Scommesse sugli esports 2026: un bonus da 5 € che ne chiede 20
L’operatore che si occupa di scommesse in Italia ha una sola porta d’ingresso legale, e si chiama concessione. Prima di guardare una quota, quindi, conviene guardare chi la espone.

Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026; concessioni e iscrizioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM.
Indice dei contenuti
- Calendario e titoli: cosa si gioca davvero
- Come si giudica un operatore che accetta scommesse sugli esports
- Le quote parlano: quanto trattiene il banco
- La classifica: dieci concessionari, un numero di concessione ciascuno
- I dieci marchi, uno per uno
- La concessione: cosa ti dà e cosa non ti dà
- Protezione del conto: i limiti che decidi tu
- Domande frequenti sulle scommesse esports in Italia
Calendario e titoli: cosa si gioca davvero
Nel fine settimana in cui il centro sportivo italiano manda in onda il calcio, il torneo che muove più denaro al mondo non si gioca su un prato. Si gioca su una mappa, con cinque giocatori davanti a cinque monitor e un pubblico che riempie uno stadio vero. Lo chiamiamo «esport» con una certa aria annoiata, e ogni generazione l’ha fatto con la novità della sua epoca.

Un esport è una competizione che usa i videogiochi, di norma organizzata tra giocatori professionisti, singoli o in squadra. Detta così sembra una definizione da enciclopedia, ed è esattamente quello che è: la categoria è larga, e al suo interno convivono discipline che non si somigliano in niente. Chi pensa a un solo gioco pensa a un decimo del mercato.
L’elenco dei titoli che contano è più lungo di quanto la pubblicità lasci credere. Tra i più popolari ci sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft. Nove titoli, nove pubblici, nove calendari, e un dettaglio che a chi scommette sfugge sempre: il calendario di un titolo non ha niente a che vedere con quello di un altro. Rocket League gioca d’estate, StarCraft ha i suoi appuntamenti in Corea, Counter-Strike vive di tornei che durano due settimane e finiscono.
Il quadro dei tornei che un operatore deve avere in palinsesto
C’è un livello sopra i titoli, ed è quello che conta per il palinsesto. Tra i principali tornei esports ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l’Intel Extreme Masters. Quattro famiglie diverse: una lega di publisher che si chiude con una finale mondiale, un torneo che si finanzia con le vendite di cosmetici dentro il gioco, una serie dedicata ai picchiaduro con un’iscrizione aperta a chiunque, e un circuito itinerante che passa da una città all’altra.

Il denaro che gira spiega perché un concessionario ci guardi. The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo. Non è un numero che nasce da una televisione o da uno sponsor: nasce dai giocatori, che comprano l’oggetto digitale e ne versano una parte nel montepremi. Un torneo che si autofinanzia con il pubblico è, per chi accetta scommesse, un torneo con un pubblico che guarda e gioca.
Gli appuntamenti recenti hanno spostato l’asticella ancora più in alto, e con una densità che nessun calendario tradizionale regge. L’Esports World Cup 2026 si svolge dal 6 luglio al 23 agosto 2026 a Parigi, con un montepremi di 75 milioni di dollari USA e 24 giochi; l’edizione 2025 aveva un montepremi di 71,5 milioni di dollari USA. Sette settimane, ventiquattro discipline, un solo luogo. Per un bookmaker significa un palinsesto che si regge da solo per tutta l’estate, mentre il calcio italiano è fermo e l’unica cosa che gli resta è la finestra di mercato.
Aggiungiamo il lato sportivo, perché i tornei non sono solo premi. Il Team Falcons ha vinto l’Esports World Cup Club Championship nel 2025, difendendo il titolo del 2024. Due titoli di fila sono la prova che in queste competizioni esiste una gerarchia stabile, e una gerarchia stabile è la materia prima di qualsiasi quota ben fatta: chi vince sempre viene prezzato corto, e chi paga bene è chi perde.
Perché «esports» sul sito di un concessionario significa anche un’altra cosa
Un concessionario italiano non scrive «esports» e passa oltre. Nelle app dei grandi marchi la voce che trovi è un’altra, e va letta con attenzione. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Scacchi, musica, televisione, elezioni: la logica è la stessa degli esports, cioè scommettere su una competizione con un vincitore e un calendario.
Il passo verso il videogioco, da lì, è breve, e sta nella parola «Virtuali». Gli «eventi simulati» sono l’altra metà del discorso: un incontro che non si gioca, ma si vede, con una grafica o un filmato che scorre e una quota che si muove. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. Un palinsesto che comincia quando il caffè è ancora caldo e finisce quando il bar ha già chiuso da un pezzo.
Vale la pena dire una cosa cruda su questo punto, perché è il cuore di tutta la faccenda. Se la domanda è se il palinsesto approvato dall’ADM contenga gli esports, la risposta è che nessuno degli elementi disponibili lo dimostra. Esiste, nero su bianco, la definizione di palinsesto — il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM — e la regola che dice che si può giocare solo su eventi che in quel programma ci sono. Non esiste, invece, la prova che in quel programma ci sia Dota 2 o Counter-Strike. Chi ti dice il contrario ti sta vendendo qualcosa.
