi.

Ogni tanto un prezzo vi dà più di quanto dovreste — succede, e non è magnanimità. Il punto non è il caso singolo. Un margine di quel tipo si paga su ogni giocata, e basta il numero delle giocate per trasformarlo in una voce di bilancio.

Il marchio nell’offerta conta più del marchio che pubblicizza

Meglio guardare i marchi per quello che i loro prodotti dichiarano. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, oltre a una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate; la sezione Supercombo è materiale di confronto più concreto di un margine mai misurato. Sisal, nella propria app, indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Due operatori che dichiarano cose diverse non sono per forza diversi nelle quote: sono diversi in ciò che potete controllare.

Come si punta il mercato fuori dai format standard

Il sistema non è la scorciatoia che promette di essere. È una giocata multipla con un tetto di errori: n giocate vincenti su m, e sotto una certa soglia di successi la schedina non paga nulla. Serve a ridurre il rischio estremo e non a migliorare la probabilità, e per questo va usato da chi tiene un budget piatto, non da chi inseguiva un colpo.

La multipla paga bene perché paga di rado, e la combinazione di più esiti moltiplica le quote fra loro. Due gambe a 1,90 pagano 3,61; tre a 1,90 pagano 6,86; ma la seconda scommessa paga soltanto se la prima ha già vinto. Dentro il bookmaker, quella progressione è esattamente la sua sicurezza.

Calendario, competizioni e dove si gioca l’ippica

Una guida che parla di corse deve dire dove si guarda, non solo dove si punta. E deve dire una cosa meno comoda: nel palinsesto di un operatore italiano l’ippica occupa uno spazio che varia molto da marchio a marchio, perché il palinsesto è preparato dal concessionario e approvato evento per evento e non esiste una lista pubblica dei mercati che contiene.

La struttura dell’ippica ha un vocabolario proprio, e un paio di nomi tornano in tutte le discussioni. La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger. Nelle corse a ostacoli, in Gran Bretagna e Irlanda, il calendario si chiama National Hunt; le corse in piano si corrono lungo una pista rettilinea o ovale, tra due punti. Un’app che copre «ippica» sta promettendo una categoria, non un palinsesto, e la differenza si vede solo entrando nella sezione.

Un’app che nomina l’ippica e un operatore che la pubbliciza non dicono la stessa cosa

Vale la pena separare due situazioni che si confondono facilmente. La prima è l’operatore che nomina l’ippica tra i suoi sport: bet365 offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. La seconda è l’operatore che costruisce la propria offerta intorno a qualcos’altro: Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita; Eurobet Sport porta un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Nessuno dei due sta mentendo. Stanno dicendo che l’ippica è uno dei tanti prodotti, e che il cavallo è una riga in un catalogo di migliaia di righe. Chi cerca un operatore per il cavallo deve guardare quanto quella riga è profonda, quante corse contiene e se resta aperta fino al via.

Il virtuale e il cavallo vero non si giudicano con lo stesso metro

Uno dei luoghi in cui la parola «cavalli» compare con più frequenza è la sezione virtuale, che non ha niente a che vedere con una corsa. Gli eventi simulati sono definiti dalla legge come competizioni sportive simulate dal computer, cavalli compresi, mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato, e sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.

Il virtuale ha un vantaggio e un difetto. Il vantaggio è la frequenza: potete giocarne cento in una sera. Il difetto è che è un gioco con un generatore, quindi non c’è una forma da studiare — e proprio la forma è la ragione per cui qualcuno guarda le corse vere.

Una corsa oggi si prepara ieri

La sequenza pratica è questa. Si sceglie la corsa e si controlla se è nel palinsesto approvato dell’operatore, perché fuori da lì non si gioca. Poi si guardano partenti, struttura della corsa e peso, e solo dopo la quota. Chi inverte l’ordine compra un prezzo senza sapere cosa sta comprando.

