Cartellini scommesse 2026: un giallo vale 1 punto, il margine vale di più
Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS).

Il cartellino giallo è l’unica cosa che succede in una partita di calcio che nessuno può negare. Non si discute, non si annulla per un fuorigioco millimetrico, non dipende dalla traiettoria di un pallone deviato. Eppure la scommessa che lo conta — il cartellino, i punti cartellino, il mercato che i concessionari italiani hanno imparato a offrire anche su una Serie B di novembre — resta il mercato che quasi nessun giocatore sa leggere davvero, perché le regole di conteggio cambiano da operatore a operatore e il prezzo che si paga per giocarla non compare mai sul biglietto.
Qui trovi tre cose, in quest’ordine. Come si costruisce e si refertà una scommessa sui cartellini secondo le regole di chi la offre. Quanto costa, in soldi, prendere quella scommessa. Chi la offre tra i concessionari con concessione ADM, con il numero di concessione e la società concessionaria accanto al nome, come stanno sui loro stessi termini.
Non è una pagina che ti dice su chi giocare. Nessuno può saperlo, e chi te lo dice ti sta vendendo qualcosa. È una pagina che ti dice cosa firmi quando giochi.
Indice dei contenuti
- Formato e mercato: cosa sono i cartellini gialli e rossi nelle scommesse
- Quanto costa una scommessa sui cartellini: la puntata, la quota e quello che resta al bookmaker
- La panoramica: chi sono i concessionari e come si legge l’elenco ADM
- Normativa e vigilanza: cosa cambia, per il giocatore, giocare su un concessionario ADM
- Prevenzione e tutela: giocare responsabilmente su un mercato che si gioca sul filo
- I dieci operatori, uno per uno: cosa offre ciascuno e cosa costa in pratica
- Domande frequenti sui cartellini e sulle scommesse sportive in Italia
- Il prezzo vero di un cartellino
Formato e mercato: cosa sono i cartellini gialli e rossi nelle scommesse
Ci sono due cose diverse che in Italia finiscono sotto la stessa parola, e distinguerle è metà del lavoro.

La prima è la scommessa su un giocatore ammonito. È un mercato binario, come il marcatore: indichi un nome, se quel nome entra nel tabellino degli ammoniti hai vinto, altrimenti no. Il resto — chi vince, quanti gol, se la partita finisce 0-0 — non tocca la tua giocata.
La seconda è la scommessa sui punti cartellino, dove non conta chi prende il cartellino ma quanto pesa. Il conteggio è numerico e il numero non è uguale da tutte le parti. William Hill, che è l’unico operatore del gruppo qui esaminato con un regolamento pubblicato su questo mercato, assegna 1 punto a ogni cartellino giallo e 2 punti a ogni cartellino rosso, con un massimo di 3 punti per giocatore. Il tetto per giocatore è la parte da leggere due volte: chi prende il giallo e poi il rosso non porta a casa 3 punti per caso, li porta perché il tetto li ferma lì.
Il doppio giallo con conseguente espulsione è la voce che genera più confusione, e non senza ragione, perché vale due cose diverse a seconda del mercato che hai giocato. Nei punti cartellino vale 3 punti. In un mercato che conta soltanto i cartellini gialli vale 2 punti, e il rosso che ne è seguito non entra in nessun modo nel conto finale. Un rosso diretto — quello per una brutta entrata a centrocampo, senza nessun giallo prima — vale 2 punti nel mercato dei punti cartellino.
Poi arriva la clausola che decide più partite di quante immagini: nei mercati sui cartellini gialli e rossi le giocate riguardano soltanto i giocatori in campo. Un’espulsione dalla panchina — l’allenatore che si scalda, il secondo che protesta, il preparatore atletico che dice una parola di troppo — non conta. Non contano nemmeno i cartellini comminati dopo la fine della partita, quelli che a volte arrivano nel tunnel mentre le squadre rientrano. Se hai puntato su un totale di punti cartellino e il quarto uomo ha alzato il rosso a un giocatore già sostituito, hai perso per una regola che non era sul biglietto.
Sul referto — cioè su come si stabilisce chi ha preso cosa — William Hill dichiara di appoggiarsi ai dati del sito ufficiale della manifestazione per risultato, marcatori e cartellini, e di ricorrere ai dati OPTA soltanto quando quelli non siano disponibili, con la registrazione video del match come ultima risorsa in casi particolari. La gerarchia conta: un tabellino della Lega che assegna un’ammonizione a un giocatore diverso da quello che hai segnato tu è il referto, non un’opinione.
Sul fronte opposto, chi non pubblica un regolamento di conteggio lascia aperta la domanda più importante del mercato. Goldbet, per esempio, elenca le scommesse sui cartellini tra i propri mercati di calcio accanto a 1X2, marcatori e numero di goal, senza che i termini riportino il sistema di punti. SNAI fa lo stesso: cartellini, tiri in porta e rigori accanto al risultato esatto e al numero di goal. Sono mercati presenti, e questo è già un’informazione utile; le regole di conteggio sono nel regolamento dell’operatore, e vale la pena aprirlo prima di puntare e non dopo.
