Scommesse con bonifico bancario 2026: quali concessionari lo accettano davvero
Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026, con i numeri di concessione verificati sull’elenco ufficiale ADM.

Il bonifico è il metodo di pagamento più noioso che esista e, per una certa parte dei lettori, l’unico possibile. Nessuno lo sceglie per il brivido. Lo sceglie chi non vuole lasciare a un circuito di carte i dati di una carta che usa anche per la spesa, chi ha un conto cointestato e non vuole spiegazioni, chi ha già bruciato il plafond mensile della prepagata e chi semplicemente preferisce che il denaro si muova da un conto corrente all’altro con una traccia scritta invece che con quattro cifre sul retro di un cartoncino.
Il punto è che il bonifico non è un pulsante: è un giro di denaro che passa da una banca, e ogni passaggio costa qualcosa. Costa in tempo, quando bisogna aspettare che i fondi arrivino prima di poter giocare una partita che comincia fra due ore. Costa in vincoli, quando il conto di gioco pretende che il bonifico arrivi da un conto intestato al giocatore e non da quello di un familiare. Costa in prelievi, quando i soldi vinti tornano indietro solo sul conto da cui erano partiti. E costa in tracciabilità, che per qualcuno è il difetto e per altri il pregio principale.
Questa pagina serve a stabilire quanto costa, in concreto, pagare una scommessa con bonifico presso i concessionari italiani. Tre operatori con concessione ADM vengono confrontati sulle condizioni che le loro stesse condizioni d’uso dichiarano: quanti canali di ricarica tengono aperti, che tipo di bonus offrono, quanto lungo è il percorso tra l’accredito del bonus e il primo prelievo. Il numero di concessione è il primo dato, perché è l’unico che si può verificare senza credere a nessuno.
Indice dei contenuti
- Liquidazione: dal bonifico al saldo di gioco
- Il bonifico che non è mai arrivato
- Prelievi: la parte del bonifico di cui nessuno parla in anticipo
- Come sono stati valutati i tre concessionari
- La classifica dei concessionari che accettano il bonifico
- Il bonifico, dal lato di chi lo usa
- Dal deposito al primo prelievo, in ordine
- Il quadro normativo: la concessione, la vigilanza, i confini
- Pubblicità e bonus: due cose che non si toccano
- Tassazione: chi paga e chi non deve preoccuparsi
- Il quadro normativo del gioco responsabile
- Le schede degli operatori
- Scegliere in base a quello che si deposita
- Domande frequenti
Liquidazione: dal bonifico al saldo di gioco
Chi arriva qui cercando un pulsante «deposita con bonifico» trova invece una sequenza da rispettare. La ricarica parte dall’home banking del giocatore, non dal sito del bookmaker: l’ordine viene inserito nella propria banca, con un beneficiario e una causale che l’operatore indica, e il conto di gioco si accende solo quando i fondi sono effettivamente arrivati. Fino a quel momento la scommessa non esiste.

Perché nei corse contro il tempo il bonifico perde sempre
Il bonifico SEPA ordinario non è istantaneo. Il bonifico istantaneo SEPA, quello che si chiude in pochi secondi, è stato lanciato nel novembre 2017 e in condizioni normali regola l’operazione in meno di dieci secondi, con un massimo di venti in circostanze eccezionali: la differenza tra i due è la differenza tra un deposito che si vede subito sul saldo e un deposito che si vede il giorno dopo, o dopo il fine settimana.
Per chi scommette sul calcio domenicale questa non è una sfumatura tecnica. Un deposito partito sabato pomeriggio con un trasferimento ordinario può non essere disponibile per il fischio d’inizio, e quando arriva la partita è finita. Chi usa il bonifico abitualmente impara a programmare la ricarica con un giorno di anticipo, oppure tiene una riserva minima già sul conto di gioco ricaricata in un’altra maniera, e usa il bonifico solo per importi che non hanno fretta.
