AAMS scommesse in Italia 2026: la concessione è per sito, non per marchio
Un bookmaker che accetta scommesse sportive in Italia ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, la ottiene per un singolo sito e la esercita su un dominio .it, e il modo per sapere chi ce l’ha è uno solo: leggere l’elenco dei concessionari autorizzati pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Quell’elenco, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito. Nessuna riga porta il nome del gioco praticato, nessuna colonna distingue chi accetta scommesse sportive da chi offre casinò o bingo, e questo dettaglio — che sembra un cavillo burocratico ed è invece la cosa più utile della faccenda — decide come va letta qualunque classifica di bookmaker, compresa quella che trovi più avanti in questa pagina. Un marchio presente nell’elenco non è automaticamente un bookmaker sportivo; è un concessionario che potrebbe avere il diritto alle scommesse a quota fissa, al poker, ai giochi di sorte, all’exchange o al bingo in qualsiasi combinazione. Il palinsesto vero, quello che conta per chi vuole giocare, sta sul sito e nell’app dell’operatore.
Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026 sulla base dell’elenco ufficiale dei concessionari di gioco a distanza di ADM.

Dati verificati su fonte ufficiale ADM relativa ai concessionari di gioco autorizzati.
Indice dei contenuti
- Prevenzione e tutela: i due strumenti che non negozi con nessuno
- Criteri della classifica: dieci concessionari, un solo metro di lettura
- Panoramica: come funziona una scommessa su un sito con concessione
- Normativa e vigilanza: quale giurisdizione ti copre davvero
- I dieci concessionari, uno per uno
- Domande frequenti su AAMS e le scommesse in Italia
- Quello che resta da fare prima di aprire un conto
Prevenzione e tutela: i due strumenti che non negozi con nessuno
Il gioco responsabile è la parte del sistema italiano che nessun operatore può scegliere di non avere. Non è una promessa di marketing: è una condizione della concessione, e per il giocatore è l’unica parte della relazione in cui il rapporto di forza si ribalta, perché il limite lo decide lui e non il bookmaker. Gli strumenti vivono su tre piani diversi — l’autoesclusione che chiude, i limiti che contengono, l’informazione che avvisa — e la cosa che quasi nessuno dice è che sono gli unici strumenti automatici, in un mercato dove non esiste un tetto statale alla puntata.

L’autoesclusione: come funziona il RUA su tutte le piattaforme
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, nato nel 2018, e la sua caratteristica che vale la pena capire è la trasversalità: chi risulta iscritto viene bloccato su ogni piattaforma legale in Italia, non solo su quella dove ha premuto il pulsante. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, non si possono piazzare giocate e non si possono aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM; quello che resta possibile è prelevare il saldo prelevabile. È una distinzione che sembra piccola e non lo è: il registro chiude il rubinetto in entrata e lascia aperta la porta in uscita, perché sarebbe assurdo trattenerere denaro di chi ha appena chiesto aiuto.
L’autoesclusione non è per forza una scelta tutto-o-niente. Si può chiedere trasversale, su tutti i concessionari con blocco di nuovi conti, oppure limitata a un singolo concessionario, oppure ancora a una sola categoria di gioco — le scommesse a quota fissa, per esempio — come prevede l’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024. Un giocatore che vuole togliersi di mezzo il casinò e tenere le scommesse sul calcio ha una strada; chi vuole sparire dal gioco online ha un’altra strada, e sono due strumenti con la stessa sigla davanti e una portata molto diversa.

La durata è la parte che conviene leggere due volte. L’autoesclusione può arrivare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, e quella indeterminata è revocabile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato, invece, non si revoca prima della scadenza. Nessuna telefonata al servizio clienti accorcia il periodo. Le condizioni di AdmiralBet riportavano in precedenza la formula dei 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto in ogni contesto autorizzato nazionale, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La forbice si è allargata in entrambe le direzioni, e chi si esclude per una settimana lo fa adesso con l’idea di fare un passo indietro, non di chiudere per sempre.
La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Per chi non ha SPID o non vuole usarlo, la seconda strada è quella che funziona: si entra nell’area riservata dell’operatore dove il conto esiste già e si chiede lì. Fuori dai canali, il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e vale la pena dirlo senza girarci intorno: una voce umana dall’altra parte, quando l’autoesclusione non basta, è un presidio che nessun bonus compensa.
Limiti di deposito e di spesa scelti in registrazione
In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quel ritardo non è un dispetto tecnico ed è la cosa più intelligente del meccanismo: alza il limite chi è appena reduce da una serata storta, e i sette giorni servono a fare passare la serata. Il quadro normativo sta nell’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024, che prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
C’è una cosa che in Italia non esiste, e conviene dirla prima che la cerchi: un tetto statale in euro alle puntate sulle scommesse sportive. Nessuna norma lo fissa, e gli strumenti che mordono davvero sono i due che dipendono dal giocatore — i suoi autolimiti e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi arriva da un mercato dove esiste un massimo di puntata per legge resta sorpreso, e chi spera che qualcun altro decida per lui resterà deluso: la scelta è sua, in una schermata che compare prima ancora che possa giocare.
