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Siti di scommesse esteri 2026: chi rischia i soldi, e chi no

Updated Ottobre 2026
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Il bookmaker estero ti offre il conto in due minuti, quota una partita di Premier League e ti manda un bonus che nessun concessionario italiano potrebbe pubblicizzare. Poi arriva il conto: nessuna concessione ADM significa nessun RUA, nessuna supervisione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nessun limite di deposito calcolato sul tuo comportamento, e — come scrive l’ADM stessa parlando della legge 401/1989 — «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’ammenda in euro non è nota. Le vicende giudiziarie contro singoli giocatori, nella documentazione pubblica che l’Agenzia ha diffuso, non compaiono.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Verificato al 30 Ottobre 2026 contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e la pagina dei siti inibiti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Quella frase non è una minaccia di marketing: è una ricostruzione dell’ADM, pubblicata il 28 febbraio 2024, di una norma che esiste dal 1989. Ma dice anche qualcosa di più interessante per chi legge: la tutela che cerchi non è un prodotto del bookmaker, è una conseguenza della concessione. Chi ce l’ha, ce l’ha perché è iscritto a un elenco pubblico; chi non ce l’ha, non può averla per definizione.

Indice dei contenuti
  1. Prevenzione e tutela: perché un conto ADM non è un conto come gli altri
  2. Fondamenti: come funziona davvero un’inibizione, e quanto dura
  3. Criteri della classifica: cosa si confronta, e cosa resta ambiguo
  4. Normativa: cosa l’Italia consente, e a che prezzo
  5. Il confronto: dieci concessionari, dieci modi di stare sul mercato
  6. I dieci operatori, uno per uno
  7. FAQ
  8. Quello che resta da decidere

Prevenzione e tutela: perché un conto ADM non è un conto come gli altri

Sul mercato italiano la protezione del giocatore non è affidata alla buona volontà dell’operatore. È scritta nell’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che elenca cosa un concessionario deve mettere a disposizione di chi gioca: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Il limite di deposito scelto al momento della registrazione

Il punto su cui vale la pena fermarsi è il primo dei limiti, quello che il giocatore si dà da solo iscrivendosi. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quei sette giorni sono l’unico vero deterrente del sistema, ed è un deterrente che l’operatore non controlla. Chi alza un tetto alle nove di sera con una partita che comincia alle nove e un quarto si troverà la richiesta in attesa fino alla settimana successiva. Sembra un dettaglio tecnico; in pratica è il momento in cui la disciplina del mercato regolato si fa sentire più di qualunque avvertenza.

La logica di questo tetto ha un secondo effetto, meno pubblicizzato. Il limite non è un importo uguale per tutti: l’art. 15 lo vuole fissato «secondo l’età e il comportamento del giocatore», quindi due conti dello stesso operatore possono avere margini diversi, e il tetto di uno non dice nulla su quello dell’altro. Chi confronta due concessionari confronta anche due politiche di limiti impostate in modo indipendente, ognuna sotto il controllo dell’ADM e nessuna delle due identica.

Il RUA e l’autoesclusione che segue il giocatore

L’autoesclusione registrata nel RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. È il tratto che distingue davvero il sistema italiano da un insieme di siti indipendenti: la richiesta fatta su un operatore vale su tutti gli altri, e blocca anche le sale fisiche.

Le durate sono cambiate mentre questa pagina veniva scritta. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. C’è una differenza sostanziale tra le due versioni: la prima offre tre scelte e un «per sempre», la seconda una scala continua da una settimana a nove mesi. Una scala continua è più facile da accettare per chi sta decidendo se escludersi, ed è anche più facile da usare male. L’unico caso in cui il sistema non lascia scampo è il tempo indeterminato, che ora prevede una revoca dopo nove mesi.

Chi si esclude su un sito non autorizzato non entra in nessun registro condiviso. Quella persona resta fuori da un solo conto e dentro tutti gli altri, compreso quello che ha appena chiesto di chiudere.

Fondamenti: come funziona davvero un’inibizione, e quanto dura

Il meccanismo con cui lo Stato italiano chiude un sito di gioco non autorizzato è tecnicamente semplice e praticamente incompleto. L’ADM inibisce i domini Internet che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. L’ADM blocca siti web privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026.

