Bookmaker italiani 2026: la concessione vale sul singolo sito, non sul marchio
30 Ottobre 2026 — concessioni e riferimenti verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e sulle pagine dei termini degli operatori.

Un marchio può avere una licenza italiana e non avere alcuna concessione. Sembra un gioco di parole, è invece la regola: ADM rilascia la concessione al singolo sito, e un nome che compare nell’elenco ufficiale non porta con sé nessuna garanzia su quello che quel sito offre. La lista non ha una colonna per i giochi, la concessione può coprire insieme scommesse, poker, casinò, exchange e bingo, e chi vuole sapere se può piazzare una schedina deve guardare il sito dell’operatore, non il registro. È una differenza che costa soldi a chi la ignora, perché il mondo «senza AAMS» non è una categoria di marchi più liberi: è una categoria senza RUA, senza vigilanza e, secondo ADM, con una sanzione penale in capo al giocatore.
Il punto di partenza è sempre lo stesso. «Bookmaker italiani» significa operatori con una concessione per il gioco a distanza, ciascuno su un dominio .it, con un conto di gioco identificato, un limite di deposito scelto in registrazione e le regole che il legislatore italiano impone su un mercato che vale qualche miliardo e che nessuna quota rende trasparente da sola. In mezzo c’è il margine, quella fetta di ogni puntata che il bookmaker trattiene prima ancora che l’evento cominci. Nessun operatore la pubblicizza. Tutti la applicano.
Indice dei contenuti
- Il panorama dei bookmaker con concessione italiana
- Concessione ADM: normativa, vigilanza e giurisdizione
- Giocare con dei limiti: tutela, prevenzione e strumenti obbligatori
- Bonus di benvenuto e bonus senza deposito: requisiti e ricompense
- Quote, margine e comparazione: dove si nasconde quello che non si vede
- Sport e tornei: cosa si gioca su un bookmaker italiano
- Nuovi bookmaker: cosa cambia davvero quando un marchio debutta
- Bookmaker: significato, procedura e come si apre un conto
- La classifica dei dieci bookmaker con concessione ADM
- Domande frequenti sui bookmaker italiani
- Quello che resta da fare prima di aprire un conto
Il panorama dei bookmaker con concessione italiana
La prima cosa da capire è quanto è stretto il perimetro. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro a testa e per nove anni; il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025 e l’elenco dei concessionari pubblicato da ADM il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. In un mercato dove chiunque può aprire una pagina e chiamarsi bookmaker, il numero di chi può farlo legalmente sta in una schermata.

La seconda è che una società può tenere in mano più domini. Eurobet Italia S.r.l. gestisce le insegne Eurobet, Bwin e Gioco Digitale: tre insegne, tre siti, una struttura. Per il giocatore cambia poco, perché le condizioni si leggono sul sito che si usa e non su quello della capogruppo; per chi confronta, cambia molto, perché tre colonne diverse di una tabella possono essere la stessa azienda. E il nome del concessionario quasi mai coincide con il marchio: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi vuole risalire al titolare lo trova nelle condizioni del sito, non nel logo.
Il marchio, poi, non è l’unica cosa che si ricava dai codici. guardando la tabella qui sotto si nota che i dieci operatori in esame stanno tutti in una fascia stretta, con concessioni assegnate nello stesso giro e codici che si susseguono nell’ordine dei 16000. Non è un caso: sono i numeri del bando nuovo, e chi si aspetta di trovare in elenco un dominio storico con numerazioni basse sta guardando una lista diversa da quella di oggi.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | apertura del conto anche con SPID e CIE, accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | 10 € di Bonus Sport per chi si registra con SPID; 5 € di bonus di verifica con la registrazione manuale, dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | principali campionati di calcio nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | depositi e prelievi anche con PostePay e PayPal; streaming per scommettere live |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport |
Due cose saltano all’occhio, e nessuna delle due è il codice. Lottomatica e Goldbet condividono il concessionario — Goldbet Better Organization Italy — pur restando due siti distinti con due numeri distinti, ed è esattamente la struttura che l’elenco autorizza: la concessione è per sito, non per azienda. Poi ci sono StarCasinò e, in misura minore, gli altri marchi nati sul casinò: l’app di StarCasinò mette le slot e il Live Casinò accanto a «varie tipologie di scommessa sportiva». Il registro di ADM non ha una colonna che dica se lo sport c’è davvero. Quella risposta la dà solo il palinsesto del sito, e ce la dà il giorno in cui si apre, non una volta per sempre.
L’elenco, infine, non esaurisce il mercato. Altri concessionari esistono, e un marchio che non compare in questo confronto non è per questo privo di concessione: è semplicemente fuori dalla selezione. Al contrario, quattro nomi molto cercati — Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — non stanno tra le 52 righe del 25 ottobre 2026. Chi li trova in cima a un risultato di ricerca sta guardando qualcosa che in Italia non ha titolo.
Concessione ADM: normativa, vigilanza e giurisdizione
Il quadro: D.Lgs. 41/2024 e il bando che ha riscritto il mercato
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — ADM (ex AAMS), perché il nome vecchio resta nelle conversazioni di tutti — è l’autorità che scrive le regole di questo settore. La cornice è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Chi cerca «bookmaker non AAMS» o «bookmakers stranieri» non sta cercando fuori da questa cornice: ci sta cercando dentro.