E poi c’è il montepremi visto dall’altro lato, quello del bookmaker. Un torneo con 40 milioni di dollari in palio non paga quei 40 milioni con le quote: li paga con gli sponsor e con le microtransazioni. La quota che vedi è un prezzo, non una promessa di ricchezza.
Come si giudica un operatore che accetta scommesse sugli esports
Mettersi davanti a dieci siti e decidere quale sia il migliore è il modo più rapido per non decidere niente. «Migliore» non è una proprietà di un bookmaker: è una proprietà di un bookmaker rispetto a qualcosa. Il criterio che regge il confronto è il costo, e il costo ha tre facce che si vedono in momenti diversi.
La prima faccia è il prezzo. Si legge nel margine incorporato in una coppia di quote, e non richiede nessuna iscrizione per essere misurato. La seconda è quello che l’operatore chiede per darti qualcosa: un requisito di puntata, una quota minima, un termine. La terza è la parte che non si vede, e riguarda il conto: come ci entri, come ne esci, e quanto è facile ridurre i tuoi limiti quando te ne accorgi.
I tre criteri, in ordine di quanto ti costano
Prezzo. Un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90 non è una coppia da 2,00. È una coppia da 1,90, e chi la prende paga la differenza a ogni singola giocata. Il margine si misura sul payout del mercato, calcolato come 1 diviso la somma dei reciproci di tutte le quote del mercato; il margine è 100 % meno quel valore. Su questo si torna più avanti con i numeri in mano, perché è il criterio che pesa più di tutti gli altri messi insieme.
Requisiti e condizioni. Un bonus di benvenuto senza condizioni non esiste. Esiste un bonus con un requisito di rigioco, una quota minima ammessa, un numero di eventi da mettere in multipla e una scadenza. Sono quattro numeri, e ognuno di essi restringe la platea di chi lo può incassare davvero.
Accesso e uscita dal conto. Un conto che si apre in trenta secondi con SPID è un conto che ti permette di dimenticarti la carta d’identità. Un prelievo che richiede un documento è un prelievo che arriva due giorni dopo. Nessuna delle due cose si vede nella homepage.
Un marchio con concessione non è automaticamente un marchio con gli esports
C’è un equivoco che circola e che vale la pena smontare prima della classifica. La concessione viene rilasciata per sito, non per azienda, e il numero di concessione è legato a quel sito. La concessione non dice nulla, però, su quali giochi quel sito offra: un concessionario può avere il diritto per scommesse sportive, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo in qualsiasi combinazione.
Il risultato è una conseguenza semplice e scomoda: un nome sull’elenco degli autorizzati non dimostra da solo che quel sito accetti scommesse sportive. Chi offre quel prodotto lo dimostra con il proprio palinsesto, cioè con la propria app e il proprio sito. E viceversa: un marchio che non compare tra i nomi di questa pagina non è per questo privo di concessione. L’elenco è pubblico, è la fonte, e vale la pena aprirlo almeno una volta.
Le quote parlano: quanto trattiene il banco
Prendi due esiti, prendi due quote, e hai già in mano tutto quello che serve. Non serve sapere chi vincerà: serve sapere quanto costa la partita.
Il conto è questo. Un mercato a due esiti, entrambi offerti a 1,90, paga il 52,6 % circa di quanto raccoglie, e trattiene il 47,4 % circa. Il limite inferiore della forchetta si vede con le quote lunghe, il limite superiore con quelle corte. La spiegazione è nel calcolo e non nell’aritmetica: 1,90 è un prezzo ragionevole per una finale di calcio, e diventa una rapina quando il mercato vero vale 1,02 contro 20,00. Il payout share è il risultato, e il margine è 100 % meno quel valore.
Se un milione di euro passasse su quel mercato a due esiti, il bookmaker ne rimetterebbe in circolo circa 526.000 e ne tratterrebbe circa 474.000, senza che sia successo niente di strano. Non è una tassa, non è una commissione: è la differenza tra il prezzo che paghi e il prezzo equo, applicata a ogni singola giocata.
Il confronto con gli esports aiuta a farsi un’idea della scala, e va fatto con cautela perché il prezzo cambia da mercato a mercato. Un 1X2 di Serie A e un mercato sui cartellini non hanno lo stesso margine; un torneo minore di Counter-Strike e una finale mondiale non hanno la stessa liquidità. La regola pratica che se ne ricava è che il margine cresce dove il bookmaker sa meno. Sui grandi eventi, dove entrano tutti, le quote si stringono perché gli operatori si copiano a vicenda; su un match di StarCraft alle tre di notte, dove il modello è più solo, la forbice si apre. Per chi scommette poco e spesso sugli stessi campionati, il margine è il costo dominante della propria attività, e vale il tempo di confrontare due o tre siti sullo stesso mercato prima di decidere dove tenere il conto.