Perché l’elenco non è mai finito

Il blocco lavora a livello DNS, quindi una parte dei fornitori di connettività lo applica con ritardo. Un’ordinanza del settembre 2025 ha portato il totale a 11.481 domini inibiti; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da qualche decina a qualche centinaio ciascuno. Il numero che conta non è però il totale, è la velocità con cui compaiono i domini speculari: tornano online nel giro di poche ore. Chi cerca «siti di scommesse esteri» trova risultati che funzionano, e il motivo è quasi sempre questo, non una falla del sistema. Il termine che l’ADM e la stampa specializzata usano per l’esito dell’inibizione è «oscurati», ed è un participio onesto: oscurato non significa chiuso.

La seconda parte del meccanismo non riguarda i siti ma chi li serve. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, come prevede l’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41. La norma che mette in fila i due elenchi pubblici — quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti — è lo stesso art. 22, e i due elenchi sono pubblicati sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza. Un prestatore di servizi di pagamento che lavorasse con un operatore senza concessione si esporrebbe quindi a una cifra che per un’azienda media non è una multa simbolica, ed è per questo che molti metodi di deposito comodi non compaiono su certe piattaforme.

Dove finisce la giurisdizione italiana e comincia il vuoto

Un titolo estero — Curaçao, Malta, Anjouan — non ha alcun valore in Italia. Non è una questione di serietà del regolatore straniero: è che quel regolatore non ha giurisdizione su un conto aperto da un residente italiano, non ha un registro condiviso con l’ADM, non impone limiti di deposito calcolati sul comportamento del giocatore e non offre un foro italiano dove far valere una contestazione. Il vuoto non sta nel sito, sta nel fatto che non esiste nessuno a cui chiedere conto.

Criteri della classifica: cosa si confronta, e cosa resta ambiguo

Prima di guardare i nomi, conviene dire cosa rende un confronto tra operatori italiani un confronto vero. La concessione non basta come criterio, perché è una condizione di partenza condivisa da tutti: l’elenco dell’ADM letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Quello che distingue un operatore dall’altro non è il codice di concessione, è cosa ci sta sopra.

La concessione è per sito, non per azienda

Qui sta il primo equivoco da sciogliere, ed è quello che genera più confusione tra chi confronta bookmaker esteri con quelli italiani. Una società può tenere più concessioni: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il nome del concessionario, inoltre, quasi mai è il nome del marchio: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi vuole verificare un operatore legge il numero di concessione e la società nelle condizioni contrattuali pubblicate sul sito dell’operatore stesso, non il logo.

Il secondo equivoco riguarda cosa la lista dimostra. L’elenco dell’ADM non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, alle scommesse con interazione diretta e al bingo. Stare nell’elenco non dimostra, da solo, che quel marchio offra scommesse sportive: lo dimostra il suo sito e la sua app. È un dettaglio che sembra burocratico e invece cambia l’ordine delle verifiche: prima l’elenco, poi il prodotto.

I marchi che non compaiono

Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. Il fatto che un marchio non ci sia va letto per quello che è: l’elenco non è l’intero mercato e la sua assenza non è una condanna, ma nemmeno un’omissione innocua per chi sta decidendo dove mettere i soldi. Nessuno di questi nomi guadagna un posto nel confronto qui sotto, e nessuno di loro è descritto come un’offerta praticabile per un giocatore italiano.

Le cinque domande che smontano un’offerta

Il metodo per valutare un bookmaker estero che si presenta come italiano si riduce a cinque verifiche, e ognuna ha una risposta binaria. Il numero di concessione e la società sono scritti nelle condizioni? Il sito è su dominio .it, con il marchio nel testo delle pagine? L’elenco dell’ADM contiene quel dominio? Le condizioni dell’operatore nominano il RUA tra gli strumenti di autoesclusione? L’operatore pubblica una sezione su limiti di deposito e di spesa? Una risposta negativa non è una prova di illegalità: è un motivo sufficiente per andare a leggere le condizioni di un altro.