Il momento della giornata cambia il prodotto. Le scommesse live si fanno a mercato già aperto, con la quota che si muove mentre la corsa si avvicina; il pre-match si fa con calma e con più informazione disponibile. Sono due mestieri diversi nella stessa sezione, ed è per questo che la diretta non è mai la stessa cosa per due operatori. L’app Lottomatica accompagna le quote e i risultati in tempo reale con lo streaming; l’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

La classifica: dieci concessionari, quello che ogni marchio dichiara

Le schede che seguono raccolgono i dieci operatori con concessione ADM ordinati in questo modo per l’ippica e per il prodotto sportivo. Una premessa che va letta prima della tabella: l’elenco è limitato ai marchi qui raccolti ed è già stato verificato contro le fonti pubbliche del regolatore; non è l’intero mercato e altri concessionari esistono. La concessione è rilasciata per sito, non per marchio, quindi il nome che leggete nella licenza è quello della società, non quello dell’insegna.

BetFlag: il bonus legato al deposito, con verifica dell’identità digitale

BetFlag ha concessione ADM n. 16008, titolare Betflag S.p.a., ed è un operatore che ha costruito la parte di accesso con una cura superiore alla media. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. SPID non è una comodità da poco: chi non lo usa deve completare la validazione del conto entro 30 giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati.

Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un pacchetto legato al deposito con un tetto in cifre alte, e la cifra alta è la parte che non dice nulla: il valore dipende dal rigioco, che le condizioni dell’operatore contengono e che la promozione non mette in prima riga. Il 100 % di un deposito è un anticipo, non un regalo, e va letto insieme al requisito che lo accompagna.

Il profilo che ne esce è quello di un operatore con un ingresso ben regolato e un’offerta promozionale robusta ma condizionata. Chi ha SPID e punta su un volume alto trova pane per i suoi denti; chi cerca un bonus senza deposito o un requisito leggero deve prima leggere le condizioni, non il manifestino.

SNAI: la schedina completa e il Cash Out dentro l’app

SNAI ha concessione ADM n. 16032, titolare Snaitech Spa. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

La combinazione di singole, multiple e sistemi dentro la stessa app dice molto sul tipo di giocatore a cui l’operatore parla: chi compila un sistema ha bisogno di vedere il costo di ogni riga prima di confermare, e chi usa il Cash Out sta comprando la possibilità di uscire da una giocata a metà strada, pagando per quella possibilità. Il Cash Out non è mai gratis: il prezzo di uscita lo fa l’operatore, ed è lì che si annida il suo margine.

Per il cavallo, questa struttura è più utile della pubblicità. Chi gioca più corse insieme trova nel sistema lo strumento che gli serve, e chi vuole seguire una corsa dall’inizio alla fine ha la funzione che gli evita di restare legato a una schedina già compromessa.

Betfair: l’operatore con i mercati combo e un passato da borsa

Betfair ha concessione ADM n. 16028, titolare Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, oltre alla sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Betfair è descritto come il primo operatore italiano con concessione dedicata al betting exchange, il gioco in cui il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo.

Il marchio ha una particolarità che vale la pena conoscere anche per chi non scambia nulla: nella documentazione dell’operatore sono riportate regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e secondo un articolo di stampa specializzata del 2024 il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Le regole di commissione degli altri scambiatori, e quali marchi gestiscono oggi un exchange, non sono pubbliche.

Il prodotto combo e la sezione Supercombo lo collocano bene per chi costruisce giocate combinate; chi cerca un’esperienza semplice di singole sull’ippica trova probabilmente più comodità altrove.

Sisal: volume, diretta e un bonus con prima ricarica

Sisal ha concessione ADM n. 16020, titolare Sisal Italia S.p.a. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il bonus di benvenuto richiede tre passi: essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app e fare una prima ricarica. Il credito accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. È un bonus legato al deposito, e va trattato come tale: la prima ricarica non è una formalità, è la condizione.