Una parola che ricorre sempre è «concessione», e merita di essere letta alla lettera. Non è una licenza aperta, una di quelle che si richiedono e si ottengono: è un titolo assegnato per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione — le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli, la lettera a); i palinsesti sportivi e ippici e i concorsi pronostici, lettera b); i giochi di ippica nazionale, lettera c); i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; e il bingo. Si possono gestire uno o più di questi, per un massimo di nove anni, senza rinnovo — art. 6, comma 3. Il requisito di partenza è una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, più un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5). E, dettaglio che sfugge a molti, condizioni della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata del titolo (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
Che cosa vuol dire «fisso» per il giocatore? Che le regole che si firmano oggi restano in piedi nove anni, e che il legislatore può cambiarle solo per la generazione successiva di concessioni. In un settore dove le aliquote cambiano con la legge di bilancio, non è poco.
Il palinsesto: quello che si può giocare, e quello che nessuno dice
Il palinsesto è il vero confine del mercato. L’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma degli eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e delle tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. Si scommette solo su eventi che stanno lì dentro, e ADM li aggiunge uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie il palinsesto di ciascun operatore contenga, nessuno lo dice in anticipo: si legge nel sito, partita per partita.
L’ippica vale la pena di una nota, perché è due cose diverse e quasi nessuno lo sa. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la lettera a) dell’art. 6, comma 1. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris e le formule da quarté e quinté — sono alla lettera c) e richiedono una concessione specifica. Chi ha la prima non ha automaticamente la seconda, e stabilire se un marchio prenda online i totalizzatori dell’ippica nazionale è un esercizio che nessuna pagina promozionale risolve.
Poi ci sono gli eventi simulati, art. 2, lett. v): partite, corse e altri eventi generati al computer, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. Il «Virtuali» che si trova nei siti degli operatori nasce da lì. L’exchange ha la sua regola separata alla lettera e) dell’art. 6, comma 1, con la definizione alla lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a mettere in contatto gli uni con gli altri in forma anonima. La documentazione di Betfair viene riportata con regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui un back bet minimo di 200 centesimi in passi da 50; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore il prelievo grava sul concessionario e il giocatore non deve nulla. Quali marchi gestiscano oggi un exchange, e con quali commissioni, è una domanda a cui il sito di ciascuno risponde meglio di qualsiasi elenco.
Il live, infine, lo offre ogni grande operatore. Le regole di ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note, e nessuno ha stilato una lista dei mercati live ammessi. Il «Live» dell’app di Goldbet o lo streaming di Lottomatica vanno letti come li si trova.
Elenco, siti inibiti e cosa rischia chi gioca fuori
La bilancia ha due piatti. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano l’ordine di inibizione pagano da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso.
L’altra metà del meccanismo è il blocco DNS, che funziona e insieme non funziona. Un’ordinanza del 24 settembre 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa di settore; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, e gli specchi ricompaiono nel giro di ore. Alcuni provider sono più lenti di altri ad allinearsi. Il risultato è quella zona grigia in cui i siti «oscurati» tornano raggiungibili con un indirizzo nuovo e chi li usa crede di aver trovato un’opportunità.
Non è un’opportunità. Sull’offerta di gioco a distanza senza concessione ADM il dettaglio che conta arriva dalla legge e dalla stessa agenzia: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’art. 4, come ADM ha ricordato il 28 febbraio 2024, «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero». E aggiunge, nella stessa pagina, che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Quanto ammonti l’ammenda in euro non è dato sapere con precisione; se esistano procedimenti reali contro giocatori, nemmeno. Ma la regola esiste, è scritta e vale per chi partecipa. Per gli operatori c’è anche l’art. 4, comma 4-bis, che copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all’estero.
La parte che riguarda il denaro è più silenziosa e più concreta. Un operatore senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso che si reiscrive su un sito offshore non ha alcuna protezione: l’autoesclusione lo blocca su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, non su quelle che stanno fuori dal perimetro. Art. 22, comma 1 prevede inoltre un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore è ancora da confermare. E la legge non offre un tribunale comodo: la giurisdizione italiana non è scontata quando il rapporto è con una società che non ha titolo qui.
Pubblicità vietata, bonus che esiste: il paradosso del Decreto Dignità
Poi c’è la regola che nessun altro mercato europeo ha, e che in Italia convive con il proprio contrario. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). E la pagina di ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione espone gli editori a provvedimenti di AGCOM.
Tre cose vanno tenute separate, altrimenti la regola si legge al rovescio. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un «bonus di benvenuto» non è una violazione. Non esiste alcun tetto statutario all’importo del bonus né al rigioco richiesto, quindi ogni cifra — quanto vale, quante volte va girata, a quale quota minima — viene dai termini di ciascun operatore e da nessun’altra parte. E il quadro sanzionatorio non è fermo: secondo quanto riporta la stampa di settore, AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e pende davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea il rinvio C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e quello C-194/25 sulla notifica della norma. Una proposta di modifica — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese — è appunto una proposta, non una legge: al giorno della verifica il divieto è in vigore, e l’esito di quella proposta non risulta.