Dove i numeri si fermano

Un tetto in euro alle puntate sulle scommesse sportive non è previsto dalla legge italiana. Gli strumenti che vincolano davvero il giocatore sono i suoi autolimiti e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca un massimo di puntata scritto in una norma non lo troverà, e chi lo trova citato su una pagina promozionale sta leggendo qualcosa che non esiste.

Il margine del bookmaker si muove nella stessa zona grigia. Le quote sono l’unica leva che l’operatore controlla davvero, e la differenza tra due operatori sullo stesso mercato è spesso più grande della differenza tra due bonus di benvenuto. Ricostruirlo è aritmetica elementare, e conviene farla su un esempio invece che su un’etichetta.

Il costo di un mercato a due esiti. Su un mercato a due esiti, quotato per esempio 1,90 e 1,90, la quota non dice solo quanto si vince: dice anche quanto il bookmaker si tiene. La quota a 1,90 corrisponde a una probabilità implicita di circa il 52,6 %; sommando i due esiti si arriva al 105,3 %, e la parte eccedente — poco più di 5 punti percentuali — è il margine dell’operatore. Detto in modo più utile: su quel mercato l’operatore restituisce in media circa il 95 % di quanto raccoglie, e il 5 % restante non torna mai indietro, indipendentemente da chi vince.

Quando il margine incontra il rigioco. Prendiamo un esempio dichiarato, non una quota di mercato: un giro di 100 € giocato una sola volta sul mercato a due esiti di cui sopra. Il costo atteso di quel giro per il giocatore è 100 € × 5 %, quindi intorno ai 5 €, nell’ordine di 4,7–5,3 € a seconda di quanto il margine reale dell’operatore si discosti da quello del nostro esempio. L’ipotesi è che i 100 € siano puntati una volta sola e che ogni esito abbia la stessa probabilità di uscire; su un numero piccolo di giocate il risultato effettivo si allontana da quella stima, che vale come media su molte ripetizioni e non come previsione di una serata. Il punto non è il tetto: è che una settimana normale su un conto regolato costa al giocatore qualche euro di valore atteso, e che questo costo non dipende dalla simpatia del bookmaker per lui.

Quei 100 € non sono una cifra scelta a caso per comodità dell’esempio. Sono, in ordinata coincidenza di lessico, anche la forma che il limite settimanale di deposito assume per chi si iscrive su un operatore della lista e accetta il tetto più basso offerto in registrazione. Le due cose non sono la stessa: il deposito non è il volume giocato e il volume giocato non è il deposito, perché un giocatore può ricaricare e giocare più volte la stessa somma, oppure depositare e non giocare nulla. Però il confronto tra le due cifre è il modo più rapido per capire se un limite di deposito settimanale morde o è solo un timbro: chi sul margine appena calcolato paga circa 5 € di costo atteso a settimana sta spendendo il 5 % di quello che versa, ed è l’unico modo in cui il conto torna.

Il margine di un mercato a due esiti non è però il margine di tutti i mercati. Una multipla costruita con le stesse quote non conserva lo stesso payout, e su mercati meno liquidi il costo sale. Questa pagina non ha i margini di altri mercati, quindi non li confronta: chi vuole farsi un’idea della propria offerta guarda le quote che l’operatore gli mette davanti e fa lo stesso conto due volte, su due mercati diversi.

Normativa: cosa l’Italia consente, e a che prezzo

Il quadro dentro cui tutto questo si muove è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza». Le licenze italiane si chiamano «concessioni» e si assegnano con gara pubblica, non con una domanda aperta. È una differenza sostanziale rispetto ai mercati in cui chiunque rispetti i requisiti ottiene un’autorizzazione: qui il numero è chiuso per nove anni e il posto si compra.

Cosa comporta una concessione

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. Ai sensi dell’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5); le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).

Il tetto di puntata in euro sulle scommesse sportive non esiste, come detto, ma esiste un tetto di orizzonte temporale: nove anni senza rinnovo. Per il giocatore cambia poco, per l’operatore cambia tutto, ed è una delle ragioni per cui l’offerta italiana tende a una certa prudenza.