Il numero che colpisce è il volume degli eventi live, e per un giocatore di cavalli è il segnale che conta. Una sezione live profonda significa mercati aperti mentre la corsa si avvicina, con quote che si muovono; significa anche che il confronto tra due prezzi sullo stesso cavallo diventa possibile in pochi secondi, che è il modo più concreto di ridurre il peso del margine.

Eurobet: il catalogo più largo, dal calcio alle elezioni

Eurobet ha concessione ADM n. 16012, titolare Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’app Eurobet Sport porta un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Un catalogo così non è la risposta per chi cerca profondità su una singola corsa, ed è meglio dirlo subito. La larghezza premia chi vuole giocare qualsiasi cosa dallo stesso conto senza aprire dieci rapporti; punisce chi cerca una sezione ippica costruita con attenzione, perché la stessa struttura che regge le elezioni non nasce per il peso di un cavallo su una distanza lunga.

Detto questo, Eurobet Italia è anche la società che gestisce più siti con concessione ADM — oltre a Eurobet, anche Bwin e Gioco Digitale — e questo dice qualcosa sulla solidità della struttura che sta dietro al marchio, al di là di quanto un singolo palinsesto possa mostrare.

Planetwin365: campionati europei e oltre venti sport

Planetwin365 ha concessione ADM n. 16007, titolare Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Le oltre 20 tipologie di sport sono una promessa di ampiezza, e chi segue il cavallo sa che le tipologie contate non dicono niente sulla profondità di ognuna. La domanda giusta da fare all’operatore non è quante tipologie ci sono, ma quante corse italiane e straniere compaiono nel palinsesto di una giornata qualunque. I risultati in diretta sono il ripiego utile quando il cavallo non è in streaming: almeno il numero finale arriva.

Per un giocatore che alterna calcio e ippica nella stessa settimana, questo è un profilo equilibrato, senza picchi.

Betsson: un concessionario che è una società maltese

Betsson ha concessione ADM n. 16027, ma il titolare è Azzurri Limited: il marchio è italiano, la società che regge la concessione no. È un caso che vale la pena notare, perché dice esattamente quanto la concessione sia un fatto amministrativo e non un’etichetta di nazionalità. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La duplicità tra marchio italiano e società estera è una cosa da sapere, non una cosa da temere: la concessione ADM resta valida e i dati del titolare si leggono nella licenza, non nel nome del sito. Chi apre un conto su un marchio con questa struttura ha comunque davanti a sé gli stessi obblighi di tutela del giocatore che valgono per tutti i concessionari. Le informazioni sulle promozioni del marchio non sono nella documentazione raccolta: il bonus è la parte che va verificata direttamente nelle condizioni dell’operatore.

Il prodotto sportivo dichiarato è standard e ben coperto. È un profilo senza sorprese, e in questo settore l’assenza di sorprese nella licenza è un dato positivo, perché significa che la società è verificabile.

bet365: partner globale della Champions e una riga di ippica nel catalogo

bet365 ha concessione ADM n. 16030, titolare Hillside (New Media Malta) Plc — un secondo caso di marchio italiano con concedente straniero. L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

L’ippica compare nella lista, ed è la ragione per cui il marchio entra in questa classifica più di qualunque altra cosa. Ma la stessa lista spiega il limite: la voce «ippica» sta accanto a freccette e boxe, in un elenco di sport aggregati. Chi vuole sapere quante corse contiene quella voce deve aprire il palinsesto e contarle, perché nessuna fonte pubblica lo dice.

Sul fronte delle tutele, gli strumenti del marchio comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo indicato per i residenti in Italia. È l’unico operatore della lista a essere nominato come primo partner commerciale di un evento autorizzato fuori dai grandi campionati, segnale di un lavoro di palinsesto più capillare di quanto il catalogo generico faccia pensare.