Fiscalità: l’imposta unica e le vincite del giocatore
L’imposta unica la paga l’operatore, non il giocatore, e questo cambia il modo di leggere le quote. Sulla scommessa sportiva a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo che prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile, non è dato sapere.
Per chi gioca la faccenda è più semplice, e vale la pena dirla bene perché circola molta confusione. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario: la stampa di settore parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve il netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura corretta è sempre la stessa: per il proprio caso si sente un commercialista.
Il discorso cambia del tutto fuori dal perimetro. Sulla vincita ottenuta su un sito non autorizzato o estero c’è la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate: le vincite online sono «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, e tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Il modo onesto di metterla è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Vale la pena di fermarsi su una conseguenza. Il vantaggio apparente di un sito offshore è che non applica il 24,5 % di imposta unica. Il costo reale è che quello stesso giocatore può ritrovarsi con un reddito da dichiarare per l’intero importo ricevuto, senza poter dedurre nulla, più un’amministrazione straniera nel mezzo. La partita non è mai solo sulla quota.
Giocare con dei limiti: tutela, prevenzione e strumenti obbligatori
I controlli che partono dall’apertura del conto
Il primo strumento di tutela è l’età, e non è una formalità. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del settore, le condizioni di concessione prevedono di escludere i minori dal gioco, e la legge italiana fissa il limite a 18 anni. Per aprire un conto di gioco serve l’identificazione piena. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; Goldbet consente anche la CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come indicano le pagine degli operatori.
Vale la pena di leggere quel termine per quello che è: una finestra di trenta giorni in cui si può giocare ma non incassare. Chi apre il conto di fretta, magari un sabato sera prima di una partita, e rimanda l’invio dei documenti, si ritrova con un saldo che non esce. Non è una trappola, è una conseguenza della sequenza — e la sequenza comincia dall’identificazione, non dalla ricarica.
Limiti di deposito, ricariche e punti vendita
Qui si tocca il punto in cui le regole smettono di essere teoria. L’art. 15, comma 1 elenca gli strumenti che i concessionari devono offrire: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore, lettera a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM, lettera b); messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa, lettera c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, lettera e); e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno, lettera f).
Il limite di deposito è quello che si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile, e la sua asimmetria è la parte che conta. AdmiralBet chiede in registrazione di impostare limiti di ricarica, spesa e tempo, su base giornaliera, settimanale o mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Sette giorni sono un’eternità se il limite è stato abbassato a caldo dopo una serata storta — ed è esattamente il momento in cui qualcuno vorrebbe rialzarlo. La pausa di riflessione non è un ostacolo burocratico: è il solo strumento che funziona proprio quando la volontà del giocatore è la variabile debole. Il valore del limite che ADM fissa nel bando di gara, invece, non è noto.
Sui versamenti c’è un canale che pochi conoscono e che ha regole sue. I punti vendita ricariche dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024 — tabaccai e ricevitorie iscritti in un registro ADM — ricaricano il conto online solo se il titolare lo chiede, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al rivenditore. Tra i canali che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM figurano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney): la lista precisa di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non si conosce alcuna norma che nomini canali approvati.
Un dettaglio spesso ignorato: un conto con un limite di ricarica giornaliero basso è un conto in cui i 100 € settimanali in contanti al tabaccaio, se il limite è già stato raggiunto online, non aggiungono nulla. Il limite sceglie tutto il resto.
Autoesclusione e RUA: quello che resta quando la partita finisce
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale sul territorio. La parola chiave è «autorizzata»: i siti senza concessione non sono collegati al registro, e l’autoesclusione lì semplicemente non arriva. Un giocatore che si esclude per poi cercare un dominio offshore non ha trovato una scappatoia: ha lasciato la sola stanza in cui lo strumento funziona.
L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore. AdmiralBet indica autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le forme parziali di esclusione partiranno il 1° febbraio 2026 secondo quanto riporta una testata di settore, e periodi e forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina di ADM indicano. bet365 mette tra i suoi strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
L’autoesclusione breve e quella lunga non sono la stessa cosa, e la differenza è nella reversibilità. Una pausa di 7 giorni è un gesto di igiene; i 270 giorni sono una decisione; il tempo indeterminato, con revoca possibile dopo 9 mesi, è la porta chiusa a chiave con la chiave lasciata fuori — recuperabile, ma non subito. Chi sceglie la forma più leggera perché «tanto poi vedo», ha già visto come finisce.
C’è poi un dovere che non si vede dal lato del giocatore: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È la parte di pubblicità che il Decreto Dignità non vieta — anzi, la promuove.
Bonus di benvenuto e bonus senza deposito: requisiti e ricompense
Che cosa è davvero un «bonus di benvenuto»
Il bonus di benvenuto è il termine degli operatori, e il primo lavoro da fare è separare le forme che il mercato confonde. C’è il bonus accreditato sul saldo come credito vero, c’è il bonus che arriva solo dopo un deposito e c’è il bonus senza deposito, che non richiede una ricarica e per questo vale la pena di essere cercato con più attenzione del primo. La differenza non è nel nome, è nella condizione d’accesso.