La storia dei limiti di questa rotta merita di essere raccontata perché spiega dove sta il collo di bottiglia. Al lancio, il tetto dei bonifici istantanei SEPA era di 15.000,00 € per operazione, e l’adesione delle banche era facoltativa: uno strumento che esisteva sulla carta ma che non tutte le filiali offrivano al cliente. Da marzo 2024 un regolamento dell’Unione europea ha cambiato la logica dell’adesione, imponendo alle banche di offrire i bonifici istantanei, con la ricezione obbligatoria da gennaio 2025 e l’invio da ottobre 2025. L’area SEPA comprendeva 41 paesi e territori nel 2025, e il bonifico SEPA come strumento standardizzato di pagamento in euro è nato nel gennaio 2008.
Il risultato pratico di questo percorso è che oggi il bonifico non è più necessariamente lento. È però lento in modo imprevedibile, e questo è peggio. Dipende dalla banca che manda, da quella che riceve e dall’ora in cui si preme invio; un istantaneo può viaggiare in dieci secondi e un ordinario può fermarsi fino a lunedì. Una pagina che promette tempi di accredito sul bonifico promette qualcosa che non controlla.
Il costo vero di una transazione tracciata
Un deposito con bonifico lascia due segni: uno nell’estratto conto bancario e uno nel saldo del conto di gioco. Chi gioca poche volte l’anno lo apprezza, perché due segni si riconciliano e non c’è nulla che compaia dal nulla sotto voci dal nome oscuro. Chi preferisce che la ricarica non compaia in casa con un’intestazione riconoscibile ha un problema, e la soluzione non è un metodo diverso ma un conto separato, che è una scelta legittima e non c’entra con il bookmaker.
Il secondo costo è documentale. Con la carta l’operazione è chiusa nel momento in cui viene autorizzata; con il bonifico il denaro può tornare indietro, essere rifiutato dal conto destinatario o restare fermo per un controllo dell’operatore. Chi deposita con una ricarica in contanti al tabaccaio non ha questo problema, perché la ricarica è definitiva all’istante; chi deposita con bonifico sì, e conviene saperlo prima di impostare l’importo.
Il bonifico che non è mai arrivato
C’è una categoria di problemi che vale la pena isolare, perché è quella che fa perdere i soldi e non solo il tempo. Un bonifico parte dal conto di una persona e deve arrivare a un conto di gioco intestato alla stessa persona: le condizioni degli operatori impongono che gli strumenti di deposito siano intestati al titolare, e una ricarica che arriva da un conto terzo non è un errore che si corregge con una telefonata. Il caso tipico è il genitore che versa per un figlio maggiorenne, o il coniuge che deposita dal conto cointestato, o il bonifico partito dal conto aziendale invece che da quello personale.
Il secondo caso è la causale o il numero di conto di gioco sbagliati, che trasformano il bonifico in una somma sospesa a metà strada: né sul conto di gioco né restituita subito, in attesa di una ricostruzione manuale. Il terzo è il deposito fatto prima della validazione del conto, che nel caso di chi non usa SPID o CIE ha un termine: senza identificazione con SPID o CIE il conto va validato entro trenta giorni, e se il termine scade il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. Un bonifico che atterra su un conto in quello stato non si vede nel saldo, e la ricostruzione richiede assistenza.
Da qui una regola pratica che non ha nulla di tecnico: il primo bonifico verso un conto nuovo va fatto di importo piccolo, il giorno dopo aver aperto il conto, e va verificato che cosa compare nel saldo prima di ripeterlo in misura più seria. Se qualcosa non torna, l’importo perso è quello dell’esperimento.
Prelievi: la parte del bonifico di cui nessuno parla in anticipo
Il deposito con bonifico è la metà della questione che occupa i motori di ricerca, e la metà meno interessante. La parte che pesa è il ritorno.
Da dove parte il prelievo
Un prelievo verso bonifico bancario non ripercorre automaticamente la strada del versamento: gli operatori italiani mostrano quali canali accettano per i prelievi, e che cosa si possa ritirare dipende dal canale disponibile in uscita, non solo da quello usato in entrata. BetFlag, per esempio, elenca per i depositi Visa, Mastercard, PostePay, bonifico, Skrill, PayPal, Neteller, Ricarica, Paysafecard, OnShop e MuchBetter, e la «Ricarica BetFlag» si compra in tagli da 10, 25, 50 e 100 € presso i punti Epay o MrPay, utilizzabile dopo la validazione del documento. Il ventaglio in entrata è largo; chi vuole l’uscita su bonifico deve leggere l’elenco dei prelievi, che è un elenco diverso.