Il palinsesto, cioè cosa si può davvero giocare

L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Su un evento che non sta nel palinsesto approvato non si può accettare una puntata. L’ADM aggiunge eventi uno alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore.

Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro i palinsesti è una cosa che si vede solo aprendo il singolo operatore. La legge consente anche il totalizzatore accanto alla quota fissa, ma se un marchio online offra oggi totalizzatori sportivi è cosa che si verifica sul suo sito. Le scommesse su eventi simulati — l’art. 2, lett. v) le definisce come eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e infatti le sezioni «Virtuali» compaiono sui siti degli operatori. L’ippica è, nella legge, due cose diverse: le scommesse su corse di cavalli a quota fissa o a totalizzatore stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i «giochi di ippica nazionale» (vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, art. 6, comma 1, lett. c e art. 2, lett. h) richiedono una concessione propria.

Il betting exchange è un gioco a sé

L’art. 6, comma 1, lett. e) ammette le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori: l’art. 2, lett. u) chiarisce che il giocatore può essere puntatore o banco e che il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Su un exchange il rapporto con l’operatore non è quello abituale, e la conseguenza pratica è che le regole di conto possono essere diverse. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che si legge nelle loro condizioni.

La pubblicità, e il bonus che nessuno può reclamizzare

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus di benvenuto. Un operatore con concessione ADM può avere un bonus, non può reclamizzarlo. E qui va registrato un secondo effetto, che riguarda direttamente chi legge: l’ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Un sito che promuovesse marchi esteri senza concessione non starebbe facendo concorrenza sleale soltanto: si esporrebbe direttamente.

Non mancano i fronzoli giuridici. La stampa di settore riporta che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, che il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e che pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica della norma). Nella legge di bilancio per il 2026 era stato proposto un emendamento di Forza Italia per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese; l’esito non risulta e alla data di verifica il divieto è in vigore. Chi legge un articolo che dà il divieto per superato stia attento alla data.

Il confronto: dieci concessionari, dieci modi di stare sul mercato

Quello che segue non è una classifica di merito, ed è bene dirlo subito perché la parola «migliori» gira molto nelle ricerche su questo tema. Sono dieci concessionari iscritti all’elenco dell’ADM, ognuno con il proprio numero di concessione e la propria società, e con un’offerta sportiva descritta come la descrivono le loro condizioni e le schede delle loro app. Il numero di concessione serve a una cosa sola: a distinguere un’offerta legale da una che non lo è. Non ordina le dieci piattaforme per qualità.

Marchio Concessione ADM e società Cosa dicono le condizioni dell’operatore
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. App di scommesse sportive con copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Apertura del conto con registrazione classica e documento in .pdf, .jpg o .png oppure con SPID di livello 2; limiti di ricarica, spesa e tempo in registrazione; autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Benvenuto Sport con bonus di verifica dopo l’invio dei documenti
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited App con scommesse sui principali eventi italiani e internazionali, accanto a slot e Live Casinò
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Palinsesto su Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più Champions, Europa e Conference League e oltre 20 tipologie di sport
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Offerta di benvenuto sport per i nuovi conti verificati, con deposito minimo
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con mercati a quota maggiorata
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito; accesso con Touch ID; Cash Out per chiudere la giocata prima della fine
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse pre evento e live su Premier League, Champions, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis

La colonna di mezzo è quella che conta per la legalità e per nient’altro. Nella terza colonna, invece, si vede quanto le dieci piattaforme siano diverse pur vivendo sotto lo stesso tetto normativo, e quanto quella diversità sia tutta questione di prodotto: chi punta sul numero di eventi, chi sulla profondità dei mercati, chi sull’integrazione con il casinò.

I dieci operatori, uno per uno

Lottomatica

Il marchio con il codice più basso della lista, 16010, fa capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la stessa società che compare in più righe dell’elenco: è il caso che rende concreto il principio della concessione per sito e non per azienda. L’app di scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Chi arriva da un’esperienza su un bookmaker estero trova qui una copertura che non è la ragione per cambiare e uno streaming che invece lo è. Lo streaming live è la funzione che più spesso si perde passando a un marchio senza concessione, perché è la più costosa da mantenere: richiede accordi sui diritti, non solo server. Chi guarda la partita mentre gioca dovrebbe pesare questo elemento prima di tutto il resto, e su Lottomatica lo trova integrato nell’app invece che in una sezione separata.