Segnali, pausa e documenti: gli strumenti che gli operatori aggiungono
Accanto agli obblighi di legge, ogni piattaforma costruisce la propria cassetta degli attrezzi, e la differenza tra due bookmaker si vede qui più che altrove. bet365 mette insieme periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La pausa è lo strumento meno drammatico e per molti il più utile: non è un registro, non lascia traccia per mesi, è un intervallo che il giocatore si concede.
Il piano dell’identificazione è l’altro pezzo della tutela, quello che nessuno chiama così. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Le stesse SPID e CIE ricorrono altrove nel mercato, e l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori tra i principi del riordino, con l’esclusione dei minorenni tra le condizioni della concessione. Chi apre un conto con SPID lo verifica in pochi minuti; chi carica un documento fronte e retro resta in attesa, e finché l’identificazione non è completa il conto può essere sospeso con i prelievi bloccati. Le due strade esistono entrambe, ma solo una delle due consegna un conto utilizzabile subito.
Criteri della classifica: dieci concessionari, un solo metro di lettura
Questa è una valutazione costruita su un criterio solo, e vale la pena dichiararlo prima di usarlo: la concessione ADM per il gioco a distanza. Non è un criterio elegante, è il criterio che decide tutto il resto — l’accesso al RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti obbligatori di autolimitazione, il fatto stesso che il conto abbia una tutela italiana alle spalle. Un operatore senza concessione può avere un’interfaccia migliore, un palinsesto più largo e una quota più alta su questa o quella partita; resta fuori da questa pagina per una ragione che non ha niente a che vedere con la simpatia.
Cosa distingue un concessionario da un sito senza titolo
Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’ADM; la verifica dell’autorizzazione si fa sul sito dell’Agenzia. La procedura richiede trenta secondi e nessuna competenza: si cerca il marchio nella lista ufficiale, si legge il numero di concessione, e si controlla che compaia nei termini del conto di gioco. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo: Admiralbet, ad esempio, cita la concessione n. 16048 dell’ADM per il servizio tramite il proprio sito.
L’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024) aggiunge il pezzo che rende la verifica praticabile senza fidarsi delle parole dell’operatore: ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale di gioco a distanza riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Due elenchi, non uno. Il primo dice chi può; il secondo dice chi non può e viene aggiornato con le nuove inibizioni.
Il dettaglio che systema l’intera classifica è che le concessioni sono per sito, non per azienda. Una società può tenerne diverse, e il caso più citato è Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale sotto lo stesso tetto societario. Il nome del concessionario, poi, quasi mai coincide con quello del marchio: dietro Betsson e StarCasinò c’è Azzurri Limited, dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., dietro Bet365 c’è Hillside (New Media Malta) Plc. Nel riquadro che segue la colonna del concessionario è quella che conta davvero, perché è la ragione sociale che risponde ad ADM, mentre il marchio è ciò che si vede sullo schermo.
Il quadro comparativo dei dieci concessionari
| Bookmaker | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore | Profilo di palinsesto |
|---|---|---|---|
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | accesso al conto gioco anche con Touch ID e scommesse da mobile (app Sisal Matchpoint) | scommesse sportive su mobile |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out (app SNAI Sport) | ampiezza di mercati per singolo evento |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | autoesclusione e limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile; SPID di livello 2 con OTP, oppure documento .pdf, .jpg o .png | gioco responsabile dettagliato nei termini |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò (app StarCasinò) | casinò con sport in secondo piano |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo (app Betsson Sportsbook & Casinò) | volume di eventi e casinò insieme |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live (app Lottomatica) | diretta e streaming |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate (app Betfair Sport) | combo e mercati a quote maggiorate |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | offerta Sport-50 riservata ai nuovi giocatori con conto verificato (bonus.netwin.it) | accoglienza sui primi passi |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; periodi di pausa e limiti di versamento fra gli strumenti di gioco responsabile | varietà di sport oltre il calcio |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | palinsesto da calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, volley, ciclismo, rugby e scacchi, fino a eventi di spettacolo e politica (app Eurobet Sport) | palinsesto anomalo e molto largo |
La tabella va letta in verticale, non in orizzontale. Scorrere le righe e confrontare le terze colonne porta a una conclusione sbagliata, perché quella colonna raccoglie cose di natura diversa: un’app che accetta Touch ID, un’offerta di benvenuto, un elenco di mercati. Nessuno dei dieci operatori offre la stessa cosa di un altro in quella colonna, e la differenza non è di valore ma di tipo — l’unico confronto legittimo è tra la descrizione che un operatore dà di sé e quello che cerchi tu.