C’è anche un modo di giocare il cartellino che non è un mercato a sé ma una combinazione. Il Player Builder di William Hill permette di mettere sullo stesso biglietto, per la stessa partita, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. Tre eventi che si guardano insieme per novanta minuti, in una sola quota. Chi ha giocato una combo sa quanto quella quota sia più alta di ciascuna gamba presa da sola e quanto sia più facile che una delle tre caschi.
Il giallo dopo il 90′, il giallo in panchina, il giallo che non c’è
Vale la pena soffermarsi su dove finisce il conteggio, perché è lì che questo mercato differisce da tutti gli altri mercati «di giocatore» e l’è lì che si perde il denaro in modo più silenzioso.
Nei mercati su ammonizioni e cartellini, la partita per chi scommette finisce con l’ultimo dei due fischi e non dopo. Tutto ciò che accade nel tunnel, negli spogliatoi, nelle interviste è fuori dal conteggio. Chi ha giocato un Under su un totale cartellini ha un vantaggio strutturale che di solito non calcola: le ammonizioni post-partita sono un evento raro ma non rarissimo, e sono tutte dalla parte del mercato, mai dalla sua. Chi ha giocato l’Over, al contrario, scopre che esiste una fetta di cartellini che il proprio mercato non vede.
La clausola «solo i giocatori in campo» produce un effetto simile sulle panchine. Una rissa a bordo campo, un allenatore espulso, un collaboratore allontanato: roba da cronaca, e vale zero punti. Un lettore che guarda la partita in streaming e vede tre cartellini in dieci minuti può concludere di aver perso il proprio Over, mentre l’operatore ne ha contati due.
Quanto costa una scommessa sui cartellini: la puntata, la quota e quello che resta al bookmaker
Questa è la parte che nessun concessionario scrive in grande, e la ragione per cui la pagina esiste.
Una scommessa a quota fissa funziona così: la vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Punto. La quota incorpora già il margine del bookmaker, cioè la differenza tra quello che l’operatore incassa da tutti i giocatori su quel mercato e quello che restituisce loro. Il margine non è un costo che vedi: non è una commissione, non è un prelievo sulla vincita, non è una voce nel riepilogo dell’operazione. È dentro il numero, e più il numero è basso più il margine è alto.
Per calcolare il margine di un mercato si prende la somma degli inversi di tutte le quote di quel mercato — una quota per ogni esito possibile — e si divide 1 per quella somma. Quello che viene fuori è la quota di puntate che quel mercato restituisce. Il margine è 100 % meno quella quota.
Prendiamo un esempio illustrativo, non una quota offerta oggi da nessuno: un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90. La somma degli inversi è 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, che fa circa 1,0526. La quota di restituzione è 1 diviso 1,0526, cioè circa il 95 %. Il margine è il 5 % circa. Su ogni 100 € giocati su quel mercato, l’operatore ne restituisce 95 e ne trattiene 5, in media e sul lungo periodo, perché su una singola giocata il margine non si vede affatto: chi vince prende 19 € per ogni 10 € puntati, chi perde li lascia tutti.
Ora la parte che l’esempio illustra e che nessuno dice a voce alta: quel 5 % circa è il margine di un mercato a due esiti con quote uguali. Non è il margine di una multipla. Quando le gambe si moltiplicano, il margine non si somma, si compone, e la quota di restituzione del biglietto complessivo è il prodotto delle quote di restituzione dei singoli mercati. Un doppio costruito su due mercati che restituiscono il 95 % restituisce circa il 90 %. Un biglietto a cinque selezioni dello stesso tipo sta intorno al 77 %. Questo non è un difetto nascosto né una truffa: è aritmetica, ed è il motivo per cui i concessionari spingono le multiple con i bonus di benvenuto — il bonus è generoso, la struttura del biglietto che serve a sbloccarlo è meno.
Su questo si innesta il mercato dei cartellini, che è un mercato secondario e non di punta. I mercati principali — 1X2, Under/Over, goal/no goal — sono quelli su cui passa il volume, e il volume è ciò che permette all’operatore di lavorare con margini più stretti. Un mercato di nicchia come i punti cartellino ha meno giocatori, meno liquidità e più rischio per chi lo prezza: le professionalità di una quota su questo mercato tendono a essere più care per il giocatore, e la differenza tra quel che paghi in un mercato di volume e quel che paghi per una scommessa sui cartellini si sente sul medio periodo anche quando ogni singola quota sembra normale.
Attenzione a un equivoco ricorrente: il margine non è una tassa. L’imposta unica sui giochi la paga il concessionario, non il giocatore. Il margine è il compenso del bookmaker per il servizio — il rischio che si assume, la piattaforma che manda avanti, la liquidità che garantisce. Se ne parla qui perché è il vero prezzo del prodotto, non perché sia un abuso.
Singola, multipla, sistema: dove il margine pesa di più
Il calcolo aiuta a scegliere il formato, non solo a leggere la quota.