Goldbet: app, bonus di benvenuto e la doppia insegna

Goldbet ha concessione ADM n. 16009, titolare Goldbet Better Organization Italy S.p.a.; è uno dei marchi che consente l’identificazione anche tramite CIE, passando da un provider SPID. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Il bonus è indicato come disponibile a chi scarica l’app e si registra, ma l’importo non è nella documentazione raccolta: è la tipica promozione che si scopre nelle condizioni, e non nella scheda dello store. La parte interessante è un’altra, e sta nella licenza: la stessa società, Goldbet Better Organization Italy, è titolare anche della concessione n. 16010 di Lottomatica. Due insegne, un solo concedente.

Questo cambia la lettura della comparazione. Il giocatore che sceglie Goldbet per «diversificare» il proprio operatore sta in realtà restando nella stessa struttura societaria; la scelta ha senso per il catalogo e per l’app, non per il rischio di controparte.

Lottomatica: il marchio con lo streaming e la stessa società di Goldbet

Lottomatica ha concessione ADM n. 16010, titolare Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming è la funzione che cambia il modo di giocare il live, e per l’ippica cambierebbe qualcosa di più: seguire una corsa mentre accade non è la stessa esperienza di leggere un tabellone che si aggiorna. Vale quindi la pena verificare se lo streaming del marchio arriva anche alle corse, perché è la parte di offerta che distingue un operatore dall’altro molto più di un bonus.

Sulla struttura, la convivenza con Goldbet è un dato di fatto della licenza. Due insegne con lo stesso concedente e la stessa classe di concessione significano che chi apre entrambi i conti non sta distribuendo il rischio, sta cambiando interfaccia.

Il quadro: dieci licenze e un solo registro

Marchio Numero di concessione e titolare Cosa dicono le condizioni dell’operatore sull’ippica
BetFlag ADM n. 16008 — Betflag S.p.a. Marchio non associato all’ippica nella documentazione raccolta
SNAI ADM n. 16032 — Snaitech Spa Marchio non associato all’ippica nella documentazione raccolta
Betfair ADM n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. Marchio non associato all’ippica nella documentazione raccolta
Sisal ADM n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. L’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster
Eurobet ADM n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Marchio non associato all’ippica nella documentazione raccolta
Planetwin365 ADM n. 16007 — Pwo S.p.a. Marchio non associato all’ippica nella documentazione raccolta
Betsson ADM n. 16027 — Azzurri Limited Marchio non associato all’ippica nella documentazione raccolta
bet365 ADM n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc L’offerta comprende l’ippica, accanto a Premier League, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Goldbet ADM n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Marchio non associato all’ippica nella documentazione raccolta
Lottomatica ADM n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Marchio non associato all’ippica nella documentazione raccolta

La prima colonna è un fatto verificabile in trenta secondi e la terza è una fotografia parziale, ed è giusto dire perché. Il numero di concessione sta nelle condizioni dell’operatore e si riscontra nell’elenco del regolatore; la terza colonna raccoglie solo quello che le condizioni e le schede dei marchi dicono della loro offerta, e dove il marchio non parla di ippica la frase resta quella lì, senza inventare una risposta. Le otto righe uguali non sono un errore di compilazione: sono il risultato più onesto che una comparazione su una sola categoria può produrre quando nessun operatore pubblica il numero di corse del proprio palinsesto.

E c’è un secondo fatto da leggere nella colonna centrale: due righe hanno lo stesso titolare, e questa non è una coincidenza da tabella, è la struttura del mercato italiano. Le concessioni sono cinquanta e due in tutto l’elenco del regolatore, con codici che vanno da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it; una società può tenerne diverse, ed Eurobet Italia ne gestisce tre. Contare dieci marchi non è contare dieci concorrenti. È contare quante insegne stanno su alcune strutture societarie, ed è per questo che il numero di concessione va letto prima della classifica.

La concessione ADM si legge, non si presume

Sulla legalità si fa presto a dire «è italiano, quindi è a posto». Il test è uno solo, ed è pubblico: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS), letto al 25 ottobre 2026, con 52 righe e codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Chi sta su quella lista ha una concessione; chi non c’è non ce l’ha.