{{IMG:calendar}}
La classifica: dieci concessionari, un numero di concessione ciascuno
Nell’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026 ci sono 52 righe, con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo sito .it. Un’azienda può averne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Quella riga è tutto ciò che un lettore può verificare da fuori, ed è anche tutto ciò che questa pagina può usare per collocare un marchio.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa prevedono le condizioni dell’operatore sul tema della pagina |
|---|---|---|
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto con scacchi, Formula 1, MotoGP e anche eventi di spettacolo e politica |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi sportivi al giorno, più di 15.000 eventi live e streaming gratuito; oltre 3.000 eventi virtuali quotidiani |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Freebet settimanale da 5 € nell’Extra Bet Club, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati italiani ed europei più oltre 20 tipologie di sport, con risultati in diretta |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Quote e risultati in tempo reale e streaming per le giocate live |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; pre-match e live |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Migliaia di eventi pre-match e live con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol, combo e sezione Supercombo |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con Cash Out e My Combo |
Come leggere quella colonna di mezzo
La colonna dei numeri è l’unica che non cambia con il vento. Una concessione è assegnata con gara pubblica e dura al massimo nove anni, senza rinnovo automatico. La prima tornata del nuovo regime si è chiusa a settembre 2025 con 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo sistema è partito il 13 novembre 2025. Quei 7 milioni non li paga il bookmaker per hobby: li recupera nel margine.
Il concessionario quasi mai porta il nome che leggi in home page. Dietro Bwin e Gioco Digitale c’è Eurobet Italia; dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy; dietro Betsson e StarCasinò c’è Azzurri Limited. Due marchi diversi con la stessa società alle spalle sono un’informazione utile quando confronti le condizioni, non quando confronti i loghi. Se due siti ti sembrano identici in una promozione, a volte è perché dietro c’è la stessa scrivania.
I dieci marchi, uno per uno
Sotto la stessa citazione numerica ci sono dieci prodotti diversi, e il tema della pagina li attraversa tutti in modo diseguale. Alcuni hanno esports dichiarati, altri hanno un palinsesto vasto senza una riga dedicata, altri ancora sono casinò con un bookmaker attaccato. Ognuno va letto per quello che le sue stesse condizioni dicono.
Eurobet: il palinsesto più largo e meno prevedibile della lista
Il marchio che pubblica la propria app sotto Eurobet Sport dichiara, in quel profilo, un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Il numero di concessione è in una riga a sé: ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale.
Che il calcio, il tennis e il basket siano lì è normale. La parte interessante sono gli scacchi e le elezioni. Uno sport di sedici caselle e un appuntamento elettorale sono due cose che il modello di un bookmaker generalista non prezza di solito, e la loro presenza dice che questo operatore compra palinsesto, non lo filtra. Per un lettore che cerca gli esports, è un indizio nella direzione giusta: un bookmaker che accetta di prezzare gli scacchi ha una soglia di curiosità più bassa della media.
L’indizio resta un indizio e non una prova. Un palinsesto composto da scacchi, Formula 1 e reality show non dimostra che dentro ci siano anche League of Legends e Dota 2. Se cerchi quel mercato preciso, l’unico modo è aprire l’applicazione e digitare il nome del titolo nel campo di ricerca. Se il risultato c’è, il mercato c’è; se non c’è, nessuna delle voci sopra lo sostituisce.
Il conto pratico che emerge non parla di esports ma di ampiezza: un cliente che alterna calcio, basket e scacchi trova qui lo stesso conto per tutte e tre le cose, e non deve aprire tre conti diversi per seguire tre competizioni che si giocano nella stessa settimana. Il che, per chi vuole provare una disciplina senza rischiare il conto principale, è già un vantaggio. La rottura è la stessa di sempre: la larghezza non è profondità. Un mercato presente in app può avere tre righe di quota e non trenta, e la profondità è quello che serve quando la giocata è più di un passatempo.
L’etichetta più onesta per Eurobet è quella di un generalista curioso. Il suo palinsesto è il più strano della lista e per questo il più promettente per chi cerca la disciplina di nicchia. Chi apre il conto solo per gli esports, però, deve verificare il mercato prima della registrazione, non dopo.
Sisal: migliaia di eventi che non dicono niente sugli esports
La voce più concreta che questo operatore pubblica nella propria app è un numero: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a.
Quindicimila eventi live sono molti, e il modo in cui li si costruisce è tutto fuori dagli esports. Le quattro discipline dello streaming gratuito sono calcio, volley, tennis e basket, cioè quattro sport tradizionali con una federazione a monte. La numerazione dei live è una numerazione di partite che esistono, non di titoli che si giocano su una mappa. Il Virtual, dal canto suo, conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’elenco è una fotografia del modo in cui questo operatore ragiona: prende il calcio e lo spreme in varianti. DUO, Supercombo e Supercoppia sono combinazioni, i tiri in porta e i rigori sono mercati secondari, e il Cash Out chiude la posizione quando ti sei stufato di guardarla.
Il costo di quella ricchezza è la ripetizione. Tredici mercati sullo stesso novantesimo minuto sono tredici modi di pagare il margine su un evento che conosci già, e nessuno di essi ti dà una competizione nuova da seguire. Per il lettore arrivato qui cercando esports, la conclusione è secca: il virtuale e l’ippica sono le opzioni adiacenti, e non sono la stessa cosa di una partita di Dota 2.
Sisal è un prodotto costruito sul calcio e sul cavallo, e sull’esports non dice nulla. Chi ha un solo conto e vuole provare altro, qui trova dodici varianti di un mercato che ha già. Chi cerca davvero un titolo videoludico deve passare altrove, e conviene saperlo prima di caricare il conto.