Una singola su una quota a 1,90 è un mercato con un margine che leggi direttamente. Una multipla di due selezioni a 1,90 porta la quota totale a 3,61 e la quota di restituzione effettiva intorno al 90 %. La quota è più attraente, il margine è quasi doppio. Chi gioca una multipla per il gusto della quota alta sta comprando euro di quota con decine di punti di margine: è un acquisto legittimo, ma è un acquisto.
Il sistema è la terza voce del repertorio italiano, ed è la meno intuitiva perché mescola il numero di errori tollerati con il numero di combinazioni effettive. Un sistema a cinque eventi con tre errori tollerati non è una multipla più permissiva: è un insieme di scommesse, ciascuna con il proprio margine, e il costo complessivo è la somma di quei margini pesata per le puntate effettivamente messe in gioco. Chi lo gioca pensando di pagare un solo margine sbaglia di grosso.
La conseguenza pratica per chi scommette sui cartellini è questa: se il tuo interesse è il mercato dei punti cartellino, giocalo in singola. Un mercato secondario, incrociato con altre tre gambe, è il posto dove paghi due volte — una volta il margine più largo tipico della nicchia, una volta il margine composto del biglietto. Il regolamento complicato che hai letto sopra crea già abbastanza insidie senza aggiungerne altre.
Quanto vale una quota alta quando la vincita è già certa
Un’ultima aritmetica, la più semplice e la più utile.
La vincita di una singola è puntata per quota: 10 € su una quota di 1,85 pagano 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. 20 € alla stessa quota pagano 37 €. Se la quota è 2,50, 10 € → 25 €, con 15 € di guadagno.
C’è una tentazione simmetrica, e vale la pena dire perché va resistita. Chi trova una quota che giudica sbagliata tende ad alzare la puntata per sfruttare il vantaggio. Il problema non è il ragionamento in sé, è che la quota sbagliata non è mai sbagliata quanto sembra, perché il margine è già dentro e il referto di un mercato cartellini dipende da un tabellino che non controlli. Alzare la puntata su un mercato secondario con regole di conteggio opache è il modo più rapido di trasformare una buona lettura in una perdita.
La panoramica: chi sono i concessionari e come si legge l’elenco ADM
Prima delle schede, il quadro generale, perché senza di esso i numeri di concessione sono sigle.
In Italia l’operatore che serve i giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it proprio. L’autorità è l’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. Le concessioni non sono licenze aperte: si assegnano con gara pubblica. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, riporta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. L’ultima tornata di gare, quella di settembre 2025, ha assegnato le concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro e nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.
Due cose vanno capite di questo elenco, e sono la differenza tra leggere una classifica e capire un mercato.
La prima: la concessione è per sito, non per società. Una stessa azienda può comparire più volte con domini diversi. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per esempio, gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. La seconda: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Una riga autorizza il titolare a offrire, in qualsiasi combinazione, scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casino, exchange e bingo. Stare nell’elenco non dimostra che quel sito offra scommesse sportive; a dimostrarlo è il sito stesso e la sua app. Chi ti presenta un elenco di concessionari come una classifica dei bookmaker migliori sta vendendo una lettura che l’elenco non contiene.
Il numero di concessione e la società concessionaria sono dichiarati dagli operatori nei propri termini, ed è da lì che vanno letti. Le dieci schede che seguono li riportano così come stanno sui termini di ciascun operatore, insieme a quello che le condizioni d’uso e le schede degli store dicono dell’offerta sportiva. Non è una classifica e non è una raccomandazione: è il set che questa pagina confronta, e il confronto si ferma a ciò che le condizioni di questi operatori dichiarano.
Qualche nome che il lettore italiano cerca non è su quell’elenco al 25 ottobre 2026: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe. Non è un giudizio sul loro prodotto, è una fotografia di cosa significa avere una concessione italiana e cosa no — e su cosa significa, in termini di tutele, la pagina torna più avanti.
La tabella delle concessioni, riga per riga
Quello che segue è il confronto tra i dieci operatori sul terreno che li rende comparabili davvero: chi ha la concessione, con quale codice, e cosa dicono i propri termini sull’oggetto di questa pagina.
| Operatore | Numero di concessione e concessionario | Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul mercato dei cartellini |
|---|---|---|
| Eurobet | Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | I termini non trattano il mercato dei cartellini; l’app raccoglie le schedine in corso e concluse nella pagina My Bets |
| William Hill | Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Regolamento pubblicato: 1 punto il giallo, 2 punti il rosso, massimo 3 punti per giocatore; doppio giallo con rosso a 3 punti, rosso diretto a 2; solo i giocatori in campo |
| Lottomatica | Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | I termini non trattano il mercato dei cartellini; l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale |
| Sisal | Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | I termini non trattano il mercato dei cartellini; tra le proposte figurano Goal, No Goal, Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni |
| AdmiralBet | Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | I termini non trattano il mercato dei cartellini; le condizioni regolano autoesclusione e limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco |
| Betsson | Concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited | I termini non trattano il mercato dei cartellini; l’app offre pre-match e live con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Planetwin365 | Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | I termini non trattano il mercato dei cartellini; il palinsesto quotidiano comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo in diretta streaming |
| Betfair | Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | I termini non trattano il mercato dei cartellini; i mercati elencati sono Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo |
| StarCasinò | Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited | I termini non trattano il mercato dei cartellini; l’app copre i principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| NetWin | Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | I termini non trattano il mercato dei cartellini; il bonus Sport-50 richiede un giro di tre volte il deposito entro sette giorni |
La colonna di destra va letta per quello che è: non un giudizio sull’offerta, ma la fotografia di quanto ciascun operatore scriva su questo mercato. Un solo regolamento pubblicato su dieci è, in sé, il dato più interessante della tabella. Il giocatore che vuole puntare sui punti cartellino con cognizione di causa trova la propria fonte di verità presso un operatore solo, e per gli altri nove deve ricostruirla dal regolamento generale o chiedere all’assistenza.