La lettura in verticale produce invece un risultato che non si vede a occhio: cinque delle dieci concessioni della lista sono per siti che il mercato legge come casinò-first, con il bookmaker in secondo piano. StarCasinò è dichiaratamente un casinò con lo sport accanto, Betsson si presenta con sportsbook e casinò nello stesso nome, Betfair porta nei mercati una sezione di combo a quote maggiorate che è un prodotto a sé, Lottomatica mette lo streaming dentro l’app perché la diretta è il suo argomento, Eurobet spedisce il palinsesto fino a elezioni e reality show. Le concessioni sono numeri adiacenti — 16010, 16012, 16020, 16026, 16027, 16028, 16030, 16032, 16035, 16048 — ma i profili sono distanti anni luce, e il numero di concessione non dice niente su quale dei dieci ti somiglia.
E poi c’è la riga che non c’è. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figuravano fra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sul loro prodotto: è la fotografia di un giorno preciso su un elenco pubblico che cambia, e chiunque può rifarla in trenta secondi. Se trovi quei marchi in cima a una ricerca e non li trovi in quell’elenco, la conclusione non è che il loro prodotto sia peggiore — è che il conto che apri lì non ha niente a che vedere con quello che aprirai su un concessionario, e questo vale anche quando la quota che vedi è più alta.
Panoramica: come funziona una scommessa su un sito con concessione
La quota è il prezzo, e il prezzo contiene già il margine. Questa è la frase che cambia il modo di guardare il palinsesto, e vale la pena scomporla, perché è l’unico punto in cui il bookmaker guadagna in modo invisibile e legittimo. Le quote italiane si scrivono con la virgola — 1,85, 2,10 — e sono quote decimali, quelle per cui la vincita si legge direttamente: puntata per quota. Un 1,90 su una singola da 10 € restituisce 19 €.
Margine del bookmaker, quota e mercato: cosa paga davvero un bookmaker
Il mercato 1X2 è il caso di scuola, e vale la pena farlo con i numeri in mano. La quota di un esito non è una previsione, è un prezzo costruito perché la somma dei reciproci delle tre quote resti sotto l’unità, e quella differenza è il margine del bookmaker. Su un mercato a due esiti con 1,90 e 1,90 la somma dei reciproci è 1 ÷ 1,90 + 1 ÷ 1,90 = 1,0526, quindi la quota di restituzione del mercato è 1 ÷ 1,0526 = 0,95, ovvero il 95 % di quanto viene puntato, e il margine è 1 − 0,95 = 0,05, cioè il 5 %. Detto in italiano corrente: su quel mercato il bookmaker trattiene in media cinque centesimi di ogni euro puntato, qualunque esito esca, perché incassa su entrambe le parti. Non è furto ed è la ragione per cui l’operatore esiste; è però il numero che decide se un’offerta di benvenuto è generosa o è una spesa di marketing che paghi tu.
Il margine non è identico su tutti i mercati, e la differenza non è casuale. Le partite di cartello, i mercati principali, l’1X2 della Serie A sono i prodotti di richiamo: lì il margine tende a stringersi perché la concorrenza si vede, e lì le quote sono confrontabili da chiunque. Nei mercati di nicchia — tiri in porta, cartellini, rigori, le combo di cui SNAI e Betfair fanno un argomento di vendita — il margine lavora con più agio, e la ragione sta nella struttura: meno occhi sulle quote, meno occasioni di arbitraggio, più spazio per l’operatore. Il giocatore che si è innamorato dei mercati esotici sta pagando il prezzo più alto del listino senza accorgersene, perché il confronto che fa è tra due operatori sullo stesso mercato, non tra due mercati dello stesso operatore. La quota che sembra alta su un mercato piccolo è spesso la più cara della giornata.
Con un margine del 5 % il conto di quanto costa un pomeriggio di giocate diventa leggibile, e conviene farlo con l’esempio che segue. Un giocatore che sceglie in registrazione un limite di deposito di 100 € settimanali, e che in una settimana gioca quella cifra una volta sola su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90, sta movimentando 100 € di puntate su un mercato con quota di restituzione del 95 %. La perdita attesa è 100 € × 5 % = 5 €, e su questo la formula non autorizza a dire altro: è il costo medio dell’operazione nell’ipotesi che tutto il deposito venga rigiocato su quel mercato a quel margine. Non è una previsione su quella singola settimana, e nessuno perde 5 € tondi. Chi gioca una sola schedina da 100 € su una partita finisce o con 90 € di utile netto in tasca o con zero; se invece spezza la somma in dieci giocate da 10 € distribuite sullo stesso tipo di mercato, la media si avvicina ai 5 € per effetto della ripetizione. Il numero descrive la distanza tra il punto di partenza e quello di arrivo di molti giri, non la ruota di una sera.