La trappola è la lettura frettolosa della lista. L’elenco non ha una colonna che dica quali giochi il concessionario può offrire, e un concessionario può tenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange o al bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco non dimostra quindi, da solo, che quel marchio accetti scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. E la presenza in una classifica non è una concessione: nessun confronto, per quanto accurato, sostituisce quella verifica.

Attenzione a un equivoco diffuso sugli operatori esteri. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. Non è esattamente la stessa cosa di dire cosa fanno o non fanno altrove, ma per un giocatore in Italia il conto è semplice: fuori da quelle righe non c’è concessione italiana, e quindi non ci sono le tutele descritte nella sezione sulla protezione del conto.

Le due ippiche della legge, e perché contano per voi

Qui c’è un dettaglio che quasi nessun confronto riporta, e che chi gioca il cavallo incontra prima o poi. L’ippica in Italia è due cose separate dentro l’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024. Da una parte le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro la lett. a) insieme alle scommesse sportive. Dall’altra i «giochi di ippica nazionale» della lett. c), cioè le giocate di tipo totalizzatore — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria.

Il testo del decreto è esplicito: la lett. a) copre «le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli», mentre la lett. c) nomina il gioco di ippica nazionale. Se un marchio prende le giocate nazionali online è una cosa che le fonti pubbliche non dicono, e questa è una di quelle informazioni che si verificano direttamente sul palinsesto dell’operatore e non su un elenco di concessioni.

La conseguenza per chi gioca è concreta. Una multipla su due corse e un’acc

oppiata non sono lo stesso prodotto, ma possono richiedere due concessioni diverse, e non è detto che lo stesso marchio le abbia entrambe. Le scommesse a quota fissa sulle corse pagano la stessa imposta unica delle scommesse sportive, dettaglio che vale poco per il giocatore e molto per chi fa i conti.

Le condizioni che l’operatore deve rispettare

Le concessioni si assegnano per gara pubblica, non sono licenze aperte. L’art. 6, comma 3 del decreto fissa il quadro: i vincitori della gara possono gestire uno o più dei giochi elencati per non più di nove anni, senza rinnovo, e i requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3). La gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Per il giocatore la parte interessante non è il prezzo pagato dai concessionari, è la stabilità che ne deriva. Condizioni e aliquote bloccate per nove anni significano che il quadro non cambierà in corsa, che è tutto quello che un conto di gioco può promettere.

Come si verifica una concessione in due minuti

La procedura è breve. Si apre l’elenco dei concessionari sul sito di ADM, si cerca il nome del gestore, non quello del marchio — perché la concessione è per sito e il titolare è la società — e si confronta il numero con quello stampato nelle condizioni dell’operatore. Se non compaiono né il nome né il numero, il marchio non sta offrendo la prova, e la prova è il minimo che può dare.

Il passo che molti saltano è il secondo: controllare che il numero nell’elenco corrisponda allo stesso sito su cui state giocando. Una società che gestisce tre siti ha tre righe diverse, e giocare su un dominio che non è quello della concessione è un modo silenzioso di restare senza tutele.

Il Decreto Dignità, la pubblicità vietata e la conseguenza pratica

Il Decreto Dignità — art. 9, D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018 — è in vigore, e ADM lo richiama così il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’applicazione è affidata ad AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Per il giocatore la conseguenza è paradossale e vale la pena dirla. Il bonus esiste, la promozione che lo accompagna non può essere comunicata come pubblicità, e quello che resta è il regolamento dell’operatore. Chiunque prometta l’opposto — che nel mercato italiano i bonus siano pubblicizzati regolarmente — sta descrivendo un mercato che non è questo.

Il quadro sanzionatorio è in movimento. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 € della sanzione; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità della notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di rimuovere il divieto per le forme di pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; il suo esito non risulta e il divieto è in vigore alla data di verifica.