Aggiungiamo un dato che vale per tutti e tre gli operatori confrontati qui: gli strumenti devono essere intestati al cliente. Un conto di gioco ricaricato dal conto corrente personale e prelevato verso lo stesso conto corrente personale è un caso pulito; qualunque variazione introduce un passaggio in più e potenzialmente giorni in più.
Il tempo del ritorno
Il prelievo verso bonifico è il più lento tra i canali disponibili su qualunque conto di gioco, e vale la pena dirlo senza girarci attorno: il denaro passa dall’operatore al conto di gioco, dal conto di gioco alla banca, e la banca accredita secondo i suoi tempi. Chi ritira con una ricarica o con un portafoglio elettronico ha un percorso più corto. Chi ritira su bonifico paga la differenza in attesa, non in commissioni: nessuno degli operatori qui considerati addebita un costo aggiuntivo sulle ricariche, e le condizioni di Admiralbet lo dicono esplicitamente per la propria lista di metodi, dalla carta al bonifico.
C’è poi un blocco che precede il prelievo e che i motori di ricerca non collegano mai al bonifico: la verifica. Un conto identificato con SPID o CIE è validato in partenza; un conto aperto per la via tradizionale ha trenta giorni per completare la verifica, e un prelievo richiesto da un conto non validato si ferma. Il vincolo non riguarda il metodo di pagamento, ma colpisce soprattutto chi deposita e preleva con bonifico, perché è il profilo che tende a fare operazioni poche e grandi e a non accorgersi del termine.
Come sono stati valutati i tre concessionari
Il criterio di partenza non è negoziabile ed è uno solo: il numero di concessione. ADM, cioè l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, quella che il mercato continua a chiamare AAMS, pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e ogni riga dell’elenco è legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda: la stessa società può tenere più siti, ed Eurobet Italia S.r.l. ne gestisce più di uno. Il numero di concessione che compare nelle condizioni d’uso dell’operatore è ciò che si verifica contro quell’elenco, ed è l’unica verifica che un lettore possa fare in due minuti senza fidarsi di nessuno.
Il secondo criterio è la lista dei canali di ricarica così come l’operatore la scrive, perché non esiste alcuna norma che elenchi i metodi approvati. Quale metodo venga accettato, con quale deposito minimo e con quali tetti, lo dicono soltanto le condizioni dell’operatore. Chi cerca una legge che gli dica che il bonifico è ammesso cerca qualcosa che non c’è.
Il terzo criterio è il costo del bonus, che è la voce che il marketing non mette in vetrina e che decide se un’offerta di benvenuto è un regalo o un impegno. Un bonus in contanti con requisiti di giocata, un bonus accreditato sul saldo e un bonus senza deposito con una giocata minima obbligatoria sono tre oggetti diversi, e vanno letti come tre cose diverse.
Il quarto criterio è la protezione del giocatore: autoesclusione, limiti impostati in registrazione, tempi di modifica dei limiti. Un operatore che rende facile alzare un limite e difficile abbassarlo ha un problema di priorità, e questo si legge nelle sue condizioni.
La classifica dei concessionari che accettano il bonifico
La seguente tabella raccoglie i tre operatori in ordine di ampiezza della lista di ricarica dichiarata, dal più largo al più stretto, con il numero di concessione e il dato che le condizioni dell’operatore forniscono sul tema del bonifico e dei pagamenti.