AdmiralBet

Qui la parte informativa è la più ricca del gruppo, e non per merito di marketing. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca dopo 9 mesi.

Lo SPID di livello 2 è la parte che vale la pena capire, perché sposta il momento della verifica. Con l’importazione automatica dei dati il conto nasce già identificato, e questo toglie di mezzo il passaggio in cui molti conti — non solo su questo operatore — restano in sospeso tra registrazione e documenti, con i prelievi bloccati fino alla validazione. Chi non usa SPID si trova il percorso tradizionale, che richiede di caricare un documento entro i termini e di attendere. La scelta tra le due strade è in realtà la scelta tra un conto operativo subito e un conto operativo dopo.

La specificità di AdmiralBet sta in una cosa poco appariscente: il limite di deposito è una procedura di registrazione, non un’impostazione nascosta nelle preferenze. Il rovescio della medaglia è che chi si iscrive di fretta sceglie il tetto senza pensarci, e per alzarlo poi aspetta sette giorni. Ma il tetto scelto resta il proprio, e su questo l’operatore non ha margini di manovra.

William Hill

Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Sono due importi piccoli, e la differenza non è di quantità: è di tempistica. Il bonus immediato vale il doppio, ma solo per chi ha già lo SPID; il bonus di verifica arriva dopo, ed è la ricompensa per aver completato un passaggio che il conto deve comunque fare.

Le 96 ore sono il vero contenuto di questa offerta. Non è un bonus da inseguire, è un test di diligenza: chi carica i documenti in tempo utile prende 5 €, chi non lo fa non prende nulla e ha comunque un conto non validato. Per un giocatore italiano che sta valutando il passaggio da un sito estero, l’esercizio utile è confrontare i due percorsi in termini di tempo, non di euro: il bonus più basso è quello che si incassa senza pensarci, quello più alto richiede di avere l’identità digitale già pronta.

StarCasinò

StarCasinò ha una concessione propria, la n. 16026 di Azzurri Limited, e una scommessa sportiva che l’app descrive come parte di un’offerta più larga: scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il marchio è il caso più chiaro di un operatore che entra in questo confronto senza esserne il centro. Chi cerca scommesse sportive trova qui una sezione sportiva accanto a un prodotto casinò che occupa la prima posizione dell’app; chi cerca un casinò con una scommessa accessoria sta probabilmente nel posto giusto, chi vuole profondità sui mercati sportivi guarda altrove. La concessione è un fatto, la vocazione del prodotto è un altro fatto, e non sempre coincidono.

Planetwin365

Pwo S.p.a. copre con il marchio n. 16007 i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È la copertura calcistica più dettagliata tra le dieci schede, e la Serie C dentro quell’elenco dice qualcosa: copre anche il campionato che i bookmaker internazionali trattano malvolentieri, perché costa e rende poco.

La copertura è però una scelta di nicchia. Un palinsesto che scende in Serie C e risale alla Premier League è pensato per chi scommette su più partite in una giornata, non per chi apre il conto una volta a settimana per la partita del cuore. Per il primo profilo è una ragione sufficiente per preferirlo; per il secondo le venti tipologie di sport sono più di quanto userà mai, e il vantaggio si assottiglia.

NetWin

L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €; il deposito minimo serve a tenere la promozione fuori dalla portata di chi versa pochi euro per curiosare, e il tetto di 50 € tiene il valore dell’offerta basso anche per l’operatore.

È la forma classica del bonus di benvenuto italiano, e vale la pena dire cosa significa «bonus reale»: una somma accreditata come credito, non un premio in denaro contante. La differenza si vede al prelievo, perché il credito va prima trasformato in saldo attraverso le giocate, secondo i requisiti di puntata che ognuno fissa nelle proprie condizioni. Chi legge un’offerta di benvenuto guarda sempre quella voce prima di calcolare quanto vale, e su questa scheda il deposito minimo di 20 € è il primo filtro da superare. Anche il conto verificato è una condizione, non un formalismo: la promozione si apre solo dopo che l’identificazione è conclusa.