William Hill: la promozione più generosa della lista, con quattro condizioni attaccate
Qui c’è il dato più interessante per chi ragiona di costi. L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc.
Cinque euro alla settimana per venti euro giocati, e venti settimane per arrivare ai cento. Venticinque partite a settimana — cinque eventi per quattro — sono già la prima barriera, perché non tutti prezzano cinque partite in contemporanea. La seconda barriera è la quota totale minima 10.0. Una multipla da cinque eventi a quota totale dieci significa una media di circa 1,58 per evento, un prezzo che sta dentro la fascia normale di un singolo mercato ma che richiede cinque scelte giuste invece di una — e la probabilità di azzeccarle tutte e cinque è il prodotto delle singole, cioè molto più bassa di quella della giocata che avresti fatto con gli stessi venti euro su un solo esito.
Poi c’è la natura della freebet, e qui il marketing va preso di petto. Una freebet non è denaro: è credito, e in questa forma lo stake non torna in caso di vincita. Se metti la freebet da 5 € su una quota 2,00 e vinci, incassi 5 € di profitto, non 10 €, perché la puntata non viene restituita. Chiamarla «bonus» è una licenza linguistica: è un gettone con una scadenza implicita, e vale solo se lo giochi nel modo che il club prevede.
L’ultima condizione è quella che quasi nessuno legge: un premio settimanale è un premio che ti chiede di esserci tutte le settimane. Salta una settimana di Serie A — la pausa natalizia, un viaggio, la noia — e quella tranche da 5 € non si accumula. Il traguardo dei 100 € è quindi un traguardo di costanza, non di disponibilità: dipende dalla tua presenza in ogni giornata del campionato.
Il numero di concessione dice una cosa che le condizioni non dicono, e cioè che questa è una società maltese autorizzata in Italia. Le regole del conto sono le stesse di ogni altro sito nell’elenco, ma la lettura delle condizioni contrattuali è il passaggio che conta di più. Per chi non ha mai preso una freebet, venti euro giocati per cinque di credito è un primo assaggio a costo alto. Per chi già gioca multiple sulla Serie A ogni settimana, la stessa promozione è un rimborso parziale che non costa nulla in più.
Planetwin365: venti sport e nessuno di questi è un videogioco
Questa è la voce più chiara della lista, ed è chiara proprio per quello che non dice. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a.
Le sette competizioni elencate per prime sono tutte di calcio, e le tre coppe europee sono tre modi di dire la stessa estate. È una scelta editoriale precisa e va detto che è anche una scelta economica ragionevole: il calcio europeo è il mercato dove entra più denaro con la minore incertezza di prezzatura. Chi costruisce il prodotto intorno a Serie C e Conference League sa dove sono i suoi clienti.
La conseguenza per il tema di questa pagina è diretta. «Oltre 20 tipologie di sport» non è un elenco di discipline, è un numero sulla confezione. Niente dentro quella cifra garantisce che ci sia Counter-Strike, e i titoli con risultati in diretta che l’app promuove sono le stesse competizioni sopra. Un lettore che cerca un mercato sugli esports non lo troverà nominato qui, e questo è già un’informazione utile: significa che, se il mercato c’è, vive in una sezione che questa descrizione non considera degna di nota.
Il costo da pagare per il cliente è quindi di accesso, non di prezzo. Un conto su un operatore focalizzato sul calcio è comodo per il calcio e stretto per il resto. Il modo di verificarlo è sempre lo stesso: quattro minuti sull’app, la ricerca per titolo, e la risposta arriva da sola. Il numero di concessione non aiuta in quel test: 16007 è una credenziale, non una lista di giochi.
Per chi passa da un campionato all’altro nella stessa serata, Planetwin365 è una casa solida e prevedibile, e la prevedibilità è una qualità reale in un bookmaker. Per chi arriva cercando un titolo videoludico, il silenzio della descrizione è la risposta.
Lottomatica: il flusso live più esplicito della lista
L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Sotto la concessione ADM n. 16010 c’è Goldbet Better Organization Italy S.p.a.
La formulazione è la più onesta di tutto il gruppo, perché dice esplicitamente a cosa serve lo streaming: guardare e giocare insieme. Il costo di questa comodità è presto detto, e sta nel mercato che il live alimenta. Le quote che si muovono in tempo reale sono anche le quote che si muovono mentre decidi, e il vantaggio del banco non cambia con la velocità: resta dentro il prezzo, identico. Il live non rende la giocata più conveniente, la rende più frequente. Un flusso continuo di mercati su una partita già cominciata è un modo di offrire più occasioni di scommettere sulla stessa serata, ed è su quelle occasioni che il margine lavora.
Il resto del palinsesto segue la stessa linea: Serie A, Serie B, due coppe europee e i due grandi motori. F1 e MotoGP sono l’unica concessione al di fuori del pallone, e sono due campionati con un pubblico che guarda la domenica. Niente nel profilo parla di videogiochi, e niente nel profilo lo esclude in modo esplicito: la sezione Virtuali esiste in ogni sito di questo elenco e non è la stessa cosa di un torneo di esports.