| Operatore | Numero e titolare della concessione ADM | Che cosa dicono le condizioni dell’operatore su depositi e pagamenti |
|---|---|---|
| Admiralbet | concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | ricariche online con carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente |
| BetFlag | concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | depositi con Visa, Mastercard, PostePay, bonifico, Skrill, PayPal, Neteller, Ricarica, Paysafecard, OnShop e MuchBetter; apertura del conto anche con SPID e CIE oltre alla registrazione classica |
| William Hill | concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | benvenuto sport in contanti pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni |
Le tre liste non sono intercambiabili e il loro ordine non è casuale. Admiralbet è l’unico dei tre a mettere per iscritto nella propria lista il bonifico bancario e a chiarire in una riga sola che le ricariche non hanno costi aggiuntivi e che gli strumenti devono essere intestati al cliente: due informazioni che altrove si ricavano per esclusione. BetFlag offre la lista più lunga e, caso interessante per questa pagina, la apre anche sul lato dell’identificazione, con SPID e CIE accanto alla registrazione tradizionale. William Hill, il cui benvenuto è per costruzione legato a carta o PayPal, è l’operatore sui cui tempi il bonifico pesa di più: chi arriva da lì con un bonifico bancario ha meno margine, perché la finestra per il deposito qualificante è di sette giorni.
Vale un’avvertenza che riguarda la lettura di qualunque classifica di questo tipo. La concessione è per sito e l’elenco di ADM non ha una colonna che dica quali giochi il concessionario può offrire: un nome sull’elenco dimostra che quel sito è autorizzato, non che offra scommesse sportive. L’offerta sportiva si verifica sul sito e sull’app dell’operatore. E l’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare tra questi tre non è per questo privo di concessione.
Il bonifico, dal lato di chi lo usa
Un deposito con bonifico bancario lascia una traccia precisa: si vede sull’estratto conto e si legge sul conto di gioco. Per chi vuole tenere il conto delle proprie giocate è una comodità; per chi preferisce che la ricarica non compaia in casa è un difetto. Difetti a parte, notevole che nel paese in cui esistono le scommesse online con bonifico bancario non esista una norma che elenchi i metodi di pagamento ammessi: non c’è un articolo di legge che dica quali binari può usare un concessionario, e la lista dei metodi accettati sta soltanto nelle condizioni del singolo operatore. Chi cerca una legge che gli dica che il bonifico è ammesso sta cercando qualcosa che non c’è.
Una cosa invece la legge la dice, ed è la ragione per cui il conto di gioco italiano è un conto a sé. Le ricariche in contanti passano dai punti vendita ricariche — tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro dell’Agenzia, che versano sul conto online su richiesta del titolare e con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario, oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Quei punti non possono pagare le vincite né restituire il saldo. È un canale che esiste per il giocatore occasionale che vuole mettere dieci euro sul conto senza passare dalla banca, e la legge lo tiene stretto perché il contante è la parte del sistema che si presta agli abusi.
Il resto dei binari che il giocatore italiano incontra è una geografia mista: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Netelle, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in tabaccheria. Ogni operatore scrive la propria lista e nessuna è uguale all’altra. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e non risulta una disciplina che le ammetta o le escluda in modo esplicito.
Dal deposito al primo prelievo, in ordine
Vale la pena mettere i passaggi in fila, perché ogni passaggio ha una condizione che, saltata, blocca il successivo.
Si apre il conto di gioco e si sceglie il metodo di identificazione. La registrazione classica con documento richiede una validazione entro trenta giorni; SPID e CIE, che BetFlag elenca accanto alla registrazione tradizionale, chiudono la questione subito. Poi si imposta il limite di deposito: la scelta si fa in registrazione e la scelta è vincolante, perché una riduzione ha effetto immediato mentre un aumento richiede un’attesa di sette giorni. Infine si versa: con bonifico bancario, dal conto intestato al titolare, di importo che si è disposti a vedere fermo qualche ora o qualche giorno.
Se c’è un bonus di benvenuto di mezzo, si aggiunge un passaggio che non tutti leggono. Un bonus accreditato in contanti non è denaro libero; un bonus con requisiti di giocata impone di giocare una certa somma prima che diventi prelevabile; un bonus senza deposito impone una giocata minima e un termine breve. Chi ha versato con bonifico si trova nella posizione peggiore se ha fretta, perché la finestra per completare il primo deposito e le condizioni del bonus sono spesso più brevi del tempo che il bonifico impiega ad arrivare.