La differenza tra i due scenari è la cosa più utile che questa aritmetica produce, perché trasforma il deposito da somma da spendere in una somma che si consuma. Cinquanta schedine da 2 € sullo stesso mercato assorbono lo stesso 5 % e consegnano la stessa attesa, con una varianza molto più alta: alcuni arriveranno al verde, altri avranno bruciato tutto molto prima di quanto la media lasci intendere. Un giocatore con 100 € alla settimana che considera quel deposito una spesa di intrattenimento ragiona bene; chi conta sulla media per rimpinguare il conto ha letto male un numero che descrive un costo, non un rendimento.
Deposito, prelievo e ricariche: come entra ed esce il denaro
Il denaro entra nel conto di gioco attraverso più strade, e la riga normativa più interessante riguarda quella più vecchia: le ricariche. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche, tabacchi e ricevitorie tenuti in un registro ADM che costa 100 € all’anno. Il punto vendita carica sull’account online solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non può pagare vincite e non può liquidare saldo. È un canale d’ingresso e mai d’uscita, e la simmetria non è un dettaglio contabile: impedisce che un conto di gioco diventi uno sportello di pagamento per qualcosa che non è gioco.
I binari che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM comprendono carte di credito e di debito, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney. La lista propria di ciascun operatore sta nei suoi termini, ed è lì che va letta: una piattaforma può accettare un portafoglio elettronico e un’altra no, e la differenza si scopre al momento del prelievo, non a quello del deposito. La posizione delle criptovalute presso i concessionari ADM è aperta e non risulta una norma che elenchi i mezzi approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, di intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione, ma l’entrata in vigore non è confermata.
Sul fisco conviene essere esatti e prudenti nello stesso fiato. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — nella misura del 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %, e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nell’ambito del «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa specializzata lo racconta come tassazione alla fonte, con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. Su un punto fiscale, però, conviene sempre aggiungere la raccomandazione che gli esperti ripetono: consultare un commercialista. Diversa è la posizione delle vincite da siti non autorizzati o esteri, dove l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi, ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati od ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, mentre l’aliquota IRPEF applicata è ignota. Anche qui, non è consulenza fiscale.
Normativa e vigilanza: quale giurisdizione ti copre davvero
La normativa italiana racconta una cosa che le pagine di confronto tendono a saltare: il sistema non è un albo di marchi aperti al mercato, è un numero chiuso di concessioni assegnate per gara. La cornice è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, il riordino del settore dei giochi pubblici a distanza pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che sostituisce il vecchio impianto delle «AAMS» e delle agenzie. La sigla ADM (ex AAMS) è quella che si legge ormai nei documenti, ma il mercato continua a dire AAMS, e non è pignoleria: le due diciture indicano lo stesso regolatore in due stagioni diverse della sua storia.
La concessione nata dalla gara: durata, requisiti, numero
L’art. 6, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo. Sotto l’art. 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5); le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. La cifra spiega da sola perché il mercato italiano sia composto come è: un operatore che paga quella somma per nove anni ha una ragione molto concreta per restare dentro le regole, e ADM ha una leva altrettanto concreta per farlo. Il Registro ADM degli operatori autorizzati, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo dominio. La concessione è per sito: è questo il punto che smentisce qualsiasi lettura del marchio come «licenza» valida dovunque, e spiega perché una società con tre siti compaia tre volte.
Che il .it non sia folklore lo dimostra la struttura stessa del titolo. Un dominio diverso è un sito diverso, anche se il marchio è lo stesso, e un operatore che ti accoglie su un .com non sta esercitando qui la concessione che eventualmente possiede altrove. Le stesse condizioni di concessione restano ferme per nove anni: chi si affida a un quadro stabile ha davanti un orizzonte lungo, e chi spera in un allentamento delle regole a metà percorso non lo troverà nel testo.
Verificare ADM in due minuti
Il controllo di un operatore ha una procedura ufficiale e non richiede di fidarsi di nessuno. Si apre la pagina dell’Agenzia, si cerca il nome del marchio e si legge il numero di concessione che gli sta accanto; poi si confronta quel numero con quello che l’operatore dichiara nei propri termini del conto di gioco. Se i due numeri coincidono e il sito su cui stai giocando è quello legato alla riga ufficiale, la verifica è chiusa.
Nel mezzo si inserisce un avvertimento che vale per chiunque confronti piattaforme. L’elenco non ha colonne per i giochi, e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. Il titolo dice che quel sito può operare, non che cosa offre. Per sapere se un concessionario abbia davvero un palinsesto sportivo non restano che il suo sito e la sua app, ed è per questo che le righe della tabella comparativa riportano i mercati così come gli operatori stessi li descrivono.
Sotto l’elenco dei legali c’è quello che ADM definisce dei siti inibiti, redatto d’intesa con la Guardia di Finanza, con i domini il cui accesso viene inibito. I fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine dell’Agenzia sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso; il blocco opera a livello DNS e qualche provider è più lento di altri, un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, mentre i mirror ricompaiono in poche ore. La parola che il settore usa per il risultato è «oscurati», ed è la descrizione giusta: il sito oscurato non è chiuso, è nascosto, e chi ha salvato l’indirizzo o ha imparato a bypassare il DNS lo ritrova.