Il marchio ha una storia lunga alle spalle e questo si sente nel modo in cui il prodotto è raccontato: poche sorprese, molte rassicurazioni. Dietro l’insegna c’è una società che gestisce anche altri domini, un dettaglio che merita un’occhiata quando si confrontano due promozioni che si somigliano.
Lottomatica è il posto per chi passa la domenica tra una partita e un Gran Premio e vuole il mercato aperto mentre succede. Non è il posto dove cercare una disciplina nuova, perché nessuna parte della sua descrizione è costruita per quello.
bet365: il partner della Champions, e niente di più sugli esports
Il dato più netto di questa scheda non è un premio né un numero di eventi: bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc.
Un titolo di partner ufficiale è pubblicità, e la pubblicità in Italia ha un vincolo che conviene tenere a mente quando si legge una pagina promozionale: la pubblicità dei giochi con vincite in denaro è vietata, e il concessionario può invece comunicare messaggi di gioco sicuro e responsabile. Vuol dire che la comunicazione che vedi non è costruita per convincerti a giocare, ed è una differenza sostanziale rispetto a quello che trovi su un sito .com.
Il catalogo, invece, è quello di un operatore generalista: calcio inglese, coppa europea, cavallo, boxe, freccette, basket, golf, tennis. La boxe e le freccette sono le due voci che segnalano un bookmaker abituato al mercato britannico, dove entrambe hanno un pubblico che scommette, e sono anche due mercati con margini tradizionalmente larghi perché la liquidità è minore. È una nota a margine, ma è la stessa logica per cui un titolo esport può essere prezzato largo.
Sugli esports, questo profilo non dice niente. Zero menzioni, zero titoli, zero tornei. La lettura onesta è che, su dieci schede, bet365 è quella che ha meno materiale per il lettore arrivato da questa pagina. Non è un giudizio sul prodotto: è un giudizio sulla trasparenza del materiale, e va dato per quello che è.
Il numero di concessione, anche qui, non aggiunge nulla sul tema. 16030 è una credenziale italiana e non una carta dei giochi. Chi cerca un mercato su League of Legends deve guardare dentro l’applicazione, e chi cerca la Champions può contare sul fatto che questo è l’operatore che ha pagato per metterci il proprio nome sopra.
Betsson: una gamma di mercati raccontata per categorie
Qui il profilo si sposta dal numero al tipo di scommessa. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited.
«Migliaia di eventi» è una cifra che non si controlla da fuori, e per questo va trattata per quello che è: un’indicazione di scala, non una prova. Molto più utile è la lista dei tipi di mercato, perché è quella che dice come è fatto il prodotto. 1X2 è l’esito, Under/Over è il numero, Goal/NoGoal è la somma fra due squadre, marcatori è un mercato a giocatore singolo, combo è una costruzione su misura. Sono cinque modi diversi di guardare lo stesso novanta minuti.
Il lettore attento nota che nessuno dei cinque richiede che i due contendenti siano persone. Un mercato 1X2 su una partita di Counter-Strike è formalmente identico a un mercato 1X2 su una partita di Serie A: due squadre, tre esiti, un prezzo. Se c’è un operatore di questa lista dove l’impalcatura tecnica permetterebbe un mercato esports senza costruirne uno nuovo, è una struttura di questo tipo.
Nuovamente: la possibilità non è la presenza. La descrizione non nomina alcun titolo videoludico, e nessun torneo. Il materiale su cui puoi contare resta quello dei tipi di mercato, che vale per il calcio e non si estende da solo.
Il costo che questo profilo ti mette davanti è un costo di ricerca: la gamma è ampia, ma non è indicizzata per disciplina nella descrizione pubblica, quindi il modo per trovare un mercato specifico è la navigazione interna. Chi conosce già i nomi delle categorie si muove veloce; chi cerca alla cieca perde qualche minuto.
StarCasinò: il casinò con un bookmaker dentro
Il caso più limpido di una scheda su cui il tema di questa pagina non attecchisce. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Sotto la concessione ADM n. 16026 c’è Azzurri Limited, la stessa società che compare sulla scheda del marchio precedente.
La struttura del prodotto non lascia dubbi sull’ordine delle priorità: prima le slot, poi il live casinò, poi, con una formula generica, le «principali manifestazioni sportive italiane e internazionali». Nessun campionato elencato, nessun mercato nominato, nessuna funzione descritta. È il profilo di un marchio nato sul casinò e arrivato allo sport per completare l’offerta.
Questo conta per il lettore in un modo preciso e va detto con franchezza. Un marchio casinò-first non è un cattivo posto per una multipla sul calcio, ma è un posto dove il catalogo sportivo è ricco di sport e povero di profondità. E c’è una ragione tecnica che rende la cosa più rilevante di quanto sembri: la concessione ammette in qualunque combinazione scommesse sportive, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo. Un operatore può quindi essere perfettamente in regola e non avere alcun prodotto che ti interessi.
C’è però una nota che vale per ogni cliente di questo marchio, e non riguarda gli esports: dal casinò si entra e si esce dallo stesso conto, e i limiti che imposti valgono su entrambi i fronti. Chi apre un conto per una partita e lo lascia aperto davanti alle slot ha già pagato il prezzo più alto della lista, e non è un prezzo misurabile in quote.