Un limite di deposito, infine, non è un tetto che l’operatore decide per il giocatore: è il giocatore che lo sceglie, entro una cornice che l’operatore deve garantire. Da qui una conseguenza poco intuitiva: chi ha un limite settimanale basso e vuole depositare con bonifico grandi cifre non può, e non perché il bonifico abbia un tetto, ma perché l’ha deciso lui stesso in registrazione. Alzare il limite richiede di aspettare sette giorni. Chi programma un deposito importante deve quindi muoversi con una settimana di anticipo se in passato ha abbassato il limite.
Il quadro normativo: la concessione, la vigilanza, i confini
La cornice italiana del gioco a distanza è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, il riordino del settore dei giochi pubblici a distanza. La parola chiave è «concessioni»: non licenze aperte, ma titoli assegnati per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che un concessionario può offrire a distanza — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. L’art. 6, comma 3 fissa la durata della concessione in un massimo di nove anni, senza rinnovo, e tra i requisiti chiede una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Un’azienda può tenerne più di una, come Eurobet Italia S.r.l. con eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it.
Nessuna di queste righe è un bollino che promette qualcosa sull’offerta. Il comma 3 dell’art. 6 lascia al concessionario la scelta di gestire uno o più dei giochi elencati, e la concessione può coprire in qualunque combinazione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casino, exchange e bingo. Un nome sull’elenco non dimostra quindi che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito stesso. E l’elenco non è il mercato: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe, il che non autorizza a dedurre altro che la loro assenza da quell’elenco.
Il confine è dove conviene guardare quando si valuta un operatore. Un marchio privo di concessione italiana non è collegato al RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, quindi un giocatore che si è autoescluso non è protetto lì; non ha la vigilanza di ADM; non ha gli strumenti di limite obbligatori; non ha un foro italiano dove discutere. In più è esposto all’oscuramento: l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici, e che i fornitori di accesso a internet e di pagamento che violano un ordine di ADM siano sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati secondo la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta.
Sul versante penale, l’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM lo ha ricordato il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e — questa è la parte che riguarda il lettore — anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta un procedimento contro un giocatore: quello che si sa è la regola come ADM la enuncia.
Chi vuole verificare da sé se un sito ha la concessione non ha bisogno di intermediari. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è pubblico sul sito di ADM, così come l’elenco dei siti inibiti; in più, ogni operatore che rispetta la legge dichiara il proprio numero di concessione e la propria ragione sociale nelle condizioni d’uso. Sono tre minuti di lavoro, e valgono più di qualunque classifica.
Pubblicità e bonus: due cose che non si toccano
Due regole convivono e vanno tenute separate, perché la confusione tra le due è la fonte di quasi tutti gli errori che si leggono in giro. La prima riguarda la pubblicità: il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024 nella sua forma più ampia, quella che vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, secondo la stampa di settore, e il TAR Lazio con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Restano pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica della norma. È stata proposta, ma non è legge, una modifica alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio sulle sponsorizzazioni: l’esito non è dato sapere e al momento il divieto è in vigore.
La seconda regola riguarda i bonus, ed è l’opposto di quello che molti si aspettano. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un operatore non può reclamizzare, ma può avere un bonus di benvenuto e descriverlo nelle proprie condizioni. Non esiste un tetto statale all’importo del bonus né ai requisiti di giocata: importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni del singolo operatore. Ed è esattamente per questo che leggerle è l’unica tutela reale, perché nessuna autorità fissa un limite che l’operatore non possa alzare nel proprio regolamento.
Tassazione: chi paga e chi non deve preoccuparsi
Sul fronte fiscale l’Italia ha scelto una strada comoda per il giocatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504 e modificata dalla legge di bilancio per il 2025, si applica al concessionario: 20,5 % se la raccolta è sul canale fisico e 24,5 % se la raccolta è a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote — prima erano il 43 % e il 47 % — e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 %. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Il giocatore, dal canto suo, non subisce una ritenuta: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. È una ricostruzione che la stampa riporta — «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla — e non è una pagina dell’amministrazione finanziaria a confermarla: chi ha una posizione complessa dovrebbe parlarne con un commercialista.