Il codice di concessione non dice niente sulla qualità dell’offerta, e non è un punteggio. Serve a un’altra cosa, e vale la pena ripeterla in una pagina dove i codici sono ovunque: è il numero che compare nei termini dell’operatore e sull’elenco ADM, ed è il modo per verificare da soli che il sito su cui stai per versare sia quello che dice di essere.
Normativa e vigilanza: cosa cambia, per il giocatore, giocare su un concessionario ADM
Il quadro legale italiano è cambiato di recente e cambierà ancora, e le differenze tra un concessionario e un sito .com che accetta giocatori italiani sono più concrete di quanto la parola «normativa» lasci intuire.

Il riferimento principale è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; bingo. Il comma 3 fissa la durata della concessione in nove anni al massimo, senza rinnovo, e il comma 5 richiede tra i requisiti una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito fissati dall’ADM nella gara.
C’è un passaggio che riguarda direttamente il mercato dei cartellini e che quasi nessuno legge: l’articolo 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi del palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Il che significa, in pratica, che non tutti i campionati del mondo sono scommettibili allo stesso modo su tutti i concessionari, e che l’offerta di un operatore su una competizione esotica dipende da un’autorizzazione, non da una scelta commerciale. Le scommesse su eventi simulati — i «Virtuali» che trovi in ogni sito italiano — sono esse stesse una categoria definita dalla legge, all’articolo 2, lett. v).
Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, e le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono pubbliche in una forma consultabile da un giocatore. Chi gioca live su un mercato cartellini dovrebbe sapere che la sospensione del mercato durante un’azione è la norma e non l’eccezione, e che una quota presa mentre l’arbitro ha già il fischietto in bocca può essere annullata. Non è una particolarità di questo o quell’operatore.
Verificare la concessione prima di versare
Il controllo è più semplice di quanto sembri e richiede due minuti.
L’ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con i codici e i domini .it accanto. L’operatore deve dichiarare numero di concessione e società concessionaria nei propri termini. Le due cose vanno incrociate: il codice che leggi nei termini deve corrispondere a una riga dell’elenco, e il dominio su cui stai giocando deve essere quel dominio. Un sito che scrive «concessione ADM» senza numero, o con un numero che non compare nell’elenco, ti ha già detto abbastanza.
Il numero di concessione non è una garanzia sulla qualità dell’offerta, sulla generosità del bonus o sulla correttezza del referto. È una garanzia su un’altra cosa, e cioè che esiste un’autorità a cui quella partita può essere portata, che i limiti di deposito sono obbligatori e che l’autoesclusione funziona davvero. Su questo la differenza con un sito senza concessione è netta.
L’ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tiene l’elenco dei siti legali e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici. L’articolo 22 del decreto prevede sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per i fornitori di servizi internet e di pagamento che violino un ordine di inibizione. Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri: un ordine del 24 settembre 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia, e i mirror di siti bloccati ricompaiono nel giro di ore.
Sul versante del giocatore la regola è più severa di quanto si pensi, e vale la pena leggerla come la scrive l’ADM stessa. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’articolo 4, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e — questa è la parte che riguarda chi legge — anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e i casi concreti non sono pubblici. La norma sul piano penale non è un avviso di facciata: scommettere su un sito senza concessione italiana ti espone personalmente.
Sull’altro lato, la Legge 401 non è l’unico strumento. L’articolo 22, comma 1 del decreto 41/2024 prevede un regolamento, da concordare con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. La sua entrata in vigore non è confermata.
Autoesclusione, limiti e tutele: quello che un concessionario deve offrire
Questa è la parte in cui la concessione smette di essere una formalità e diventa un vantaggio concreto per chi gioca.
L’articolo 15, comma 1 del decreto 41/2024 impone al concessionario una serie di strumenti: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. L’articolo 15, comma 2 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
L’autoesclusione è la parte più concreta e la più fraintesa. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale sul territorio. Chi si autoesclude non si autoesclude da un sito: si autoesclude dal sistema, e la cosa vale anche per i locali. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il punto che rende il RUA importante per chi legge questa pagina è che i siti senza concessione non sono collegati al registro. Chi si autoesclude attraverso un concessionario italiano e poi apre un conto su un sito .com senza concessione non ha alcuna protezione: quel sito non lo conosce, non lo blocca e non ha nessun obbligo di farlo. È la stessa asimmetria che vale per i limiti.