StarCasinò è il posto giusto per chi vuole un solo conto e non distingue tra slot e schedina. Per chi cerca un mercato su un videogioco, la sua descrizione è la meno promettente delle dieci.
Betfair: l’exchange dietro il bookmaker, con una regola tutta sua
La scheda più ambigua del gruppo, e la più interessante. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l.
L’elenco dei mercati è quello di un bookmaker ordinario, e la Supercombo con «quote maggiorate» merita una frase a parte: una quota maggiorata è maggiorata rispetto a qualcosa, e quel qualcosa è una quota che lo stesso operatore avrebbe potuto offrire. Non è un prezzo trovato altrove, è un prezzo che l’operatore ha deciso di alzare su un mercato che costruisce da sé. Il margine può restringersi, ma il banco resta il banco.
La vera particolarità di questo marchio sta altrove, e conviene spiegarla perché pochi la conoscono. Un exchange, o «punta e banca», è un gioco autorizzato in forma autonoma: una piattaforma in cui un giocatore può essere chi punta o chi fa il banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Le regole di un exchange non sono quelle di un bookmaker: chi punta non paga l’imposta sulle vincite, che cade sul concessionario, e le condizioni tecniche del mercato sono diverse. La documentazione dello stesso operatore è riportata indicare, per i conti sull’exchange italiano, una puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi. Su una sola scheda di questa lista esistono quindi due prodotti che pagano in modo diverso.
Il rovescio della medaglia è l’opacità del racconto. Nella descrizione pubblica dell’app i mercati nominati sono quelli di un bookmaker comune, e una funzione in stile exchange non compare. Chi apre un conto aspettandosi l’una o l’altra cosa scopre quale delle due ha soltanto entrando.
Betfair è il marchio per chi vuole capire come funziona un mercato dall’interno e accetta di leggere due regolamenti invece di uno. Chi cerca un titolo videoludico qui trova la stessa assenza che trova altrove, e nessuna scorciatoia.
SNAI: la scommessa componibile, fino all’ultimo dettaglio
Chiude la lista il marchio con l’offerta più strutturata sul fronte della costruzione della giocata. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa.
La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. Questa è la parte che merita attenzione, perché è qui che si nasconde il costo. Una quota unica su un biglietto composto da più giocate è una quota che moltiplica le probabilità di tutte le giocate insieme, e le probabilità, quando si moltiplicano, scendono in fretta. Nessuno lo spiega mai con questa frase, ed è la frase che conta.
Il Cash Out ha un costo ancora più sottile. Chiudere una schedina prima della fine significa accettare il prezzo che l’operatore ti offre in quel momento, e quel prezzo è fissato dopo aver messo in conto il margine. Nel momento in cui l’evento si mette bene, la cifra che ti viene proposta è inferiore a quella che avresti incassato aspettando, e la differenza è la tariffa della comodità. Il Cash Out è una polizza, e come ogni polizza si paga.
La varietà dei mercati — risultato esatto, tiri in porta, cartellini, rigori — è la stessa materia prima che serve a costruire un mercato su una disciplina nuova. Non prova che quella disciplina ci sia. Nella descrizione pubblica di questo marchio, come nelle altre, non compare alcun titolo videoludico.
SNAI è l’operatore giusto per chi ama comporre la giocata e vuole poter uscire prima della fine. Chi cerca un mercato sugli esports deve fare lo stesso test degli altri nove: aprire l’applicazione, scrivere il nome del titolo, e leggere cosa risponde.
{{IMG:fondamen}}
La concessione: cosa ti dà e cosa non ti dà
Torniamo alla concessione, e facciamolo in termini di conto corrente, non di principio. Un operatore che prende scommesse in Italia senza concessione sta commettendo un reato, e chi ci gioca non è in una zona grigia: quella grigia è la sua.
Concessione per sito, non per azienda
La prima cosa da capire è che la concessione è legata al sito e non alla società. Le concessioni sono assegnate con gara pubblica, non sono licenze aperte, e il quadro sta nel Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi offribili a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori; bingo.
L’art. 6, comma 3 fissa il resto: chi vince la gara può gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti comprendono una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Tradotto: il prezzo che paghi oggi, in termini di regole, non cambia domani per decreto dell’operatore.
Perché il numero di concessione non ti dice se ci sono gli esports
Qui sta il punto che manda in crisi ogni classifica costruita male. L’elenco ADM degli autorizzati non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto per scommesse sportive, poker e giochi di abilità, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. Un nome nell’elenco, quindi, non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive, e tanto meno che offra esports. Quello che lo dimostra è il palinsesto dell’operatore, cioè la sua app e il suo sito.
Il palinsesto, per la legge, è il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può prendere una giocata solo su eventi che stanno in quel programma. Gli eventi vengono aggiunti uno per uno, e la cosa non è teorica: a settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner. Che cosa contenga il palinsesto approvato di ciascun operatore è, oggi, una casella vuota.