Diversa è la posizione delle vincite ottenute su siti privi di concessione o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, e le rende tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni: in pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota, e la posizione va tenuta nella sua formulazione prudente: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
C’è un’ultima cosa che nessuna tabella delle tasse dice e che invece pesa in una pagina sul costo di un’offerta. Un bonus non è una vincita: è un credito condizionato, e il suo valore dipende dai requisiti che lo accompagnano. Un bonus di importo alto con un requisito di giocata pesante può valere meno di un bonus piccolo senza condizioni, ed è la ragione per cui le tre schede che seguono mettono le condizioni accanto all’importo invece del solo importo.
Il quadro normativo del gioco responsabile
La legge italiana tratta la protezione del giocatore come un obbligo del concessionario, non come una cortesia. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede una lista di strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti di tempo, di spesa e di perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
Il primo di questi strumenti il giocatore lo incontra quando apre il conto, perché la scelta del limite di deposito settimanale o mensile è parte della registrazione. Il funzionamento è asimmetrico per costruzione: abbassare un limite ha effetto immediato, alzarlo richiede un’attesa di sette giorni. L’asimmetria è voluta, perché la decisione di ridurre si prende in un momento di lucidità e quella di aumentare arriva spesso in un momento che lucido non è.
Il secondo strumento è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’autoesclusione blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale fisiche, ed è la differenza più concreta tra giocare su un sito con concessione e giocare altrove: i siti senza concessione non sono collegati al registro, e un giocatore autoescluso non è protetto lì. Dal 1° febbraio 2026 la durata dei periodi di autoesclusione va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. È un cambiamento tecnico con un effetto pratico chiaro: le finestre brevi esistono per chi vuole solo fermarsi qualche settimana, quelle lunghe per chi ha un problema che non si risolve con una pausa.
L’ultimo dei doveri riguarda l’informazione. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, con un tetto di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È la ragione per cui certe comunicazioni sui canali degli operatori hanno un tono diverso dal resto, e non è un caso che siano obbligate.
Sul versante pratico, l’autoesclusione non è l’unico strumento. L’art. 15, comma 1, lett. e) prevede forme di esclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore: chi vuole restare sulle scommesse sportive e togliersi di mezzo il casinò può farlo. La stampa di settore colloca l’avvio delle forme parziali di esclusione al 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina di ADM riportano.
Le schede degli operatori
Tre operatori con concessione ADM, ognuno con una lista di pagamenti e un’offerta diverse. L’ordine è quello fissato dalla composizione di questa pagina e non è una graduatoria: le schede si leggono come tre profili distinti, e ciascuna dice a chi il profilo calza.
Admiralbet: il bonifico scritto nero su bianco
La carta d’identità di Admiralbet è la concessione ADM n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., con sito proprio. È il primo dato da guardare, prima di qualunque offerta.
Le condizioni dell’operatore per le ricariche online elencano carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente. È una lista di otto canali in cui il bonifico compare con il suo nome, non sostituito da un generico «altri metodi», e il fatto che l’operatore si prenda la briga di precisare che non ci sono costi aggiuntivi è una di quelle informazioni che nella maggior parte delle liste non si trovano affatto. Chi deposita con bonifico vuole sapere se l’operazione gli costa qualcosa: qui la risposta sta scritta.
La parte interessante arriva in registrazione. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: non un limite unico, ma tre dimensioni — quanto si versa, quanto si spende, quanto tempo si sta davanti al palinsesto — su tre orizzonti temporali. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. È il sistema più strutturato dei tre, e la ragione è che il limite sulla ricarica e quello sulla spesa non sono la stessa cosa: si può depositare molto e puntare poco, e si può fare il contrario, e l’operatore chiede di decidere entrambi in anticipo.
Sull’autoesclusione le condizioni di Admiralbet prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. Chi si autoesclude da Admiralbet esce quindi da tutte le piattaforme autorizzate, non solo da questa, ed è il senso stesso del registro.