Sui limiti di deposito il meccanismo è quello che si vede all’atto della registrazione. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il ritardo sui rialzi non è un capriccio tecnico: è l’intero punto del sistema, perché significa che nessuna serata storta può essere finanziata alzando il tetto in tempo reale.
C’è un dettaglio che sfugge a molti: la concessione non porta con sé un tetto statale agli importi giocabili sulle scommesse sportive. Il limite che ha valore è quello che scegli tu, registrato e vincolante, più le auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita previste dall’articolo 15. Un giocatore che non imposta nulla si affida all’unica protezione che non ha bisogno di essere attivata: i limiti che il concessionario applica secondo i protocolli approvati. Impostarli subito, quando la registrazione li chiede, è una decisione più economica che prenderli dopo.
Un’ultima cosa: l’apertura del conto richiede l’identificazione piena. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID l’account va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Il conto di gioco è identificato, non anonimo, e questo vale per tutti i concessionari.
Prevenzione e tutela: giocare responsabilmente su un mercato che si gioca sul filo
Il mercato dei cartellini è, per struttura, uno dei più esposti a un certo tipo di gioco impulsivo, e vale la pena dirlo senza girarci intorno.
Il motivo è semplice: i cartellini arrivano nei momenti tesi. Un derby che si scalda al 70′, una squadra che perde 1-0 e comincia a entrare duro, un arbitro che ha già estratto quattro gialli e ha perso la pazienza. Chi gioca i punti cartellino live sta scommettendo su un evento che si concentra negli ultimi venti minuti, quando la partita è emotivamente più calda e il giocatore, davanti allo schermo, è dentro la stessa tensione. Il live su questo mercato è la combinazione peggiore tra velocità di gioco e intensità emotiva, e non è un caso che i concessionari lo offrano.
Gli strumenti che una concessione ADM porta con sé sono la risposta istituzionale a questo problema: limiti, pause, autoesclusione, messaggi automatici su durata e spesa. bet365, per esempio, ha tra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero è una risorsa reale, gratuita e anonima, ed è la prima cosa che chiunque dovrebbe avere in rubrica prima di aprire un conto — non dopo.
L’autoesclusione merita di essere capita per quello che è, perché molti la immaginano come un interruttore che si preme una volta e si riaccende quando si vuole. Il blocco vale su tutte le piattaforme con concessione ADM e sui punti vendita sul territorio, e la durata è quella che si sceglie. La durata lunga è quella che serve a chi ha un problema vero, e il registro è stato costruito esattamente per questo: non per limitare chi gioca con criterio, ma per rendere difficile a chi non riesce a smettere di ricominciare il giorno dopo.
La previsione più concreta per un lettore di questa pagina è però un’altra, e riguarda la struttura del mercato dei cartellini. Il mercato ha un referto che non controlli — un tabellino ufficiale che può assegnare l’ammonizione a un giocatore diverso da quello che hai visto — e una clausola sul «solo giocatori in campo» che esclude cartellini che sullo schermo hai visto benissimo. Un giocatore che punta su questo mercato con la stessa cifra che mette su un 1X2 sta prendendo un rischio diverso con la stessa puntata. La regola pratica è proporzionare la puntata al mercato, non all’emozione: su un mercato secondario con regole di conteggio opache, la puntata giusta è più bassa di quella che si metterebbe su un mercato di volume.
E poi c’è la questione, meno discussa, dell’esposizione quando la partita non va come sperato. Un mercato che conta eventi concentrati nei minuti finali produce puntate prese a partita in corso, spesso per recuperare una giocata precedente andata male. È il classico percorso che porta dal rincorrere le perdite al superare il proprio limite. I limiti impostati alla registrazione sono l’unico strumento che funziona davvero contro questo, perché non richiedono di prendere una decisione lucida nel momento in cui lucido non sei.
La tutela dei minori è un principio di legge, all’articolo 3, comma 1, lett. a) del decreto 41/2024, e un requisito delle condizioni di concessione. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Nessuna pagina dovrebbe doverlo scrivere, e va scritto comunque: in un mercato dove l’accesso è a un clic, l’età minima è la prima cosa che un genitore dovrebbe verificare su un dispositivo condiviso.
I dieci operatori, uno per uno: cosa offre ciascuno e cosa costa in pratica
Le schede che seguono raccolgono ciascun operatore con il numero di concessione e la società concessionaria come li dichiara nei propri termini, l’offerta sportiva come la descrivono le condizioni e le schede degli store, e un giudizio su quello che i dati dicono. L’ordine è quello del set qui esaminato, non una classifica.
Eurobet: la concessione 16012 e una struttura senza fronzoli
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale opera su Eurobet con la concessione ADM n. 16012, ed è il caso interessante della società che ne controlla più di una: la stessa azienda gestisce Bwin e Gioco Digitale, perché la concessione è legata al sito e non alla società.