Pubblicità, bonus e palinsesto: le due regole che nessuno legge
Il Decreto Dignità — art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018 — è in vigore, e ADM lo cita nel comunicato del 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
Sul versante applicativo la cronaca 2025-2026 è più interessante della norma. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Il comunicato di ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può attirare misure di AGCOM sui mezzi che lo fanno. È stata proposta, non è legge, una modifica di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni; l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
C’è un equivoco che vale la pena sciogliere, perché confonde lettori e operatori allo stesso modo: la pubblicità è vietata, il bonus di benvenuto no. Il divieto riguarda la comunicazione, non l’esistenza di un’offerta, e non esiste né un tetto statale ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata. Questo è il motivo per cui importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore e non da una norma: nessuno te li garantisce dall’alto, e nessuno te li limita dall’alto. La conseguenza pratica è che il confronto tra due offerte è un confronto tra due contratti, non tra due concessioni, ed è esattamente il terreno dove il margine del bookmaker e il requisito di puntata decidono chi paga cosa.
Il palinsesto, poi, è un concetto normativo e non una voce di menu. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa specializzata. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto di ciascun operatore non è dato sapere dall’elenco, e resta una domanda a cui rispondono il sito e l’app.
Il testo separa anche cose che il linguaggio comune appiattisce. Gli eventi simulati — l’art. 2, lett. v): scommesse su eventi sportivi, ippici e altri simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori portano una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili) richiedono una concessione propria. Se un marchio offra online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere. Il betting exchange è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima; la documentazione di Betfair risulta riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario, ma quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere. Le scommesse su eventi di minorenni hanno un provvedimento direttoriale ADM che cita il DM 111/2006, di contenuto ignoto. Gli esports dipendono dal palinsesto approvato, e se vi rientrino non è dato sapere. Nessun tetto statale in euro alle puntate sportive risulta fissato: gli strumenti che mordono sono i due che dipendono dal giocatore.
Cosa perdi su un sito senza concessione
Il conto di quello che manca è più corto di quanto ci si aspetti, e più pesante di quanto sembri. Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale. Chi gioca su un sito privo di titolo non ha accesso al RUA, non ha la vigilanza di ADM, non ha gli strumenti obbligatori di autolimitazione e non ha un foro italiano davanti a cui discutere un conto bloccato. Il sistema delle ricariche e dei pagamenti regolati è costruito intorno ai concessionari, e l’art. 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, di intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione.
C’è poi la parte che nessuna pagina di recensione mette in evidenza, e che ADM enuncia in modo diretto. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: secondo ADM, «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti, e non serve saperlo per capire la sostanza: la norma sanziona il giocatore, non solo l’operatore. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il confronto onesto sta in due colonne. Da una parte una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, strumenti di limite obbligatori e una sede legale italiana per una contestazione; dall’altra un marchio .com senza titolo non porta nessuna delle quattro, è esposto all’oscuramento DNS e — per come ADM stessa enuncia la norma — espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore. È la scelta più asimmetrica del mercato, e non è una questione di gusti.
I dieci concessionari, uno per uno
I profili che seguono descrivono dieci marchi con concessione ADM, e ognuno chiude con il giudizio che i dati permettono. Il metro resta uno — titolo di concessione, condizioni scritte, offerta sportiva descritta dall’operatore — e le differenze che contano sono quasi sempre nei dettagli che l’operatore scrive in fondo alla pagina.
I numeri di concessione vanno letti per la ragione spiegata nella sezione sulla normativa: una riga dell’elenco non dice quali giochi il titolare possa offrire, quindi il profilo sportivo di ciascuno si legge solo da quello che il sito e l’app dichiarano. Gli elenchi che seguono sono redatti dagli operatori stessi e nessuno di questi dieci marchi è un consiglio.
Sisal: il conto che si apre dal telefono
Dietro Sisal c’è Sisal Italia S.p.a., concessione ADM n. 16020, e l’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Non è una funzione rivoluzionaria e non vuole esserlo: è un modo di entrare in un conto senza digitare credenziali, e per chi scommette in coda o durante l’intervallo non è una comodità da poco.
L’applicazione è il centro del prodotto. Chi tiene il telefono in mano di continuo e usa il bookmaker come un’estensione del pollice trova qui un ingresso a bassa frizione, con le scommesse piazzate senza passare dal browser. Chi invece prepara le giocate al computer con due schermi aperti non guadagna nulla dal Touch ID e si trova davanti a una piattaforma senza argomenti particolari che la distinguano dal resto della lista. Sisal Italia S.p.a. è la stessa società della rete fisica che il mercato italiano conosce da decenni, e la continuità tra i due mondi è la sua forza più solida. La conclusione è nel titolo: il modo in cui si entra nel conto è il prodotto.