Il quadro legale, come visto, non mette un tetto: nessun limite di legge all’importo, nessun limite statutario al rigioco richiesto. Questo significa che la stessa etichetta «bonus di benvenuto» copre prodotti molto diversi, e che l’unico testo che conta è quello dei termini dell’operatore. Quando una promo promette una percentuale del primo deposito senza dire altro, quella percentuale può essere del tutto reale e valere, in pratica, molto meno di quello che suggerisce.
Due esempi concreti, e quanto richiedono davvero
I due casi più leggibili nel confronto stanno agli estremi opposti del meccanismo. William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale prevede un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. È un importo piccolo, legato al metodo di identificazione, e il termine delle 96 ore è la parte operativa: chi si distrae per una settimana prende 5 € invece di 10.
BetFlag fa il contrario, con un numero grande: il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Qui la cifra da leggere per prima non è il 100 % né i 5.000, ma il fatto che il bonus vada sul saldo — quindi è credito di gioco, non contanti — e che la percentuale si applichi al primo deposito, qualunque esso sia. Mille euro depositati danno mille euro di bonus; cinquanta danno cinquanta. Il tetto non è un traguardo, è un limite massimo che quasi nessuno raggiunge.
Sisal aggiunge una condizione in più alla sequenza: per ricevere il bonus bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, più promozioni settimanali. SNAI prevede per i nuovi utenti dell’app un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche. Goldbet, infine, ricorda che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Per nessuno di questi quattro il rigioco richiesto, la quota minima o la scadenza sono indicati in modo utilizzabile: sono le voci che stanno nei termini dell’operatore, e sono quelle da leggere prima di versare.
Il «bonus senza deposito», il più piccolo e il più insidioso
Il bonus senza deposito è la forma più desiderata e la più rara, per una ragione semplice: chi lo offre regala qualcosa a chi non ha ancora dato nulla. Non c’è modo, in questo confronto, di stabilire chi lo metta davvero in campo, perché l’esistenza di un bonus senza deposito non è un dato che le pagine degli operatori dichiarino allo stesso modo. Quello che si può dire è la regola generale che vale anche qui: un bonus senza deposito ha tipicamente un tetto basso, un requisito di rigioco alto rispetto all’importo, un termine breve e una quota minima sotto la quale le giocate non contano. Nessuna di queste condizioni è cattiveria: sono il modo in cui l’operatore si difende dal giocatore che incassa e va via.
E il margine, naturalmente, resta dentro ogni giocata fatta per liberare il bonus. Non esiste bonus che renda conveniente puntare su quote che non si sarebbero scelte.
Quote, margine e comparazione: dove si nasconde quello che non si vede
Formato delle quote e mercati
In Italia la quota si scrive in decimale con la virgola: 1,85, non 1.85. È il formato di tutte le piattaforme ADM, ed è anche quello che permette il calcolo più utile, quello del ritorno.
La scommessa singola è la forma base. La multipla combina più eventi in un solo biglietto, e le quote si moltiplicano tra loro: due quote da 2,00 non pagano 4,00 di margine aggiuntivo, pagano 4,00 in tutto, perché il prezzo di ogni mercato è già stato corretto. Il sistema è la versione intermedia, con più combinazioni sulle stesse selezioni. Sul lato dei mercati, la terminologia è quella che gli italiani conoscono da decenni: 1X2, Under/Over, GG/NG (goal/no goal), DNB, cioè il «rimborso in caso di pareggio», handicap, combo, totalizzatore. SNAI porta la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppa e i mercati Goal, No Goal e Multigoal, con giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercompbo a quota maggiorata. La funzione di cash out, che resta in inglese anche nelle interfacce italiane, chiude la giocata prima della fine dell’evento, e la trovano sia Sisal sia SNAI.
Il cash out merita una riga in più perché è l’unico strumento del bookmaker che cambia la natura della scommessa: non si aspetta il risultato, si monetizza il proprio stato. Il prezzo è implicito nella quota che l’operatore offre in quel momento, ed è un prezzo che l’operatore propone, non negozia.
Il margine: l’unico numero che non compare da nessuna parte
Qui arriviamo alla parte che nessun operatore mette in vetrina, e che decide quanto vale la pena giocare. Il margine del bookmaker è la quota-parte di tutte le puntate che un mercato non restituisce. La formula è payout = 1 ÷ (1/quota₁ + … + 1/quotaₙ) su tutti gli esiti di un unico mercato, e margine = 1 − payout. Nessun calcolo di probabilità, nessun modello: solo la somma degli inversi.
Facciamo un esempio con due esiti a 1,90 e 1,90 — un prezzo illustrativo, non una quota quotata da nessuno. La somma degli inversi è 1/1,90 + 1/1,90, cioè circa 1,0526, e il payout corrispondente sta intorno al 95 %. Il margine è quindi di poco inferiore al 5 %. Su una puntata da 10 € quel margine vale circa 0,50 €, pagati prima del fischio d’inizio e indipendentemente dall’esito. È una stima: il margine reale varia con il mercato, con lo sport e con la fase dell’evento, e va letto come una banda attorno a quel valore, non come una cifra esatta. Su un mercato a tre esiti, con il pareggio quotato insieme alle due vittorie, la stessa banda si apre; sui mercati secondari — tiri in porta, cartellini, rigori — la forbice è tipicamente più larga, perché l’operatore prezza a mano e il volume è minore.