Il verdetto. Admiralbet è l’operatore che ha fatto il lavoro di scrivere per esteso ciò che gli altri lasciano intuire: la lista dei canali con il bonifico in chiaro, la dichiarazione di assenza di costi aggiuntivi, la richiesta di strumenti intestati al cliente, il sistema di limiti su tre dimensioni. Il prezzo è una certa rigidità: tre limiti da impostare in registrazione, un’attesa di sette giorni per qualunque modifica verso l’alto e un’autoesclusione che non si limita a questo sito. Per chi deposita con bonifico poche volte l’anno e importi significativi è il profilo più leggibile dei tre, perché le condizioni dicono quasi tutto quello che serve prima di versare.
BetFlag: la lista più lunga e l’identificazione più moderna
BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., su sito proprio. Anche qui il numero di concessione è il punto di partenza della lettura, non un dettaglio burocratico.
Sul fronte dei depositi l’elenco è il più ampio dei tre: Visa, Mastercard, PostePay, bonifico, Skrill, PayPal, Neteller, Ricarica, Paysafecard, OnShop e MuchBetter. La voce «Ricarica BetFlag» merita una riga a parte, perché è un canale che non esiste presso gli altri due: si compra in tagli da 10, 25, 50 e 100 € presso i punti Epay o MrPay e si utilizza dopo la validazione del documento. È il canale per chi non vuole passare dalla banca per una cifra piccola, e la gamma di tagli lo dice: dieci euro, non cento.
Il secondo elemento distintivo di BetFlag riguarda l’apertura del conto. Il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La differenza rispetto agli altri due non è formale: un conto identificato con SPID o CIE è validato subito, e non eredita il termine dei trenta giorni oltre il quale il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. Per chi deposita con bonifico questa è la parte più rilevante della scheda, perché un bonifico su un conto non validato è denaro in mezzo al guado.
Sul versante delle promozioni BetFlag ne ha due, e sono di natura completamente diversa. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €: è un massimale alto, e va letto insieme alla natura dell’offerta, che è un accredito sul saldo e non un rimborso in denaro. Il bonus scommesse senza deposito vale invece 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Tre giorni e una quota minima di 5.00 sono condizioni strette per un bonus da dieci euro, e chi apre il conto per quel bonus deve saperlo prima: la finestra è più corta dei tempi che un bonifico può impiegare.
Il verdetto. BetFlag è l’operatore dei tre che copre il maggior numero di binari in entrata e che rende più semplice togliersi di mezzo la verifica del documento, con SPID e CIE accanto alla registrazione tradizionale: chi vuole depositare con bonifico bancario senza rischiare il blocco del conto a trenta giorni trova qui la scorciatoia. Il bonus senza deposito, però, chiede di giocare dieci euro in tre giorni a quota 5.00 almeno, e questa non è una condizione da offerta gratuita: è una scommessa da fare in fretta su una multipla molto lunga. Il 100 % fino a 5.000 € parla a chi versa cifre alte con continuità, non a chi entra con un bonifico da cento euro.
William Hill: il benvenuto che premia carta e PayPal
William Hill opera con la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, su sito proprio. In un confronto tra metodi di pagamento questa è la scheda che va letta con più attenzione, perché è quella in cui il bonifico non compare.
Il Benvenuto Sport prevede un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Ogni pezzo di questa descrizione ha un peso. Il canale del deposito qualificante è indicato: carta o PayPal, non bonifico. La finestra è di sette giorni. Il bonus non arriva in un’unica soluzione ma in tranche da 10 €, e ogni tranche richiede una multipla da almeno cinque selezioni a quota minima 5.00 — un tipo di giocata che punta su un esito improbabile e che, per definizione, riesce poche volte. Il tetto finale è di 50 €, quindi il valore nominale dell’intera operazione sta in cinque tranche da dieci euro.
Sul fronte della protezione, gli strumenti di gioco responsabile di William Hill comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il riferimento nazionale, non un numero interno dell’operatore, ed è la riga della scheda che conviene annotarsi a prescindere dal bookmaker scelto.