Fermiamoci un istante sul significato pratico di questa casella vuota, perché è più rilevante di quanto sembri. Se il palinsesto approvato non contenga gli esports, un concessionario non può accettare quelle giocate nemmeno volendo, e il fatto che l’app mostri una sezione «Virtuali» non cambia nulla: gli eventi simulati sono una categoria diversa, definita dalla legge come eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer, mostrati con un’animazione o con un evento reale preregistrato, e ammessi dentro la concessione per le scommesse sportive. Virtuale non è sinonimo di esport.
Il modo per orientarsi resta uno: leggere il palinsesto sull’app e verificare il numero di concessione nei termini dell’operatore. I due controlli sono separati, e servono entrambi.
L’elenco pubblico e chi sta fuori
Il controllo che conta lo fa l’ADM. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’Agenzia, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. I domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso.
Il sistema funziona per blocchi DNS, e con una certa latenza: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ciascuno, e le copie dei siti bloccati ricompaiono nel giro di ore. La parola con cui si descrive il risultato è «oscurati», ed è la più onesta: non cancellati, oscurati.
Nell’elenco letto il 25 ottobre 2026 non compaiono Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Sono nomi che si trovano in prima pagina su una ricerca, e questa è tutta la differenza tra un marchio noto e un marchio legale.
Il gioco legale non è solo un bollino
C’è un’idea comoda secondo cui la differenza tra un .it e un .com sia una questione di burocrazia. Non lo è, e si può elencare con precisione cosa compra la concessione. Un operatore ADM porta il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limitazione obbligatori per legge e una sede legale italiana dove far valere un diritto.
Un marchio senza concessione non porta nessuna di queste cose. È esposto al blocco DNS, e, come l’ADM stessa scrive, espone chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari a una sanzione penale: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, nella lettura che l’Agenzia ne dà, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda. La stessa norma punisce chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettate all’Estero.
Il conto in tasca è questo: ogni euro lasciato su una piattaforma senza concessione è un euro senza il RUA dietro, senza un regolatore a cui scrivere, e senza un tribunale italiano a cui appellarsi. Non serve altro per capire cosa si sta comprando con l’etichetta .it.
Il conto lo paga anche il bookmaker, e lo paga il giocatore in modi diversi
L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è a carico dell’operatore, non del giocatore. Le aliquote, secondo la stampa di settore, sono del 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e del 24,5 % se la raccolta è a distanza, calcolate sulla differenza tra le puntate e le vincite; le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima erano 43 % e 47 %), mentre le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per chi scommette, la conseguenza è semplice e va scritta per intero. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: si legge spesso la formula «tassate alla fonte», l’importo che ricevi è già netto e non devi inserire nulla nella dichiarazione. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione corretta è: consultare un commercialista.
Il quadro cambia completamente se la vincita arriva da un sito senza concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. Nella lettura pratica significa nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota. In parole povere: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Ecco il costo che nessuna classifica mette in tabella. La stessa vincita, da un sito legale, arriva netta in tasca; da un sito non legale, può diventare materia di una dichiarazione con un’aliquota non definita. Non è un dettaglio da commercialisti: è la differenza tra un incasso e un problema.
La pubblicità è vietata, i bonus no
Sul Decreto Dignità conviene essere precisi, perché è la norma che spiega l’aria che respirano questi siti. L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM ne cita il testo: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni vigila sull’applicazione, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il decreto, va detto, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). La pubblicità di operatori non autorizzati, aggiunge l’ADM, può attirare provvedimenti dell’Autorità anche sui mezzi che la ospitano.
L’applicazione ha avuto una storia mossa. Nel 2025 l’Autorità non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 il TAR Lazio ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Ed è stata proposta, non approvata, un’emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Quello che conta per il portafoglio è la distinzione finale, che viene spesso confusa. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto di legge al bonus e non esiste un tetto di legge ai requisiti di rigioco: importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Ecco perché l’unico posto dove leggere le condizioni vere di una promozione è la pagina dei termini, non la home page.
La scala di ciò che il conto permette
Un’ultima nota sulla forma dei pagamenti, che è la parte che più spesso sorprende. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: l’ADM tiene un registro dei punti (tabaccherie, ricevitorie), che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco preciso di ogni operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
{{IMG:normati}}
Protezione del conto: i limiti che decidi tu
La protezione del giocatore in Italia non è un reparto separato del sito. È una serie di obblighi che il concessionario deve rispettare, e un insieme di strumenti che solo tu puoi attivare.
Il tetto che scegli tu, e i sette giorni che costano
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede cinque cose: limiti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
La parte da capire sta nell’ultima riga del paragrafo precedente, e cioè nel modo in cui i limiti si muovono. In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le condizioni degli operatori mostrano all’iscrizione un limite settimanale, con un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzarlo. Sette giorni per alzare, zero per abbassare: la regola è costruita per essere protettiva, e per questo è anche la più costosa per chi sbaglia a impostarla la prima volta.
La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è nota, e questo conta più di quanto sembri: significa che il numero che vedi al momento dell’iscrizione è una scelta del concessionario, non una soglia di legge. E non esiste, allo stato, un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive: gli strumenti vincolanti sono le autolimitazioni del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione.