Betfair

Betfair è l’operatore con il profilo tecnico più insolito del gruppo, e la concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l. va letta insieme alla storia del betting exchange italiano. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il punto vero è che un exchange non è un bookmaker come gli altri: la legge lo considera un gioco separato, ammette che il giocatore possa fare da banco e prevede che il concessionario si limiti a mettere in contatto le parti in forma anonima. Da qui una conseguenza pratica che nessun altro marchio della lista porta: le regole di conto possono essere diverse, e la documentazione di Betfair è riportata indicare una puntata minima a favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi. Per un giocatore che ragiona in termini di margine, l’exchange è la categoria che si avvicina di più a pagare il prezzo di mercato del denaro; per chi vuole solo piazzare una multipla la domenica, è una complicazione in più senza vantaggio evidente.

Eurobet

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale tiene la concessione n. 16012 e con essa un palinsesto che va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Gli eventi non sportivi sono la parte che fa discutere, e vale la pena prenderla sul serio invece di riderci sopra. Un mercato sulle elezioni è, tecnicamente, una scommessa su un evento futuro con esito verificabile; è anche la categoria che nel Regno Unito ha prodotto i volumi maggiori in una notte di conteggi, e che da noi resta marginale. Chi non ha mai aperto un conto per una partita può trovare qui una ragione diversa; chi gioca solo calcio non ci guadagna nulla, ma non ci perde nemmeno. È un’offerta larga, e la larghezza è il suo argomento.

Sisal

Sisal Italia S.p.a., concessione n. 16020, è il marchio con i numeri più espliciti sulla propria app: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’accesso al conto è possibile anche con Touch ID, e l’app permette di piazzare le scommesse da mobile.

Il Cash Out merita una riga in più, perché è il tipo di funzione che i bookmaker esteri usano come argomento di vendita. In sostanza permette di incassare prima della fine dell’evento, al prezzo che l’operatore propone in quel momento; quel prezzo incorpora il margine, e non è quasi mai conveniente rispetto al valore atteso della giocata lasciata correre. Non è un difetto dell’operatore, è la natura dello strumento. Va detto però che il Cash Out è la funzione che più spesso manca su un sito senza concessione, perché richiede una gestione del rischio che solo un operatore strutturato si può permettere.

La combinazione di numeri alti, streaming gratuito e accesso biometrico fa di Sisal il marchio più orientato al giocatore mobile del gruppo. Chi apre il conto soprattutto dallo smartphone trova qui la minor frizione, e le giocate su tiri, rigori ed espulsioni sono il tipo di mercato che si piazza in trenta secondi mentre si guarda la partita.

bet365

Hillside (New Media Malta) Plc tiene la concessione n. 16030 e gestisce un marchio che si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

La partnership con la Champions League è l’elemento più visibile, ed è anche quello che genera più equivoci. Un accordo di sponsorizzazione internazionale non è una licenza italiana: la concessione n. 16030 è un fatto separato, e va verificata sull’elenco dell’ADM come per qualunque altro marchio. Detto questo, la combinazione tra un bookmaker nato in un mercato maturo e un palinsesto che include l’ippica accanto ai mercati sportivi di base lo rende un punto di partenza ragionevole per chi vuole una piattaforma con un’impostazione internazionale dentro il perimetro italiano.

Sugli strumenti di gioco responsabile, l’operatore elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Chi sceglie cosa

Vale la pena tradurre dieci schede in quattro profili, perché è così che la scelta si fa, e perché nessuno di questi elenchi è una raccomandazione. Chi cerca copertura calcistica profonda ha in Planetwin365 il palinsesto più dettagliato della lista, Serie C compresa, e in Eurobet un’alternativa larga su sport e non sport. Chi ha bisogno di mercati live e streaming guarda a Lottomatica e Sisal, che coprono rispettivamente gli eventi principali con diretta e oltre 15.000 eventi live con streaming gratuito. Chi vuole capire cosa sta facendo, e non solo piazzare, parte da Betfair o da Sisal per tipi di giocata come l’exchange e il Cash Out. Chi scommette dal telefono guarda alla biometria di Sisal e alla rapidità con cui Sisal e NetWin aprono il conto.