Sull’offerta l’app raccoglie scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse finiscono nella pagina My Bets. Sul mercato dei cartellini i termini non si pronunciano.
Il giudizio: la struttura di prodotto è quella classica italiana e per un giocatore che vuole il mercato dei cartellini con regole di conteggio chiare non offre nulla su cui appoggiarsi. Chi cerca soprattutto una piattaforma ordinata per gestire più biglietti — la raccolta delle schedine in corso è un dettaglio che a chi gioca tre o quattro partite il sabato serve davvero — trova qui una casa tranquilla, non un laboratorio di mercati esotici.
William Hill: l’unico regolamento cartellini pubblicato del gruppo
William Hill Malta Plc opera su William Hill con la concessione ADM n. 16044, ed è l’operatore attorno al quale questa pagina si costruisce, perché è l’unico del set con un regolamento pubblicato sul mercato dei cartellini.
Le regole: un cartellino giallo vale 1 punto, un cartellino rosso 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore. Nei punti cartellino il doppio giallo con rosso vale 3 punti e il rosso diretto 2 punti. Nei mercati che contano soltanto i gialli il doppio giallo vale 2 punti e nessun rosso entra nel conto finale. Nei mercati su gialli e rossi le giocate riguardano soltanto i giocatori in campo: escluse le espulsioni dalla panchina, quelle di allenatori e staff e quelle dopo la fine della partita. Il referto per risultato, marcatori e cartellini si basa sui dati del sito ufficiale della manifestazione, con OPTA come ripiego e la registrazione video del match in casi particolari.
A queste regole si aggiunge il Player Builder, che combina sulla stessa partita un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito e almeno un tiro nello specchio della porta.
Il bonus di benvenuto sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni; viene erogato in tranche da 10 €, ognuna legata a multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Il condizionamento è il punto: la tranche non arriva con una giocata semplice, arriva con un biglietto da cinque gambe. Se il mercato dei cartellini restituisce circa il 95 % su una singola, un biglietto a cinque selezioni dei mercati di volume sta parecchio sotto, e il tetto di 50 € è una cifra che un giocatore attento esaurisce in poche settimane di giocate serie.
Il giudizio: qui il regolamento è il prodotto. Chi vuole giocare i punti cartellino sapendo esattamente a cosa va incontro ha una sola fonte nel set, ed è questa. Quello che il regolamento non risolve è il costo: la chiarezza delle regole non riduce il margine, e la struttura del bonus — tranche da dieci euro su multiple da cinque selezioni — è pensata per far girare volumi in fretta. Il mercato dei cartellini qui è leggibile, non è economico.
Lottomatica: concessione 16010 e un palinsesto che va oltre il calcio
Lottomatica opera su Lottomatica con la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sigla che ricorre anche altrove nel settore.
L’offerta sportiva dell’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. E lo streaming cambia il calcolo per chi gioca i cartellini: vedere la partita mentre si gioca significa poter decidere se un arbitro sta perdendo il controllo, che è esattamente l’informazione che serve su questo mercato. Sul conteggio dei cartellini, però, i termini non dicono nulla.
Il giudizio: la copertura — con la F1 e la MotoGP fuori dal calcio — è il punto di forza di un operatore che vuole essere la piattaforma generalista per chi guarda tutto. Sul cartellino il valore aggiunto non è il regolamento, è la visione della partita: chi gioca questo mercato live e non guarda la partita sta scommettendo alla cieca. E la diretta è inclusa.
Sisal: concessione 16020 e un catalogo costruito sui dettagli della partita
Sisal Italia S.p.a. opera su Sisal con la concessione ADM n. 16020.
Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. C’è poi il Cash Out, che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Le espulsioni sono un mercato cugino dei cartellini — la domanda è se un giocatore verrà cacciato, non quanti punti accumulerà — e la compresenza dei due la dice lunga su quanto questo operatore curi il dettaglio della singola partita invece del solo risultato.
Il giudizio: il catalogo è il più articolato del set sul fronte degli eventi minuti della partita, e il Cash Out su un mercato a referto lento è un attrezzo che può valere più di qualche decimo di quota. Il rovescio è il numero di mercati: quando il catalogo è così ricco, il rischio di giocare una combo tra mercati cugini senza accorgersene sale, e il margine composto di quel biglietto non è quello che si è immaginato. Chi usa Sisal per i cartellini ha pane per i suoi denti; chi ci passa per caso rischia di pagare per profondità che non usa.
AdmiralBet: concessione 16048 e le regole sugli strumenti di tutela scritti in chiaro
Admiral Bet S.r.l. opera su AdmiralBet con la concessione ADM n. 16048, ed è il secondo operatore del set con un regolamento pubblicato — solo che il regolamento è quello delle tutele, non dei mercati.
Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato dopo 7 giorni.
Il giudizio: nessuna parola sul conteggio dei cartellini e, di conseguenza, nessun aggancio per chi vuole puntare i punti con regole chiare. Quello che AdmiralBet mette per iscritto è il contratto tra il giocatore e il proprio autocontrollo — la finestra di sette giorni sui rialzi è la clausola più utile dell’intero set per chi tende ad alzare il tetto quando la serata va storta. Per un lettore che arriva a questo mercato dopo qualche perdita, la parte da leggere qui è quella, non l’offerta.