Il punto pratico è la comparazione: due bookmaker che espongono 1,90 sullo stesso esito possono avere margini diversi sugli altri esiti dello stesso mercato, e la differenza è invisibile a chi guarda solo la quota che interessa. Un comparatore di quote serve a questo, e non a trovare «la quota più alta» in assoluto: serve a vedere, sullo stesso mercato, dove il prezzo complessivo è meno corretto. Se il margine di un bookmaker su un mercato è 5 % e quello di un altro è 8 %, la differenza si paga su ogni giocata, tutto l’anno, non solo sulla prima.
E attenzione a un equivoco frequente: che un operatore mostri la quota più alta su una partita non dice nulla sul suo margine. Dice che su quell’esito, in quel momento, ha scelto di prezzare così. Le due informazioni si controllano separatamente, e la seconda richiede di guardare tutti gli esiti del mercato, non uno.
Sport e tornei: cosa si gioca su un bookmaker italiano
Calcio, coppe e il calendario internazionale
Il calcio è la spina dorsale, e la copertura si legge dai campionati elencati. Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Su questo terreno c’è un dettaglio di calendario che vale la pena di tenere presente per i mesi che vengono. La Coppa del Mondo 2026 si giocherà in estate, in Nord America, e un Mondiale con fusi orari americani sposta le fasce di gioco: molte partite cadranno in orari serali o notturni italiani, e il palinsesto di un operatore che copre bene il calcio europeo non è automaticamente il più ricco su un torneo che si gioca dall’altra parte dell’Atlantico. Non è una previsione su chi vince; è una considerazione su chi, tra i bookmaker, ha storicamente costruito la propria profondità di mercato su un certo calendario.
E poi c’è il calciomercato, che in Italia è una disciplina a sé. Un operatore con un buon palinsesto di mercato — trasferimenti, allenatori, destinazioni — si distingue più per la varietà che per la quota. Il resto, compresa la domanda su chi sarà l’allenatore di una grande squadra, è materia da leggere nel palinsesto approvato, non da cercare altrove.
Oltre il pallone: dal tennis agli eventi di spettacolo
La larghezza del palinsesto è la seconda cosa che separa i bookmaker, e gli esempi non mancano. Eurobet costruisce il palinsesto più eclettico del gruppo: da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. È la dimostrazione che il «palinsesto» dell’art. 2, lett. s) comprende eventi non sportivi, e che l’operatore che lo riempie bene ha un vantaggio su chi si ferma al campionato.
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La partnership con la massima competizione europea per club è un dato di posizionamento, non una garanzia di quota migliore: chiunque può verificare, partita per partita, se quel marchio prezza l’evento come gli altri.
L’ippica merita un paragrafo perché è un mondo a parte. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito. I Virtuali di Lottomatica comprendono calcio, corse di cavalli — trotto e galoppo — e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; quelli di Eurobet si chiamano Campionato, Big Match, Derby, Galoppo, Levrieri Reali e Palline 2.0. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. È un prodotto che vive di orari: chi gioca alle tre di notte sa che lì trova qualcosa, e chi gioca alle sette del mattino pure. Non è la stessa cosa di un palinsesto di calcio.
Nuovi bookmaker: cosa cambia davvero quando un marchio debutta
Un nuovo bookmaker non nasce da zero. Chi vuole entrare nel mercato italiano oggi deve passare da una gara pubblica, e la gara del 2025 ha distribuito 52 concessioni a 46 società su 93 domande. Il debutto, quindi, è un’operazione da milioni di euro, e questo spiega due cose insieme: perché i marchi nuovi non siano numerosi come altrove e perché chi entra tenda a farlo con un prodotto già costruito.
La data che conta è il 13 novembre 2025, quando il nuovo regime è partito. Da lì, i concessionari hanno nove anni di titolo, senza rinnovo automatico, e la prospettiva cambia il modo in cui si comportano: chi ha speso quella cifra per un titolo non rinnovabile ha tutto l’interesse a monetizzare, e la pressione sui margini dei mercati secondari è la via più facile. Non un difetto, un’inclinazione da tenere d’occhio quando si confrontano le quote su mercati meno popolari.
Il debutto di un marchio si legge in tre posti, e nessuno di questi è la pubblicità — che in Italia è vietata. Si legge nel numero di concessione nella pagina dei termini, nell’elenco ADM dei siti autorizzati e nella profondità del palinsesto. Un marchio nuovo con palinsesto profondo ha fatto un investimento serio; uno con il palinsesto sottile sta ancora testando il terreno. E c’è il caso dei marchi che cambiano pelle: Azzurri Limited gestisce StarCasinò, nato sul casinò e oggi con una sezione scommesse che l’app descrive come estesa ai principali eventi italiani e internazionali. Quel tipo di passaggio è il modo più comune in cui un «nuovo bookmaker» compare in Italia: non una licenza nuova, un prodotto nuovo dentro un titolo che c’era già.
Se il marchio che si cerca non sta tra le 52 righe dell’elenco aggiornato al 25 ottobre 2026 — come non ci stanno Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — allora non è un bookmaker nuovo: è un bookmaker che in Italia non ha titolo per raccogliere. È la distinzione più utile di tutto il capitolo.