Tre nomi restano fuori da questo schema e non per caso. William Hill pesa poco per strutture sportive e molto per il percorso di benvenuto, StarCasinò è un operatore casinò con una sezione sportiva, e NetWin è un operatore con un’offerta di benvenuto classica. Sono profili che servono a un lettore specifico e a nessun altro, ed è la ragione per cui non hanno un posto nella prima riga di nessun raggruppamento.

Un’ultima nota che riguarda tutte e dieci le schede: gli importi, i requisiti di puntata e le quote minime di un bonus di benvenuto sono fissati dalle condizioni di ciascun operatore, non da una norma. Non esiste un tetto di legge al bonus e non esiste un tetto di legge al rigioco. Chi confronta due offerte confronta due contratti, e il contratto va letto sul sito dell’operatore prima di versare, non in una tabella riassuntiva.

FAQ

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione ADM?

Il primo rischio è di tasca: nessun registro condiviso, nessun limite di deposito calcolato sul comportamento, nessuna autorità italiana a cui rivolgersi per una contestazione. Il secondo è giuridico, perché l’ADM ricostruisce la legge 401/1989 dicendo che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Il terzo è tecnico: il dominio può essere inibito in qualunque momento, e il sito sparisce senza preavviso. L’importo dell’ammenda non è noto.

Come si verifica che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?

Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, dove ogni riga lega un codice di concessione a un sito .it. Poi si apre il sito dell’operatore e si legge il numero di concessione e la ragione sociale nelle sue condizioni contrattuali. Infine si controlla il prodotto: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi stare in lista non dimostra che il marchio offra scommesse sportive. La verifica completa richiede tutti e tre i passaggi, e nessuno dei tre è sufficiente da solo.

Che cos’è il RUA e cosa comporta l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’autoesclusione registrata lì vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta, e blocca anche le sale fisiche. Le durate sono cambiate dal 1° febbraio 2026, con una scala che va da 7 a 270 giorni oppure a tempo indeterminato con revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito senza concessione non è collegato al registro.

Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?

L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, tv, radio, stampa, affissioni e internet. L’AGCOM vigila, con sanzioni pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiori a 50.000 €. Il divieto riguarda la promozione, non l’esistenza dei bonus di benvenuto, che restano disciplinati dalle condizioni di ogni operatore.

Quali limiti di deposito si impostano su un operatore con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un tetto alle ricariche, alla spesa e al tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale o mensile. La riduzione di un limite ha effetto immediato, mentre un aumento richiede sette giorni di attesa. Non esiste un tetto di legge in euro alle puntate sulle scommesse sportive: gli strumenti che vincolano davvero sono questi autolimiti e il limite scelto in registrazione, non una cifra fissata dalla norma.

Quello che resta da decidere

Il quadro che esce da dieci schede è più semplice di quanto sembri. Tutti e dieci i marchi dell’elenco hanno una concessione, la stessa supervisione dell’ADM, lo stesso accesso al RUA e lo stesso obbligo di limiti; le differenze che restano sono di prodotto, di copertura e di percorso di apertura del conto. Fuori dall’elenco, invece, non c’è una variante dell’offerta italiana: c’è un’offerta diversa, senza registro, senza limiti imposti e con un’esposizione penale che l’ADM stessa descrive nominando il giocatore.

Il punto che pesa più di tutti, per chi arriva da un bookmaker estero, non è il bonus che non troverà reclamizzato: è la settimana di attesa per alzare un tetto, il registro che blocca il conto su tutte le piattaforme insieme, il foro italiano dove portare un reclamo. Sono i tre elementi che un sito senza concessione non può offrire, non perché non voglia, ma perché non ha titolo per farlo. Le quote sono un’altra storia, e lì il confronto resta aperto e si fa con la calcolatrice.

Scritto dal team di «Registroconcessioni».

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