L’offerta illegale, l’oscuramento e il rischio di chi gioca

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la macchina è più concreta di quanto si pensi. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti delle due istituzioni; i fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

L’oscuramento, per come funziona, ha due limiti pratici. Il primo è tecnico: il blocco opera a livello DNS e alcuni provider sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, il che significa che il dominio che funziona stasera può non funzionare domani. Il secondo è economico e riguarda il giocatore: un sito oscurato ha spesso il saldo ancora dentro e nessun modo comodo di tirarlo fuori; le specularità risorgono in poche ore, con nomi nuovi, e il credito non migra con voi.

Il rischio legale è il motivo per cui ADM nomina la legge 401. La stessa agenzia, il 28 febbraio 2024, scrive: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore, nella formulazione dell’agenzia; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro giocatori non sono pubblici. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis punisce la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

La conclusione operativa è semplice e non lascia spazio a sfumature: chi usa un marchio .com non sta risparmiando, sta pagando con l’assenza di un foro italiano, l’assenza del RUA e l’assenza degli strumenti di limite obbligatori.

Fiscalità: chi paga, e chi dichiara cosa

La tassazione italiana delle scommesse colpisce l’operatore, non il giocatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta confermato — è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite; le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Sul lato del giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa specializzata del 2024 e del 2026 parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione è quella di consultare un commercialista.

Discorso diverso per le vincite ottenute su siti esteri o non autorizzati. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è pubblica, e la posizione va espressa per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il punto che sfugge a molti è il collegamento tra i due discorsi. La stessa giocata paga una strada fiscale diversa a seconda del sito su cui è stata presa, e la strada più comoda — quella senza dichiarazione — è anche quella che richiede la concessione.

Ricariche, prelievi e il denaro che entra nel conto

I metodi di pagamento che il giocatore italiano incontra sono quelli delle carte, delle carte prepagate come PostePay, dei portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, di Satispay, del bonifico, dei voucher e delle ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney. Ogni operatore ha la sua lista nelle proprie condizioni, ed è lì che va verificata, perché la disponibilità dipende dall’operatore e non dal metodo.

C’è poi una via di mezzo che conviene conoscere, i «punti vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccherie e ricevitorie — che versano denaro sul conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi; non possono pagare vincite né prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Il contante, quindi, entra ma non esce.

L’art. 22, comma 1 prevede poi un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non risulta confermata. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta e non esiste uno statuto che nomini metodi approvati.

Il limite che riguarda il giocatore non è tecnico ma strutturale: la ricarica in contanti è comoda e tracciata solo fino a un certo punto, e il prelievo torna sempre sul conto che avete comunicato. Un conto di gioco è un rapporto identificato, non una busta.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Sul palinsesto approvato evento per evento da ADM per quel concessionario, che comprende eventi sportivi — comprese le corse di cavalli — e non sportivi. Il decreto definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e sottoposto all’approvazione dell’agenzia, e fuori da lì non si può giocare.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca il nome del gestore nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, si confronta il numero di concessione con quello indicato dall’operatore e si controlla che sia riferito al sito su cui si gioca. La concessione è rilasciata per singolo sito, non per marchio.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Dieci euro a quota 1,90 rendono 19 €, cioè 9 € di guadagno. Nella multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano fra loro, e il prezzo finale sale insieme al rischio.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato: quello che avanza fino a uno è la parte restituita ai giocatori, e il resto è il margine. Su un mercato illustrativo a due esiti con quote 1,90 e 1,90, il margine è di circa il 5 % — una banda che dipende dalle due quote scelte.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM sono tassate alla fonte sul concessionario e il giocatore riceve la somma netta, senza dichiarare nulla: una ricostruzione della stampa specializzata, quindi conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri sono altra cosa e, secondo l’Agenzia delle Entrate, andrebbero dichiarate come redditi diversi.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

All’apertura del conto il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e alcune condizioni lo chiedono anche su base giornaliera, insieme a un limite di spesa e di tempo. Ridurre il limite ha effetto immediato, aumentarlo richiede invece un’attesa di sette giorni, secondo le condizioni dell’operatore.

Prodotto dalla redazione di «Registroconcessioni».

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