Un esempio rende la cosa più chiara di qualsiasi legge. Chi imposta trecento euro a settimana perché è quello che spende in una settimana normale, e poi scopre di volerne quattrocento, deve aspettare la settimana successiva: nel frattempo il tetto resta dov’è. Chi invece abbassa il tetto durante una serata storta lo vede applicato subito, e non può tornare indietro in serata. La finestra di sette giorni non è un ostacolo: è l’attrito che rende una decisione di impulso difficile da eseguire, ed è esattamente per questo che esiste.
Il caso di Admiralbet è utile perché mostra il meccanismo in concreto: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il dettaglio che sfugge è il gioco: una ricarica non è una puntata, e una spesa non è una perdita. Impostare il tetto sulla ricarica significa darsi un limite su quanto entra nel conto, non su quanto esce dalla tasca; sono due grandezze diverse e confonderle è il modo più rapido di superare un limite credendo di rispettarlo.
L’autoesclusione: come è cambiata e cosa significa per te
L’autoesclusione è lo strumento più potente della lista, e anche il più frainteso. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online ADM e le sale fisiche. È la ragione per cui l’autoesclusione presso un operatore legale vale su tutti gli altri.
La durata è cambiata di recente, e questo è il punto che molti clienti non conoscono. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra si è quindi allargata in entrambe le direzioni: puoi chiudere per una settimana, e puoi chiudere per nove mesi senza possibilità di riaprire prima.
Il costo di questa scelta è tutto nella revoca. Un’autoesclusione indeterminata non è un interruttore che si rialza quando il telefono ha finito la batteria: sono nove mesi in cui l’accesso resta chiuso, e nessuna telefonata li accorcia. L’art. 15, comma 1, lett. e) del decreto richiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo che decide il giocatore, e una stampa di settore riporta che le forme parziali di esclusione partiranno il 1° febbraio 2026.
C’è un confine che va detto con chiarezza, perché è la differenza tra una protezione e un’illusione. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì è senza protezione: il blocco non lo riguarda, e nulla gli impedisce di aprire un conto su un domino estero nel momento stesso in cui ha chiuso tutti i conti italiani. Chi usa l’autoesclusione per fermarsi davvero deve saperlo.
I limiti di legge che l’operatore deve rispettare
Il contorno è fatto di obblighi che non dipendono dalla tua volontà. L’età minima è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) del decreto nomina la tutela dei minori come principio, le condizioni di concessione prevedono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Sull’identificazione il meccanismo è meno banale di quanto sembri. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa; gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID (Goldbet anche con CIE tramite un fornitore SPID). Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il dettaglio che cambia la sostanza è la scadenza: senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. È il caso in cui la comodità di una registrazione veloce si trasforma in un blocco sul conto, e i trenta giorni passano in fretta.
C’è poi un obbligo che riguarda l’informazione e che si traduce in un numero. L’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è una voce di marketing, è una voce di bilancio: il bookmaker è obbligato a spendere una parte di quello che incassa per parlare di gioco responsabile.
Dove si chiede aiuto
Un numero da tenere in rubrica più di qualsiasi quota. I residenti in Italia hanno a disposizione il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, indicato tra gli strumenti di gioco responsabile degli operatori. Le condizioni di BetFlag richiamano accanto il divieto di gioco per i minori di 18 anni.
Gli strumenti attivi presso i marchi della lista sono quelli previsti dalla legge e si somigliano tutti: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione sono l’insieme che, per esempio, compare tra gli strumenti di gioco responsabile di bet365. La differenza tra un operatore e l’altro non sta nella presenza dello strumento, che è obbligatoria, ma in quanto è facile trovarlo nell’interfaccia prima di averne bisogno. E questa è una cosa che si controlla in trenta secondi, cercando la voce nel menu delle impostazioni, il giorno stesso dell’apertura del conto.
Domande frequenti sulle scommesse esports in Italia
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Si può giocare soltanto sugli eventi e sui tipi di giocata che stanno nel palinsesto approvato dall’ADM per quel concessionario: il programma di eventi sportivi, corse incluse, e non sportivi, preparato dall’operatore e approvato dall’Agenzia. Quali discipline contenga il palinsesto di un singolo marchio cambia da operatore a operatore.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, che lega ogni codice a un singolo sito .it: nell’elenco letto il 25 ottobre 2026 ci sono 52 righe, con codici da 16000 a 16051. Poi si confronta il numero con quello che l’operatore dichiara nei propri termini e condizioni. L’elenco non ha una colonna per i giochi offerti.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a 1,90 restituiscono 19 €, dei quali 9 € sono profitto. In una multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano in un unico prezzo. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, perché il prelievo cade sull’operatore.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci di tutte le quote dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di raccolta restituita, e il margine è 100 % meno quel valore. Su un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90 il margine è intorno al 47 %, una forchetta che diventa più stretta con le quote lunghe.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM no: l’imposta unica è a carico dell’operatore, le vincite arrivano nette e non si dichiarano, secondo la ricostruzione della stampa di settore. Da un sito senza concessione la posizione è diversa: l’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le condizioni degli operatori mostrano all’iscrizione un limite settimanale, con un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzarlo. La cifra che l’ADM fissa nella gara non è nota. Un limite ridotto vale subito, uno aumentato deve aspettare.
Preparato dagli editori di «Registroconcessioni».