Bookmaker: significato, procedura e come si apre un conto
Che cosa significa la parola, e che cosa non significa
Bookmaker è chi accetta scommesse e ne fissa le quote. In Italia la parola non ha un valore giuridico: il legislatore parla di concessionari e di gioco a distanza, e «bookmaker» resta il termine del linguaggio comune, quello che si cerca. Non è un dettaglio da puristi. Chi confonde le due cose arriva a pensare che esistano bookmaker «italiani» e bookmaker «stranieri» come due categorie di pari dignità, quando la distinzione vera è tra chi ha una concessione e chi non ce l’ha.
Una precisazione che ricorre spesso: la concessione non si compra, si vince. E la differenza tra ADM e AAMS è solo anagrafica — l’agenzia ha cambiato nome, il mercato no, e la vecchia sigla sopravvive in ogni conversazione. Un «bookmaker non AAMS» in Italia è, con ogni probabilità, un operatore che non ha titolo.
La sequenza: dal conto alla prima schedina
La procedura è standard, e l’ordine conta più di quanto sembri. Si apre il conto di gioco con l’identificazione piena — modulo con documento oppure SPID, CIE in alcuni casi. Si impostano i limiti: il limite di deposito su base settimanale o mensile, e su alcuni operatori anche i limiti di ricarica, spesa e tempo, su base giornaliera, settimanale o mensile. Si versa. Si piazza la schedina, singola, multipla o sistema. E si preleva, che è il passaggio dove il conto non validato si blocca.
L’app ha cambiato questa sequenza più di quanto si creda. Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Eurobet lascia consultare le informazioni sul conto di gioco e fare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento, per depositi e prelievi, PostePay e PayPal oltre ad altri, con accesso da app tramite username e password.
Poi c’è la parte che nessuna app online può sostituire, ed è il ponte con la rete fisica. Sisal permette di prenotare le scommesse e di ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. SNAI verifica un biglietto giocato in un punto vendita inquadrando il QR Code stampato sul ticket, e il conto di gioco SNAI si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, con un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7. Lottomatica ha la funzione Bet Scanner per conoscere l’esito dei biglietti giocati in punto vendita. È un’eredità del gioco italiano, e vale come vantaggio per chi alterna negozio e telefono — mentre per chi gioca soltanto online non aggiunge nulla.
La classifica dei dieci bookmaker con concessione ADM
Prima di leggere le singole schede, conviene dire che cosa non sono. Non sono una graduatoria di «migliori bookmaker» nel senso in cui la usano le pagine promozionali: la concessione è un requisito di partenza, non un premio di qualità, e un marchio che sta in questo confronto e uno che non ci sta possono avere offerte identiche. Quello che si confronta qui è ciò che gli operatori dichiarano nei propri termini e nelle proprie app.
BetFlag: il conto aperto via SPID e il bonus più pesante del gruppo
BetFlag, concessione n. 16008, Betflag S.p.a., è il marchio che rende più facile la parte noiosa. L’apertura del conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e sul fronte promozionale il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Vale la pena di separare le due cose. L’identificazione con SPID è il passaggio che evita la finestra dei 30 giorni senza prelievi, quindi è un vantaggio operativo che si sente subito. Il bonus, invece, è credito di gioco accreditato sul saldo e parametrato al deposito: chi deposita poco riceve poco, chi deposita molto si espone molto per un tetto che resta teorico. Il 100 % è una percentuale vera e insieme la parte meno interessante del prodotto, perché non dice nulla sul rigioco richiesto per liberarla. Il marchio è forte su chi vuole aprire in fretta e giocare subito; per chi cerca un bonus senza deposito è la porta sbagliata.
William Hill: il bonus che paga la scelta del metodo di registrazione
William Hill, concessione n. 16044, William Hill Malta Plc, costruisce la sua offerta di benvenuto intorno all’identificazione. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
È l’incentivo più onesto che si incontra in questo confronto, perché paga esattamente ciò che l’operatore vuole ottenere. Non promette cifre gonfiate: mette un premio su SPID e un premio più piccolo su un percorso che richiede più lavoro e più tempo. Le 96 ore sono la condizione da leggere per prime, perché trasformano un diritto in una corsa. Chi apre il conto con SPID prende i 10 €; chi lo apre di domenica con il documento in mano e lo invia il fine settimana dopo si trova a inseguire il termine. Chi cerca un importo sostanzioso guardi altrove — e chi cerca una registrazione che non richieda di frugare nel cassetto ha già la risposta.
Planetwin365: la profondità sul calcio europeo
Planetwin365, concessione n. 16007, Pwo S.p.a., gioca la sua partita sulla copertura. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La lista dice qualcosa di specifico: c’è la Serie C, che molti trascurano, e ci sono i tre livelli delle coppe europee. Per chi segue il calcio italiano dal basso o le coppe minori, è una profondità che non tutti offrono. I risultati in diretta su più di 20 sport sono lo strumento di chi gioca live senza streaming, e in quel caso il ritardo del dato è parte del gioco: una quota che si muove mentre il risultato arriva in ritardo è una quota che si muove alle spalle del giocatore. Su questo marchio il calcio è il centro, non un reparto tra i tanti.