SNAI: mercati ampi con la porta d’uscita aperta
SNAI è Snaitech Spa, concessione n. 16032. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il Cash Out è la voce che pesa più delle altre, e vale la pena spiegarla perché il nome promette più di quello che dà: chiudere una schedina prima della fine significa accettare il prezzo che l’operatore ti offre in quel momento, che è costruito sul margine e quindi tende a essere il valore di mercato meno un compito per la casa. È uno strumento per chi vuole monetizzare un rischio già corso, non un moltiplicatore. Il resto della lista vale per il tipo di giocatore che studia la partita e vuole le opzioni fine: tiri in porta e cartellini sono mercati che qualcuno legge come segnali, e trovare un bookmaker che li prezza senza esagerare con il margine è metà del lavoro.
La profondità di un palinsesto del genere si paga in un modo preciso. Più mercati significa più occasioni di scegliere quello sbagliato per il proprio modo di giocare, e con un margine che si allarga appena la partita esce dalla griglia principale. Chi gioca poco e gioca i mercati di cartello non ci pensa mai; chi costruisce una multipla di nicchia sta pagando il listino più caro del negozio senza saperlo. Un concessionario con questo catalogo chiede al giocatore una cosa sola: sapere quanto vale la propria schedina per un altro. SNAI si rivolge a chi rosicchia i dettagli della partita.
AdmiralBet: le regole del gioco responsabile scritte in chiaro
Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito Admiralbet. Il conto di gioco si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e le sue condizioni riportano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su ogni sito autorizzato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
La cosa notevole qui non è la presenza degli strumenti — tutte le concessioni ADM li richiedono — ma il fatto che siano scritti per esteso nei termini, con le date. Un operatore che aggiorna al 1° febbraio 2026 la formula dell’autoesclusione e la lascia leggibile sta dicendo che il testo è materia viva; altri lasciano la pagina dei limiti a metà. Sul lato dell’imbarco tecnico, lo SPID di livello 2 con OTP è la strada più rapida per un conto utilizzabile, mentre il caricamento dei documenti resta il percorso di chi non ha SPID.
Resta il fatto che la spesa informativa più grande la fa chi non legge mai quella pagina. Un conto con limiti impostati in registrazione si comporta diversamente da un conto senza: la seconda cifra che serve è sapere che alzare un limite costa sette giorni. Chi vuole un bookmaker i cui doveri siano visibili prima di aprire il conto trova qui il materiale migliore della lista; chi si aspetta una funzione spettacolare resta con l’impressione di una piattaforma ordinata e niente di più.
StarCasinò: lo sport dentro una casa da gioco
Azzurri Limited porta la concessione n. 16026 per Starcasino.it. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
La struttura del prodotto è dichiarata: il casinò è il centro e lo sport è il vicino di casa. Chi cerca qualcosa su cui mettere una puntata mentre aspetta un tavolo, o chi vuole che il conto serva anche a quello, trova qui l’unico tetto della lista sotto cui convivono le due cose con la stessa grafica e lo stesso saldo. Chi apre un conto esclusivamente per le scommesse sportive paga il casinò in termini di attenzione, perché le due offerte condividono il saldo e le promozioni dello sport raramente ricevono lo spazio che riceve una slot.
Vale anche una considerazione che riguarda l’esposizione, non il prodotto. StarCasinò e Betsson rispondono alla stessa concessionaria, Azzurri Limited: chi apre i conti su entrambi, e magari un provvedimento di autoesclusione nel RUA, non sta diversificando il proprio rapporto con il gioco, lo sta moltiplicando sugli stessi registri. La concessione n. 16026 dice cosa si può offrire su questo sito e niente altro.
Betsson: migliaia di eventi, pre-match e live
Concessione n. 16027 per Betsson.it, ancora Azzurri Limited. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il nome del prodotto è la sintesi migliore che questa pagina possa scrivere: sportsbook e casinò insieme. Sul fronte sportivo il numero che conta è «migliaia», e in un mercato dove la maggior parte degli operatori costruisce la propria identità su un campionato, la scelta di giocare sul volume costruisce un tipo preciso di giocatore — quello che vuole trovare un evento anche alle tre di notte, in un campionato che nessuno trasmette. L’altra faccia della medaglia è che un catalogo enorme non aiuta chi non sa cosa cercare, e la differenza tra un bookmaker profondo e un bookmaker dispersivo la vede solo chi ha già un’idea del prezzo giusto.
Goal/NoGoal è il mercato che vale la pena guardare, perché è quello dove la differenza tra due operatori si misura in punti percentuali di margine e non in pubblicità. Un concessionario che prezza il GG/NG con lo stesso margine dell’1X2 sta facendo un discorso chiaro; uno che lo carica sta usando il nome del mercato come attrattiva. La concessione n. 16027 è la stessa della casa accanto, e questa è la nota più concreta dei due profili.