Betsson: concessione 16027 e la coppia pre-match/live su migliaia di eventi
Betsson opera su Betsson con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, la stessa società che compare dietro StarCasinò.
L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Nessuna indicazione sul conteggio dei cartellini. La larghezza del palinsesto è la proposta: migliaia di eventi significa che anche in un martedì di serie minori c’è qualcosa su cui giocare.
Il giudizio: la profondità del palinsesto è il vero prodotto, e su un mercato a referto come i cartellini la profondità è un’arma a doppio taglio. Più partite disponibili significa più occasioni di giocare il mercato che si crede di conoscere su campionati che non si conoscono affatto — e il numero di ammonizioni di una serie che non guardi è l’ultima cosa che puoi prevedere. Sui mercati principali Betsson offre quello che ci si aspetta; sul cartellino non offre nulla in più degli altri.
Planetwin365: concessione 16007 e un palinsesto quotidiano fuori dal calcio
Planetwin365 opera su Planetwin365 con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a.
L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Il tennis tavolo la dice lunga: è il tipo di evento che riempie un palinsesto nelle ore morte, e che si guarda in streaming mentre si gioca. Nessuna indicazione sul mercato dei cartellini.
Il giudizio: il posizionamento è chiaro e coerente — un operatore per chi gioca tanti eventi diversi durante la giornata, non per chi costruisce un biglietto sul campionato italiano. Sui cartellini di calcio le regole di conteggio restano fuori dai termini, quindi il lettore che arriva qui per quel mercato specifico parte svantaggiato rispetto a chi ha un regolamento pubblicato. Chi invece cerca pane quotidiano su sport laterali trova una piattaforma costruita per questo.
Betfair: concessione 16028 e la sezione Supercombo a quote maggiorate
Betfair Italia S.r.l. opera su Betfair con la concessione ADM n. 16028, ed è il nome che nel mercato italiano si lega storicamente all’exchange.
L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Le quote maggiorate sono, per definizione, una riduzione del margine applicato — o un mercato costruito con una quota di restituzione più alta delle altre sezioni. Nessuna indicazione, invece, sul conteggio dei cartellini.
Un appunto che vale per Betfair più che per gli altri: è l’operatore che nel mercato italiano è associato alla formula punta e banca, dove il giocatore può essere anche bookmaker e il concessionario si limita a mettere in contatto le parti. Per gli account sull’exchange italiano la documentazione dell’operatore riporta regole aggiuntive, come una puntata minima di 200 centesimi con passi da 50 centesimi. La commissione dell’exchange non è qui ricostruibile, e un articolo di stampa di settore del 2024 riporta che sul piano delle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo ricade sul concessionario.
Il giudizio: la sezione a quote maggiorate è la cosa più interessante che l’operatore offre a chi ha il margine come pallino, perché è l’unico punto del set in cui il margine è dichiaratamente più stretto. Il taglio minimo di 2 € con passi da 50 centesimi sull’exchange è però una soglia che, su un mercato secondario come i cartellini, premia chi punta poco e spesso — ed è anche il modo più rapido di giocare più di quanto si voleva.
StarCasinò: concessione 16026 e un bookmaker dentro un casinò
StarCasinò opera su StarCasinò con la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited — la stessa società dietro Betsson, perché la concessione è per sito.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La struttura è quella di una piattaforma dove il casinò è il prodotto principale e il bookmaker il vicino di casa. Sul conteggio dei cartellini non c’è nessuna indicazione.
Il giudizio: la parte sportiva non è il centro dell’offerta, e su un mercato che premia la lettura attenta delle regole questo si sente. La questione più rilevante, però, è un’altra e riguarda il contesto: un conto di gioco è un conto unico, e il saldo che si versa per una scommessa sui cartellini è lo stesso che alimenta le slot. Chi apre un conto qui per il calcio e poi si trova le slot a un clic dallo stesso pulsante di deposito sta usando una piattaforma progettata per un altro scopo. Non è un difetto del prodotto sportivo; è il modo in cui i due prodotti convivono nello stesso saldo.
NetWin: concessione 16035 e un bonus con requisiti di rigioco scritti per esteso
NetWin Italia S.p.a. opera su NetWin con la concessione ADM n. 16035, ed è l’operatore del set i cui termini sportivi si possono leggere nel dettaglio.
Per sbloccare il bonus Sport-50 il sito chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Sul mercato dei cartellini i termini non si pronunciano.
Vale la pena fare il conto su quel requisito, perché è il tipo di numero che si legge e non si elabora. Un giro di tre volte il deposito su multiple da almeno tre eventi: se depositi 50 €, il volume richiesto è 150 €, e non puoi raggiungerlo con tre o quattro giocate tranquille — servono almeno cinque biglietti da tre gambe ciascuno, tutti giocati alla quota minima prescritta per ogni evento. Il requisito di puntata minima di 2.00 per evento è quello che pesa: esclude i mercati a quota bassa, che sono i più frequentati e quelli con il margine più stretto, e spinge verso le quote alte, dove il margine è più largo.