Betfair: il marchio con una storia diversa dagli altri
Betfair, concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., è il caso che rompe lo schema. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate — un palinsesto sportivo ordinato, insomma. Ma il marchio è anche quello descritto come il primo exchange italiano, e la documentazione dell’operatore viene riportata con regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui un back bet minimo di 200 centesimi in passi da 50.
La ragione per cui la cosa conta è l’art. 6, comma 1, lett. e) e la lett. u) del D.Lgs. 41/2024: l’exchange è un gioco separato, in cui il giocatore può essere punta o banca e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima. Non è una scommessa contro il bookmaker, è una scommessa contro un altro giocatore, e il margine non esiste nella forma in cui esiste sui mercati a quota fissa: c’è una commissione, con regole proprie. Per un giocatore che ragiona in termini di prezzo, il back bet minimo di 200 centesimi in passi da 50 è una soglia bassa — ma è una soglia che dice che l’exchange non è pensato per chi punta gli spiccioli. Chi cerca il margine più basso in assoluto guarda qui; chi cerca un bonus di benvenuto tradizionale non è il pubblico di questo marchio.
StarCasinò: il casinò che ha aggiunto lo sport
StarCasinò, concessione n. 16026, Azzurri Limited, è il marchio dove la parola «bookmaker» va usata con prudenza. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Quell’«accanto» è tutta la questione. Il marchio nasce sul casinò, e lo sport è il reparto aggiunto: chi arriva qui cercando la massima profondità di mercato su Serie A e coppe europee resterà deluso, perché le pagine non promettono quella profondità e non c’è motivo di aspettarsela. La concessione 16026 è regolare come tutte le altre, il punto non è la licenza, è il prodotto. Il mismatch va detto per intero: su una pagina che confronta bookmaker, StarCasinò è la prova che la lista ADM non ha una colonna per i giochi. Chi cerca un conto unico per slot e qualche giocata sportiva lo trova; chi cerca un bookmaker con palinsesto calcistico profondo guarda altrove, e non è una questione di quote.
AdmiralBet: i limiti impostati prima ancora di giocare
AdmiralBet, concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l., è il marchio che rende visibile la parte di tutela che gli altri tengono nei termini. In registrazione chiede di impostare limiti di ricarica, spesa e tempo, su base giornaliera, settimanale o mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sul fronte dell’esclusione indica autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, mentre dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Il pacchetto è il più esplicito del confronto, e la sua durezza è la sua virtù. Impostare tre limiti su tre orizzonti temporali prima di aver fatto la prima puntata è scomodo, e chi apre il conto per un singolo evento lo troverà una seccatura. La piega vera sta nei 7 giorni: la riduzione vale subito, l’aumento no, e questo trasforma il limite in una decisione che si prende una volta e si paga una settimana dopo se si cambia idea. Non è un difetto da segnalare all’assistenza. Chi ha storicamente problemi con la spesa è il pubblico che ottiene il beneficio maggiore da un conto impostato così.
Sisal: il più grande catalogo, e il ponte con il negozio
Sisal, concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a., è il marchio con il catalogo più ampio del confronto. Indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Due numeri vanno letti insieme, perché insieme raccontano il marchio: 1.000 eventi al giorno e 15.000 live. Il primo dice quanto è largo il palinsesto, il secondo quanto è fitto il live, e 15.000 è una cifra che si spiega solo con un’infrastruttura costruita per la diretta. La parte che nessun altro ha è però il ponte con la rete fisica: l’app permette di prenotare le scommesse e di ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. È un’eredità della distribuzione italiana, e vale doppio per chi vive in una città dove il negozio è a cento metri e il telefono è in tasca. Sul bonus, l’informazione utilizzabile è la sequenza — conto, registrazione, prima ricarica — non l’importo: quanto rigioco serva per liberarlo lo dicono i termini, e vanno letti prima di versare.
bet365: il partner della Champions e i suoi strumenti di tutela
bet365, concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, arriva sul mercato italiano con il posizionamento più forte. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Sul fronte della tutela, gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il titolo di partner globale della Champions League è la cosa più visibile che il marchio porti, e in un mercato dove la pubblicità è vietata è anche il modo più elegante di stare in vetrina: la manifestazione sportiva non è pubblicità, ma il logo che ci gira intorno si vede lo stesso. Chi valuta il marchio per la tutela trova una lista completa — pausa, limiti di versamento, avvisi, autoesclusione — e un numero verde nazionale accanto, che è il segnale che l’operatore indirizza al sistema pubblico e non solo a se stesso. Chi lo valuta per il calcio italiano troverà Serie A e coppe in palinsesto come da legge; la differenza rispetto agli altri si gioca sulla quota, e sulla quota non c’è una regola: si confronta.
Lottomatica: streaming, pagamenti e due marchi, un concessionario
Lottomatica, concessione n. 16010, fa capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. e con Goldbet condivide il concessionario pur avendo un numero diverso. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. I Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.