Il verdetto. William Hill è l’operatore, dei tre, sui cui tempi il bonifico pesa di più, e la ragione sta nella struttura dell’offerta: un deposito qualificante da venti euro entro sette giorni, con carta o PayPal, non lascia spazio a un bonifico ordinario che arrivi in ritardo. Il bonus cash fino a 50 € è un importo contenuto, e la sua erogazione in tranche da dieci euro su multiple da cinque selezioni a quota minima 5.00 lo rende un obiettivo più che una dote. Chi entra qui per il benvenuto e vuole pagare con bonifico deve farlo prima, versando per tempo con il metodo giusto e tenendo il bonifico per le ricariche successive. Chi cerca un canale di autoesclusione con un riferimento nazionale accanto trova qui l’indicazione più esplicita.
Scegliere in base a quello che si deposita
La decisione, ridotta all’osso, si gioca su due domande: quanto si versa in una volta e quanto si ha fretta di poter giocare quella cifra.
Per un deposito ricorrente di piccolo importo, il bonifico è il canale sbagliato. Costa tempo a ogni operazione e, nel caso di BetFlag, esiste un’alternativa espressamente pensata per cifre piccole: la ricarica nei tagli da 10, 25, 50 e 100 €, acquistabile in tabaccheria e utilizzabile dopo la validazione del documento. Chi versa dieci euro ogni tanto non ha motivo di far passare il denaro da un conto corrente.
Per un deposito di media entità fatto con calma, il bonifico funziona, e Admiralbet è il profilo che lo documenta meglio: otto canali in chiaro, nessun costo aggiuntivo, strumenti intestati al cliente. È la combinazione più leggibile per chi non ha una carta da dedicare al gioco e non tiene un portafoglio elettronico.
Per un deposito che deve finanziare un bonus a scadenza breve, il bonifico è la scelta da evitare. Il benvenuto di William Hill chiede una ricarica da almeno 20 € con carta o PayPal entro sette giorni; il bonus senza deposito di BetFlag chiede una giocata unica entro tre giorni. In entrambi i casi la finestra è più corta di quanto un bonifico ordinario possa impiegare.
E per chi ha un problema con il gioco, la domanda giusta non è quale metodo di pagamento scegliere: l’autoesclusione blocca tutte le piattaforme autorizzate in Italia e ha effetto su qualunque conto, e il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è il riferimento che il singolo operatore non può sostituire.
Domande frequenti
Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?
Non esiste un elenco di legge. Ogni operatore scrive la propria lista nelle condizioni d’uso, e le liste differiscono: Admiralbet indica carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi; BetFlag ne elenca undici tra cui bonifico, ricariche in tabaccheria e MuchBetter; William Hill cita carta di debito, PayPal e Apple Pay.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite lo sceglie il giocatore, e di norma già in registrazione, su base settimanale o mensile. La cornice è nell’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, che affida ai concessionari limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati in base all’età e al comportamento di gioco. Abbassare un limite ha effetto immediato; alzarlo richiede sette giorni di attesa.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si confrontano due cose pubbliche: il numero di concessione e la ragione sociale che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni d’uso, e il registro ufficiale dei concessionari pubblicato da ADM, dove ogni riga è legata a un sito .it. La concessione è per sito. Un nome sull’elenco non dimostra però che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito stesso.
Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?
Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e il principio di tutela dei minori è tra quelli richiamati dall’art. 3, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. All’apertura serve un conto di gioco pienamente identificato: registrazione con documento oppure identificazione con SPID o CIE, come BetFlag elenca. Senza SPID o CIE il conto va validato entro trenta giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi bloccati.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non subiscono una ritenuta in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica, 24,5 % sulla raccolta a distanza, cade sul concessionario: la ricostruzione è quella riportata dalla stampa, e per la propria posizione conviene sentire un commercialista. Su siti esteri l’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 2010, le legge come redditi diversi da dichiarare.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La restituzione è la puntata moltiplicata per la quota decimale; il guadagno netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Una puntata di 10 € a quota 1,85 restituisce 18,50 €, cioè 8,50 € di utile. Nella multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un’unica quota, e il rischio cresce insieme al prezzo.
Creato dalla redazione di «Registroconcessioni».