Il giudizio: il requisito è scritto bene — tre volte il deposito è una cifra leggibile, e non è dei più pesanti sulla piazza — ma la combinazione di quota minima 2.00 per gamba e divieto di sistemi, live e antepost restringe molto lo spazio di gioco. Il bonus vale quello che costa raggiungerlo, e qui il costo è in margine: sei costretto dalle regole verso i mercati dove l’operatore trattiene di più. Sui cartellini, peraltro, il mercato è probabilmente fuori dai giochi in partenza, perché le multiple prescritte vanno costruite su eventi con quota minima per evento e i mercati secondari raramente offrono quel tipo di prezzo. Chi apre un conto NetWin per questo bonus faccia il conto prima, e non dopo aver versato.
Cosa distingue i dieci, al di là del codice
Rileggendo le schede, il set si divide su una linea che non è la concessione — quella ce l’hanno tutti — ma la trasparenza sul prodotto specifico.
Da una parte c’è un operatore con un regolamento pubblicato sul conteggio dei cartellini, e uno con un regolamento pubblicato sugli strumenti di tutela. Dall’altra otto operatori i cui termini non si pronunciano su questo mercato. Non è un’accusa: i mercati secondari cambiano regolamento e pubblicarli aggiornati è un costo. È un fatto che cambia la posizione del giocatore, e lo cambia nel modo che conta per questa pagina: chi non trova il regolamento deve ricostruirlo dal regolamento generale dell’operatore o chiederlo all’assistenza, e nel frattempo sta giocando un mercato di cui non conosce il referto.
Il secondo asse è il costo, e va letto con la tabella che non c’è: nessuno di questi operatori pubblica il margine dei propri mercati. Non è un’omissione sospetta, è la norma del settore — la quota è il prodotto e il margine è il prezzo, e i prezzi non si espongono. Il giocatore che vuole confrontarli deve calcolarli da sé, quota per quota, con la formula del mercato a due esiti.
Domande frequenti sui cartellini e sulle scommesse sportive in Italia
Come si verifica che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, dove ogni riga riporta un codice e un dominio .it, e lo si incrocia con il numero di concessione e la società concessionaria che l’operatore dichiara nei propri termini. Codice e dominio devono corrispondere a una riga dell’elenco.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata quando la giocata è stata presa. Dieci euro a quota 1,85 pagano 18,50 €, con 8,50 € di profitto netto; a quota 2,50 pagano 25 €. In una multipla le quote delle singole gambe si moltiplicano in un’unica quota.
Come si vede dalle quote quanto trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di puntate restituita, e il margine è quello che manca al 100 %. Su un mercato illustrativo a due esiti con entrambe le quote a 1,90 la restituzione è circa il 95 % e il margine circa il 5 %, ripetuto su ogni giocata.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e può aggiungere limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre un aumento richiede in genere sette giorni prima di applicarsi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM arrivano al giocatore al netto, perché l’imposta unica la versa il concessionario, e non vanno dichiarate. Diverso il caso delle vincite da siti senza concessione: secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi, per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. Non è consulenza fiscale: consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione ADM?
Nessuna delle tutele del sistema italiano, prima di tutto: niente RUA, quindi l’autoesclusione non blocca il sito, e nessun limite di deposito obbligatorio. In più, come scrive l’ADM, anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Il prezzo vero di un cartellino
Alla fine di questa pagina resta una cosa sola da dire, e la dico come la direi a qualcuno al bancone.
Il mercato dei cartellini è un buon mercato: la regola è semplice, l’evento è verificabile, il referto è pubblico. È anche un mercato che quasi sempre si gioca nel modo sbagliato, cioè a quota alta, in multipla, live, sull’onda del momento. Il margine è dentro ogni quota che prendi su questo mercato, e nessuno dei dieci concessionari qui esaminati te lo scrive in grande. Non è una cospirazione, è il modo in cui il prodotto è fatto: la quota è quello che vedi, il margine è quello che paghi.
Le due cose che valgono più di qualsiasi pronostico, e che non richiedono di saperne di calcio. La prima: leggi il regolamento dei cartellini dell’operatore su cui giochi, e se non c’è, scrivigli. La differenza tra un giallo che vale 1 punto e uno che vale 2, o tra un’espulsione dalla panchina che conta e una che non conta, è la differenza tra vincere e perdere una giocata che avevi letto bene. La seconda: imposta i limiti quando apri il conto, non quando ne hai bisogno. Un limite ridotto ha effetto immediato; un aumento richiede sette giorni, e quella settimana è l’unico strumento che esiste contro una serata storta.
Sul resto — cioè sul chi vincerà, su quanti cartellini si vedranno domenica prossima — non ho niente da dire e nessuno ha niente da dirti. Chi te lo dice ti sta vendendo qualcosa.
Scritto dal team di «Registroconcessioni».