Lottomatica: la diretta con lo streaming dentro l’app
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) tiene la concessione n. 16010 per Lottomatica. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming è il vero argomento commerciale di questa piattaforma, e non è solo comodità: guardare la partita dentro la stessa applicazione in cui si scommette riduce i secondi che separano la lettura di un episodio dalla giocata, e quei secondi sono il margine del giocatore quando il mercato è live. Chi gioca in-play trova qui un prodotto costruito per il suo modo di giocare, con i principali campionati sempre a portata di mano e i risultati aggiornati in tempo reale. Chi non gioca mai mentre la partita è in corso vede un elenco di campionati importante e uno streaming che userà poco, e per quella persona la piattaforma perde il suo tratto distintivo.
La vigilanza ADM non garantisce nessuna quota giusta sul mercato live, e conviene dirlo perché è la confusione più comune: la concessione garantisce il titolo, non il prezzo. La velocità di un mercato live è anche il suo costo, perché ogni secondo di ritardo tra l’evento e la giocata è tempo che il margine dell’operatore ha già incassato. Lottomatica chiede al giocatore di sapere che cosa sta guardando prima di guardarlo.
Betfair: le combo a quote maggiorate e il gioco in cambio di commissione
Betfair Italia S.r.l. ha la concessione n. 16028 per Betfair. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
La parola «maggiorate» è la più interessante del listino di questa pagina. Una quota maggiorata è un prezzo che l’operatore dichiara migliore, e il modo per giudicarla non è credere all’aggettivo ma confrontare il margine dello stesso mercato su un’altra piattaforma. Su questo Betfair porta con sé una storia particolare: nella documentazione sull’exchange italiano risultano regole aggiuntive per i conti, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e la stampa specializzata del 2024 racconta che sul vincitore non grava nulla perché il prelievo cade sul concessionario. Il betting exchange è un gioco a sé nel D.Lgs. 41/2024: il giocatore può fare la parte del puntatore o quella del banco e il concessionario si limita a mettere in contatto le due parti in forma anonima, guadagnando una commissione invece di un margine sulle quote. Per un giocatore che vuole prezzi costruiti dalla domanda e non dal bookmaker è una prospettiva diversa da ogni altra della lista.
Resta la domanda pratica: quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere, e l’app descritta qui sopra è un prodotto a mercati tradizionali come gli altri. La combinazione tra il marchio storico dell’exchange e un’app che si presenta con Supercombo a quote maggiorate è la sintesi più onesta di Betfair: chi cerca il banco lo deve verificare da solo, e chi cerca mercati unici trova qualcosa che gli altri nove non hanno.
NetWin: l’accoglienza stretta e verificata
Netwin Italia S.p.a., concessione n. 16035, NetWin. L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e l’inserimento di un codice promozionale al primo versamento.
La cifra di 50 € racconta esattamente la posizione di questo operatore nel mercato: un tetto basso, un deposito minimo di 20 €, nessuna ambizione di attrarre chi muove somme importanti. Ed è un bonus reale, cioè un accredito in denaro secondo i termini dell’operatore, non un bonus di verifica né una freebet travestita. La condizione che pesa più delle altre non è l’importo ma la parola «verificato»: il conto deve essere completato prima di incassare, e la strada SPID è quella che accorcia l’attesa rispetto a un caricamento documenti.
Quanto valga davvero, però, il bonus non lo dice l’importo. Non è dato sapere quale requisito di puntata applichi NetWin, né quale quota minima serva perché le giocate contino, e senza quei due numeri il valore di un accredito da 50 € può scendere sotto il valore di una freebet da 10 € di un concorrente. Chi apre il conto per questo bonus trovi il requisito e la quota minima prima di versare, perché è lì che si decide se ha senso.
bet365: sport che non sono solo calcio
Hillside (New Media Malta) Plc, concessione n. 16030, Bet365. L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
L’elenco degli sport è la parte significativa, perché contiene poche voci di calcio e parecchie di altro: freccette e boxe in un mercato che vive di Serie A e scommesse 1X2 sono una scelta editoriale. Chi segue gli sport che il resto della lista tratta come contorno — il tennis tutto l’anno, il basket, il golf — trova qui il palinsesto che gli altri non hanno, e il peso commerciale di un accordo come quello sulla Champions League non aggiunge niente alla qualità di una quota ma dice quanto seriamente l’operatore tratti il catalogo.
Manca, in questa descrizione, l’elenco dei tool di gioco responsabile proprio dei profili precedenti, e non è una svista: la lista qui arriva da un’app, non dai termini, e le due fonti non si sovrappongono. Chi vuole sapere come funziona un periodo di pausa su questo sito lo legge nei termini del conto, dove sta per ogni concessionario. Quello che resta è un operatore internazionale con una licenza locale per il suo sito .it, e la differenza tra i due piani è tutto il senso della pagina.