La struttura è la cosa da capire prima delle caratteristiche. Lottomatica e Goldbet sono due siti, due concessioni, un’azienda: chi apre il conto su entrambi non sta diversificando il rischio di controparte, sta usando due interfacce dello stesso titolare. Detto questo, il pacchetto di pagamenti è il più comodo del confronto, con PostePay e PayPal tra i metodi per depositi e prelievi — e per chi non ha una carta di credito è la differenza tra poter giocare e non poterlo fare. Lo streaming live, che accompagna la scommessa mentre la partita si gioca, è lo strumento che rende il live utilizzabile senza un secondo schermo.
Goldbet: il marchio con tutti i tipi di schedina
Goldbet, concessione n. 16009, è l’altro dominio di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Il valore della scheda sta nella parola «Sistemi», che è la forma di gioco più trascurata dalle pagine promozionali e la più interessante per chi vuole giocare più combinazioni sulle stesse selezioni. Un marchio che mette Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi nella stessa frase sta dicendo che non ha costruito il prodotto solo per chi punta una singola sull’1X2. Sul bonus, l’informazione è la condizione d’accesso — app scaricata e registrazione — non l’importo. E resta il fatto strutturale: chi ha già un conto su Lottomatica sta scegliendo tra due interfacce della stessa concessionaria, non tra due operatori indipendenti.
Come leggere le dieci schede
La lezione che esce da questa carrellata non riguarda i marchi, riguarda i criteri. Chi cerca «bookmaker migliori» di solito sta cercando un numero, e il numero non c’è. La concessione è uguale per tutti, il margine no e non è pubblicato, i bonus hanno forma diversa, i limiti si impostano in modo diverso, e i pagamenti disponibili cambiano da conto a conto.
Il modo più onesto di usare questa lista è partire dalle proprie vincoli. Chi ha bisogno di PostePay o PayPal ha un candidato ovvio. Chi vuole un conto con tre limiti impostati dal primo minuto ne ha un altro. Chi cerca la profondità sul calcio italiano ne ha due o tre. Chi vuole l’exchange ne ha uno. Chi vuole un importo di bonus grosso ne ha uno, e chi vuole un bonus senza deposito probabilmente non lo trova in nessuno di questi dieci — e a quel punto la domanda giusta non è quale marchio scegliere, ma se il prodotto esista.
Domande frequenti sui bookmaker italiani
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga porta un codice e un sito .it, e si controlla il numero di concessione e la ragione sociale nelle condizioni del sito. Se il marchio non compare nell’elenco aggiornato — come Unibet, Betway, 1xBet e 22bet al 25 ottobre 2026 — non ha titolo per raccogliere in Italia.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota: 10 € a 1,90 restituiscono 19 €, di cui 9 € di profitto netto. Nella multipla le quote si moltiplicano tra loro e il prezzo finale è il prodotto di tutti i mercati. Il risultato è il ritorno se la giocata vince, non una misura della probabilità che vinca.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti di un unico mercato: su 1,90 e 1,90 la somma è circa 1,0526, quindi il payout è intorno al 95 % e il margine poco sotto il 5 %. Confrontare due operatori solo sulla quota di un esito non dice nulla sul loro margine complessivo.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito su base settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone limiti su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici di sessione e autoesclusione. AdmiralBet applica soglie personalizzate sui depositi e sulle durate, con riduzioni immediate e aumenti vincolati a 7 giorni.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica grava sul concessionario: la stampa di settore parla di somme tassate alla fonte. Sui siti esteri la risoluzione n. 141/E del 2010 le tratta come redditi diversi da dichiarare; per il proprio caso serve un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non ADM?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione, e ADM ricorda che la Legge 401/1989 sanziona il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi. Si aggiungono il blocco DNS, con 11.481 domini inibiti al settembre 2025, e l’assenza di un foro italiano comodo.
Quello che resta da fare prima di aprire un conto
Tre cose restano vere qualunque marchio si scelga, e vale la pena scriverle in quest’ordine perché è l’ordine in cui si incontrano.
La prima è che la concessione non è una promessa sul prodotto. È una condizione d’accesso, e dice che quel sito è collegato al RUA, che risponde alla vigilanza di ADM e che rispetta il quadro dei limiti obbligatori. Non dice che le sue quote siano migliori, che il suo bonus sia conveniente o che il suo palinsesto sia profondo. Chi usa l’elenco ADM come una classifica di qualità ha letto il documento sbagliato.
La seconda è che il margine è l’unico costo certo della partita. Ogni altro numero — l’importo del bonus, la percentuale, il tetto, il numero di eventi — è una variabile negoziabile dalla parte dell’offerta. La fetta trattenuta su ogni giocata è fissa, invisibile e pagata su ogni puntata, vincente o perdente. È lì che si decide se conviene restare.
La terza è che i limiti si mettono all’inizio. Un limite scelto in registrazione vale subito in riduzione e dopo una settimana in aumento, e questo fa del momento dell’apertura del conto l’unico momento in cui si decide con lucidità. Dopo, si decide con il saldo davanti.
E resta una zona che nessun operatore italiano copre, la stessa in cui l’autoesclusione non arriva e i domini cambiano indirizzo nel giro di ore. Chi la attraversa sta giocando su un tavolo che non è in Italia, con regole che non sono italiane e, se le cose vanno male, senza RUA a fare da rete.
Creato dalla redazione di «Registroconcessioni».