Eurobet: il palinsesto più largo del gruppo
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione n. 16012, Eurobet. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Il palinsesto è la tesi dell’intero profilo, e la sua anomalia è il punto di forza. Scacchi ed elezioni sotto la stessa voce di menu sono una descrizione precisa di che cosa sia un bookmaker per questo operatore: un posto dove si quota qualsiasi cosa sia in grado di muovere una massa di persone, non un negozio specializzato in calcio. Chi ha interessi che stanno fuori dal rettangolo di gioco — un gran premio, un torneo minore, un evento che non è nemmeno sport — trova qui occasioni che gli altri nove non prezzano.
Su un mercato così largo pesa la regola del palinsesto approvato: la scommessa si prende solo su eventi che stanno dentro il programma autorizzato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno, come è accaduto a settembre 2026 con la Setka Cup. Un catalogo che si estende fino alle elezioni è esattamente il tipo di offerta su cui vale la pena controllare che l’evento sia disponibile e con quale quota, invece di assumere che ci sia. Eurobet Italia S.r.l. gestisce anche altri due siti con concessioni proprie, e la riga societaria non è la stessa cosa della riga del marchio.
Domande frequenti su AAMS e le scommesse in Italia
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si apre la lista dei concessionari sul sito di ADM e vi si cerca il marchio, leggendo il codice che gli sta accanto; poi si confronta quel codice con il numero di concessione che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco. Se coincide e il dominio è quello indicato, la verifica è chiusa.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Perché la concessione è per sito, non per azienda: ogni riga dell’elenco autorizzato è legata a un solo dominio di secondo livello italiano, e una società può gestire più siti con più titoli. Un marchio che accoglie su un dominio diverso non sta esercitando lì la concessione italiana.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, e blocca l’iscritto presso ogni concessionario legale, non solo su una. Durante l’esclusione non si depositano, non si gioca e non si aprono conti; il prelievo del saldo resta possibile.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite di deposito lo sceglie il giocatore in registrazione, su base settimanale o mensile, e può essere ridotto con effetto immediato; un aumento richiede invece sette giorni. L’art. 15 del D.Lgs. 41/2024 impone inoltre autolimiti su tempo e spesa, avvisi automatici e un canale di assistenza aperto cinque giorni a settimana.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il sito senza concessione non è collegato al RUA, non ha la vigilanza di ADM né gli strumenti obbligatori di autolimitazione, ed è esposto all’oscuramento a livello DNS. ADM richiama la Legge 401/1989, che sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche chi partecipa alle scommesse di operatori non concessionari.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica cade sul concessionario ed è versata alla fonte. Su vincite da siti esteri o non autorizzati la posizione è diversa e va verificata con un commercialista.
Quello che resta da fare prima di aprire un conto
I tre passaggi pratici stanno in quest’ordine, e il primo non costa niente. Si apre l’elenco di ADM e si cerca il marchio; si legge il codice di concessione che gli sta accanto; si confronta quel codice con quello scritto nei termini del conto di gioco prima di versare qualsiasi somma. Chi salta il primo passaggio e si affida a una quota vista in cima a una ricerca sta scegliendo l’interfaccia, non il titolo, e su un mercato dove il 5 % di margine è la norma la differenza tra un conto tutelato e uno che non lo è non si recupera con una quota più alta.
Il secondo passaggio riguarda le cifre che non si vedono in vetrina. Un requisito di puntata, una quota minima perché le giocate contino, un tetto alle vincite in bonus, una scadenza per rispettare una condizione: sono le voci che decidono quanto vale davvero un’offerta, e stanno nei termini di quell’operatore e di nessun altro. Un bonus da 50 € con rigioco pesante può valere meno di una freebet da 10 €; il modo per saperlo è leggere i due contratti, non le due pubblicità.
Il terzo riguarda il tempo, ed è quello che si trascura più spesso. Impostare in registrazione un limite di ricarica, di spesa e di tempo costa due minuti, e modificarlo al rialzo ne costa sette giorni. Vale la pena fissarlo basso e alzarlo il giorno in cui serve davvero. Da parte sua, l’autoesclusione resta l’unico interruttore che nessun operatore può ignorare: si presenta dal portale ADM con SPID o a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto, si estende su tutte le piattaforme autorizzate e lascia sempre libero il prelievo del saldo. Il TelVerde 800 558822, gratuito e anonimo, è l’altra porta quando il problema non è una singola serata.
Nessuno dei dieci marchi descritti qui è un consiglio, e la pagina non può dire chi vincerà una partita perché nessuno lo sa. Quello che si può dire con i numeri in mano è più piccolo e più utile: la concessione dice chi è autorizzato, il margine dice quanto costa giocare, e i termini dicono quanto costa un’offerta. Lette insieme, quelle tre cose bastano a scegliere.
Creato dalla redazione di «Registroconcessioni».
